quarrata, gioie & dolori. VISI PALLIDI CON LINGUA BIFORCUTA? O DIRIGENTI A PESO D’ORO, MA FATELA FINITA UNA VOLTA PER TUTTE! 5

Svegliatevi istituzioni dormienti! Rimettete le cose a posto e alla svelta, perché tocca a voi. Il tempo non è più tanto da qui alle aule penali del tribunale in cui ci volete trascinare e nelle quali sarà un piacere, per chi scrive, scaricare chili di carte che avete ricevuto e avete cestinato o, peggio, vi ci siete puliti il culo

 

Quarrata s’aggemella con la sua vera omologa cinese: Wafang Kou. Fortunatamente, a settembre, Gherardo Colombo verrà a insegnarci quali sono le vie da battere per andare in paradiso, mostrando che il primo passo è l’umana comprensione dei problemi altrui. Peccato che i problemi altrui, nella cultura della sinistra catto-radical, siano solo quelli dei musulmani: sgozzare agnelli sui terrazzi di casa dinanzi a tutti; togliere i presepi dalle scuole; mandare a Wafang Kou i cittadini troppo educati e che possono essere anche trattati come pezze da piedi perché non imbracceranno mai un fucile per risolvere razionalmente e definitivamente i problemi causati loro dalla pubblica amministrazione…

SE LA TESTA CHINI TU

VAI IN LAMPO A WAFANG KOU


 

«Non mettere la macchina al muro, sennò mi sciupi la casa e poi chiamo il Bai che ti fa la contravvenzione!». E così fu nella repubblica di Wafang Kou

 

PURTROPPO, o democratici delle minacce di querele ridicole, da dopo avere lavorato in Comune (1974-1978), ho preso un vizio che non ho più lasciato: quello di guardare alle cose non come di solito si fa negli ambienti in cui la barca non è nostra, ma come chi – per senso di responsabilità – crede che, quando si parla di interesse pubblico e si lavora coi soldi di tutti, bisogna guardare perfino al culo dei pidocchi – che, capirete, non è cosa facile.

Nella lettera che il geometra-ingegnere Iuri Gelli mi ha scritto con il tonino velenosetto di chi si arroga il diritto di prendere per il culo il cittadino inerme, spiccano alcune frasi assai significative che qui sotto riporto, anche se già pubblicate. Le cose ripetute fanno bene alla salute.

Fàteci attenzione. Iuri [g]iura:

  1. non sono rappresentate sulle aree indicate nei documenti trasmessi, né percorsi naturalistici, né viabilità storiche, né viabilità pubbliche o di pubblica utilità di nessun tipo [notate: di nessun tipo]

  2. dall’elenco delle strade comunali/di uso pubblico non risulta che le aree in oggetto siano gravate da servitù, né da diritto di uso pubblico

In fondo alla lettera del geometra-ingegnere, non compare solo la sua firma, ma anche quella del comandante della polizia municipale Marco Bai. Due sono più di uno.

Ora, per favore, leggete attentamente cosa scriveva, invece, l’allora vigile Bai (oggi comandante di 15 uomini sulla cassa del morto come nell’Isola del tesoro), in data 24 marzo 2008, in un accuratissimo rapporto al suo glorioso comandante Oliviero Billi, dopo che la signora Antonia Compagnucci (R.I.P.) aveva richiesto, come al solito e per l’ennesima volta, l’intervento dei vigili urbani perché non gradiva una macchina parcheggiata vicino al prezioso muro di cinta del Castello Malaspina/Perrozzi di Lecceto.

Che ci fossero o no problemi di circolazione e di sicurezza, la signora Compagnucci-Perrozzi parlava anche per altri del vicinato – notatelo bene – che non hanno mai avanzato osservazioni del genere. E come erano solerti a intervenire i vigili e i carabinieri…!

Così il Bai:

Poiché da un primo sommario esame la Via Lecceto sembrava essere classificata fra le strade vicinali di questo comune, mi riservavo la possibilità di approfondire meglio la situazione con l’ufficio Tecnico al fine di poter applicare idonee sanzioni.

La contravvenzione veniva poi fatta regolarmente perché via di Lecceto era davvero strada vicinale.

Ora, però, non fatemi una domanda scema come questa: «E con ciò? Che diavolo c’entrano la macchina rasente al muro e le contravvenzioni staccate, con le strade che il geometra-ingegnere Iuri Gelli non riesce – come scrive lui stesso – a trovare da alcuna parte in quella zona?».

