quarrata. IL RITORNO DI MASSIMO CIRRI (QUELLO DI CATERPILLAR)

Sabato 12 maggio ore 18 apericena con il conduttore di Radiorai2. Nativo di Quarrata, presenta il suo ultimo libro: la magia della radio
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QUARRATA. Massimo Cirri, conduttore di Caterpillar su RadioRai2 ma anche autore teatrale nonché psicologo e scrittore, sarà a Quarrata per parlare, con il suo ultimo libro, sulla magia della radio. L’appuntamento (ore 18 seguito da un apericena) è organizzato dalla associazione culturale quarratina “Agorà” insieme alla sezione pistoiese di Aiart e si svolge presso la Società Agricola Betti di Quarrata (via Boschetti e Campano 66).

Per Massimo Cirri – sottolinea la presidente di Agorà, Renata Fabbri – “venire a Quarrata ha un significato particolare” in quanto il conduttore di una fra le più note trasmissioni radiofoniche italiane è originario proprio di Quarrata (“per la precisione di Colle, frazione collinare equamente divisa fra i Comuni di Quarrata e Carmignano”). Per Cirri sarà dunque l’occasione “per una sorta di rimpatriata fra le sue radici”.

L’invito

L’incontro di sabato 12 maggio rientra in un ciclo (Restare umani nell’era crossmediale) messo in piedi da “Agorà”: in aprile il costituzionalista fiorentino Leonardo Bianchi ha trattato il rapporto fra democrazia e populismi mentre venerdì 25 maggio (ore 19, sempre seguito da apericena e sempre nello stesso luogo) il giornalista Bruno Mastroianni, collaboratore de La grande Storia su Rai3 nonché docente universitario e scrittore, parlerà del suo volume (La disputa felice) introducendo – sintetizza Renata Fabbri – “un argomento delicato e attuale come la nostra presenza sui social troppo spesso fonte di litigi e stress”.

Nel corso dei due incontri saranno disponibili i volumi di riferimento. Per gli apericena è necessario prenotarsi (email a agora.ccp@gmail.com oppure telefono 347 0935980).

“La radio – sottolinea Cirri – è un mezzo che cambia, cresce, passa dal transistor al podcast ma rimane un magico crocevia di incontri, che vive nello spazio puro del suono e si sottrae alla tirannia delle immagini per essere un luogo di libertà, in cui la musica e le parole sono ancora, fino in fondo, se stesse”.

[banchini —agora]

 

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