pellegrinaggi. QUARRATA LUNGO L’ANTICA “ROMEA STRATA”

La Giunta quarratina ha recepito il progetto globale presentato dalla Diocesi di Vicenza. Nuove opportunità per il territorio
Una parte del percorso
Via Romea. Una mappa del percorso

QUARRATA. [a.b.] La “Romea Strata”, il progetto elaborato dalla Diocesi di Vicenza come nuova via di pellegrinaggio, che ha trovato accoglienza presso la Diocesi di Pistoia e in Regione Toscana, passerà anche attraverso il territorio di Quarrata, seppure marginalmente.

L’itinerario di pellegrinaggio prevede infatti l’attraversamento nel comune della “strata” che provenendo da Lamporecchio nelle vicinanze della torre di Sant’Alluccio e del valico di Le Croci (452 metri sul livello del mare) si interseca con via di Sant’Amato e il sentiero Cai n. 300, ovvero quello del crinale che partendo da Capraia raggiunge il Passo di Serravalle.

L’amministrazione comunale ha recepito il progetto globale presentato dall’Ufficio Pellegrinaggi della Diocesi di Vicenza. E nell’ottica di valorizzare e promuovere il territorio, visto che il percorso interessa via di Sant’Amato e il sentiero Cai 300, ha dato mandato ai propri uffici di «porre in essere quanto ritenuto necessario e opportuno a termini di legge, per consentire il passaggio del “pellegrinaggio” lungo il percorso».

In base agli indirizzi forniti dalla giunta – sentito l’Ufficio Pellegrinaggi Diocesi di Vicenza e con la supervisione dei servizi comunali Lavori Pubblici e Polizia Municipale – sarà collocata in loco una “dedicata” segnaletica lungo il percorso e saranno posti nel territorio alcuni “segnavia standardizzati”.

Il comune di Quarrata è uno dei sette comuni pistoiesi coinvolti insieme a Pistoia. Tutti si sono impegnati a dare seguito a iniziative volte a rendere il tracciato pistoiese più fruibile sotto il profilo del sistema di accoglienza al pellegrino.

Le strade romee erano i percorsi che i pellegrini seguivano per raggiungere Roma dal Nord Italia e dall’Europa del Nord e orientale. Mete importanti per i pellegrini che, muniti di bisaccia e bordone, partivano dall’Europa Orientale e valicavano il passo di Tarvisio; quelli dai Balcani giungevano da Gorizia; tutti confluivano nelle vie Francigena e Cassia.

Da lì, andando a Sud arrivavano a Roma alle tombe dei SS. Pietro e Paolo, o a Brindisi per imbarcarsi per Gerusalemme, Terra Santa del Cristo Risorto; oppure si volgevano a Nord-Ovest per Santiago di Compostella, alla tomba dell’apostolo Giacomo. Degli antichi tracciati, ne restano otto ancora percorribili.

Le tratte del percorso

Il logo della Romea Strata
Il logo della Romea Strata

I diversi tratti della Romea Strata formano otto direttrici di marcia, che si agganciano alle vie che da tutta Europa entrano in Italia e viceversa, unendosi alla via Francigena a San Miniato, in Toscana.

I nomi degli otto tratti richiamano i territori e le strade percorse. In Friuli Venezia Giulia: dalla Slovenia, da Tarvisio a Concordia Sagittaria, abbiamo la Romea Allemagna; da Miren in Slovenia a Concordia Sagittaria, la Romea Aquileiense.

In Trentino Alto Adige: dal Brennero a Rovereto abbiamo la Romea Brennero. In Veneto: da Concordia Sagittaria a Badia Polesine, la Romea Annia; da Valli del Pasubio a Montagnana, la Romea Vicetia; da Verona a Vicenza, la Romea Postumia; da Verona a Montagnana, la Romea Porciliana. In Emilia Romagna e Toscana: da Badia Polesine a Fanano, poi da Fanano a San Miniato ecco la Romea Longobarda.

Per realizzare il percorso sono state coinvolte cinque regioni, 15 province, 159 comuni, 312 parrocchie, coinvolgendoli spiritualmente sull’essenza del cammino. La costruzione della Romea Strata è stata una grande esperienza, che ha bisogno di essere alimentata a livello locale, sostenendo i pellegrini, le associazioni, i siti meno conosciuti. In altre regioni si sono già sviluppati altri itinerari che si collegano alla nuova via di pellegrinaggio.

Percorsi utili per riscoprire se stessi e il territorio, stare nella natura, conoscere particolarità monumentali e enogastronomiche. Quindi si tratta di un’eccellente opportunità anche dal punto di vista imprenditoriale, perché la “Romea Strata”, aiuta a fare conoscere un “altro territorio”, offrendo una varietà turistica sempre più ampia.

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