Non fatela, questa domanda, o siete davvero scemi. Chiedetevi, invece, per quale motivo il geometra-ingegnere non trovi le strade sulle carte, mentre il semplice vigile Marco Bai, il 24 marzo 2008, aveva immediatamente individuato e annotato che via di Lecceto era una vicinale.

Se ne accorge un vigile fatto di fresco (Bai era, fino a poco prima, elettricista del Comune), e non lo vede un geometra-ingegnere, a cui il sindaco Mazzanti ha messo in mano l’intera gestione del territorio di Quarrata in quanto giovine di buone speranze? Scusate tanto, ma a casa mia qualcosa non torna.

La domanda che ora dovete porvi è: il vigile Bai, ora comandante di tutti i vigili quarratini, ha memoria labile e perciò rammenta solo le cose a distanza breve? Perché, firmando la risposta con il geometra-ingegnere Gelli, avalla l’inesistenza di certe strade sul luogo? E non solo: ma perché si contraddice con tale evidenza da suscitare il più che legittimo sospetto che oggi il Bai scriva e sottoscriva il falso?

«Si vede il marsupio…?»

Chiedétevelo. Forse è per un giochetto di paratie stagno, onde fare muro e difesa, tipo Mose di Venezia, contro gli attacchi degli stronzi come me, capaci, però, di ragionare con la testa e non con il culo al caldo sulla poltrona?

C’è o non c’è qualcosa che non quadra in tutta la storia? Il geometra-ingegnere Gelli e il comandante dei 15 uomini sulla cassa del morto (i vigili quarratini sono, appunto, 15), pur essendo informati – ad esempio – del fatto che l’Agriturismo Gli Arancini ha chiuso e interrotto una strada (via di Lecceto o via di Bindino che dir si voglia), non possono far altro che reggere il punto per pararsi a vicenda? Solo che il punto, quando le chiappone sono troppo grosse, si scuce all’improvviso e ti restano i classici pantaloni rotti sul culo.

Come fanno, Gelli & Bai, a sapere che agli Arancini la via è stata interrotta? Lo sanno per forza perché lo hanno visto dalla foto che ho pubblicato qua il 23 luglio scorso, ma anche perché il Bai insieme al sindaco Mazzanti, saliti con me a Lecceto, lo hanno potuto vedere e osservare direttamente quando, a inizio ottobre 2019, per girare l’auto dei vigili con cui eravamo saliti in collina, il capo dei 15 uomini sulla cassa del morto fu costretto ad andare a fare manovra proprio all’Agriturismo degli Arancini. Forse sia il sindaco che il Bai appartengono ai famosi guidatori ciechi dell’Inps…?

A questo punto mi chiedo – e chiedo a tutti: prefetto e procuratore della repubblica in prima fila –, se Mazzanti e Bai, con il supporto del geometra-ingegnere Gelli, abbiano provveduto, in veste di pubblici ufficiali, a compiere il loro dovere intimando, a chi ha chiuso strade, ponti e vie, di rimettere le cose a pulito, oppure se ce li dobbiamo portare di nuovo noi, sul posto, magari con una camionetta dei carabinieri – che, fra l’altro, a Quarrata ricevono tutti questi articoli-denuncia per posta Pec.

Come ti scasso la minchia di giorno in giorno gridando sempre «al lupo al lupo» perché il mio fine è quello di renderti la vita impossibile e te ne devi andare da qua

Sono questi i signori che intendono querelare un cittadino che, grazie ai loro interventi compromissori e compromettenti, da 12 anni non può vivere, passare, recarsi, fermarsi, camminare nei luoghi in cui è nato e cresciuto?

Cos’è questa, la nuova democrazia di Mattarella e di Orfini, di Lotti e di Palamara, di Soros e dei progressisti illuminati? Ma siamo pazzi o, più semplicemente, certa gente ha un cervello che, più che connettere, scorreggia, come dicono a Porretta?

Si sentono offesi, questi campioni delle contraddizioni in termini! Sentono offuscata la loro rilucente dignità e il loro abbagliante decoro: ma certi comportamenti sono dignitosi e decorosi o sono solo la dimostrazione che questo stato è in mano a Alì Babà e ai 40 ladroni e in massima parte anche analfabeti?

A ottobre 2019, quando portai il sindaco e il Bai a vedere il porcaio che c’era sul luogo, la premessa fu precisa: «Non intendo rompere i coglioni a nessuno, ma questo problema, gentili signori, poiché lo avete creato o permesso, lo dovete risolvere».

Da ottobre 2019 a giugno 2020 passarono 9 mesi senza risposta o parola: perciò non poteva che nascere un bimbo incazzato, dopo tanto tempo. E se il Comune della democrazia non farà riaprire le strade chiuse e interrotte e le piazzole storicamente destinate all’uso pubblico da tempo immemorabile, allora sarà vera l’equazione: il Comune di Quarrata discrimina e favorisce alcuni a scapito di altri cittadini.

Nel frattempo vedete coi vostri occhi gli assurdi comportamenti della gente straniera trasferita sul posto e subito coalizzata contro la gente locale che per 12 anni è stata costretta a sopportare di tutto e di più, ogni forma di molestia e violenza.

Fàteci caso: la zona di Lecceto è stata pacificamente vivibile e vissuta dall’epoca del Granducato e finché non sono arrivati in loco per primi gli Alberi-Bertinelli, poi gli Alberti-Meoni-Ferri e – ciliegina sulla torta – i Perrozzi-Compagnucci, che altro non facevano che telefonare a vigili urbani e carabinieri per rompere le palle a coloro a cui spettava il diritto, da tempo immemorabile, di parcheggiare la propria auto sulle piazzole libere e d’uso pubblico incontestato da sempre.

Il Giuntini e il Mancini avevano un vero e proprio diritto di avanzare richieste-stronzata di questo tenore? O hanno solo aiutato degli stalker a infastidire persone del tutto innocue e che volevano starsene in pace senza subire molestie e violenze continue?

Scassarono perfino i coglioni a Gianfranco Giuntini e a Dario Mancini (che onestamente non si capisce cosa c’entrassero), convincendoli a firmare quell’assurdo di lettera con cui si accusavano i Bianchini-Lapini-Pegoraro di correre a 200 all’ora su 35 metri di via di Lecceto (rileggete qui). Roba da vomito!

Ora basta. La gente come me s’è proprio rotta il cazzo e non vuole più saperne di ascoltare dipendenti pubblici che combinano guai e poi ti rispondono: i cazzi sono vostri.

No, i cazzi sono di chi, in un modo o nell’altro, li ha generati o permessi, e cioè del Comune: una massa di ignoranti che non conoscono il territorio, non sanno gli usi e costumi locali e, quel che è peggio, non ne vogliono sapere, nonostante tutto a partire dall’evidenza.

Facciamo un’ipotesi non peregrina? Se ci fossero improvvise impellenti necessità di interesse pubblico (Vab, vigili del fuoco, 118, carabinieri forestali, operazioni di polizia e ordine pubblico etc.) a chi ci dovremmo rivolgere alla famosa testa di San Brandino che nessuno dei comunali sa neppure pallidamente cosa sia?

Svegliatevi istituzioni dormienti! Rimettete le cose a posto e alla svelta, perché tocca a voi. Il tempo non è più tanto da qui alle aule penali del tribunale in cui ci volete trascinare e nelle quali sarà un piacere, per chi scrive, scaricare chili di carte che avete ricevuto e avete cestinato o, peggio, vi ci siete puliti il culo.

Ogni volta che osservo cose di questo genere e conto tutti i dottori che ci sono in giro, mi chiedo chi e come li abbia fatti laureare, se – com’è evidente – non hanno neppure un singolo seme di logica nel cranio!

Senza parole. Non vorrete mica la spiegazione?

 

Prossimamente – ma non so bene quando – vi racconto anche la storia della tentata compravendita di 600 metri di terra agricola (valore reale e ben pagato, a 7mila al metroquadro, 4 milioni e 200mila lire) per un prezzo ricattatorio richiesto di 50 milioni di lire negli anni 90: un vero squasso di pugnette! Abbiate fede, non c’è limite alla divina s-provvidenza delle persone educate e perbene di Montorio…

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Libertà, art. 21 Cost.
(fatevelo spiegare dalla signora Grazia Razzino
e dall’avvocata Francesca Marini, assessorA alla Legalità).

Carta igienica per dipendenti pubblici…? (Grazie a Elisabetta Bernardi)

 

1. A furia di leccare, qualcosa sulla lingua rimane sempre.
2. Gli italiani corrono sempre in aiuto al vincitore.
3. I nomi collettivi servono a fare confusione. “Popolo, pubblico…”. Un bel giorno ti accorgi che siamo noi; invece credevi che fossero gli altri.
4. L’italiano ha un solo vero grande nemico: l’arbitro nelle partite di calcio, perché emette un giudizio.
5. Se i popoli si conoscessero meglio si odierebbero di più.
6. Oggi il cretino è pieno di idee.
7. L’italiano è una lingua parlata dai doppiatori.
8. L’inferno di Dante è fatto da italiani che rompono i coglioni ad altri italiani.
9. L’italiano è mosso da un bisogno sfrenato d’ingiustizia.
                                                                                                    [Ennio Flaiano]


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