quarrata. PARCO FOTOVOLTAICO AD AZIONARATO POPOLARE SEMPRE PIÙ VICINO?

La proposta di Legambiente e l'idea di realizzarlo nelle casse di espansione sarà presto al vaglio dell'amministrazione comunale e dei cittadini
La simulazione effettuata per la cassa di espansione di Olmi

QUARRATA. Da tempo Legambiente Quarrata persegue, come già preannunciato in varie occasioni e riunioni, l’idea di realizzare un parco fotovoltaico ad azionariato popolare all’interno delle casse di espansione presenti sul territorio comunale.

Un progetto ambizioso per il quale sono state compiute ricerche ma anche studi tecnici ed economici e che dovrà coinvolgere, dopo gli enti preposti, i cittadini attraverso assemblee e riunioni.

Si tratterebbe di realizzare un impianto di medie dimensioni da poter ampliare nel tempo (1/2 megawatt-1 megawatt).

“Stiamo continuando a lavorare a questo progetto – precisa il presidente di Legambiente Quarrata Daniele Manetti coadiuvato nell’occasione anche da Massimo Niccolai, Leonardo Capperi e Raffaele Persello — in piena trasparenza e con un percorso che dovrà coinvolgere enti pubblici, in primis il Comune di Quarrata, e i cittadini interessati.

In vista della realizzazione del parco fotovoltaico e in linea con la posizione dell’associazione a livello nazionale, ci siamo impegnati a sollecitare regole per lo sviluppo del solare fotovoltaico e l’integrazione nel paesaggio”.

Con una osservazione presentata durante la redazione del piano strutturale del Comune di Quarrata, accolta e rimandata alla stesura del regolamento urbanistico, Legambiente Quarrata ha proposto di utilizzare i territori esondabili o utilizzati per casse di espansione e laminazione per la realizzazione di parchi fotovoltaici.

Una parte del percorso

Per approfondire anche questi aspetti e presentare la proposta del parco fotovoltaico l’associazione quarratina incontrerà l’assessore Simone Niccolai.

“La Regione Toscana – ha precisato Daniele Manetti — ha emanato norme che impediscono l’uso del territorio per impianti fotovoltaici cosi detti a terra, ma consente di realizzarli in zone adibite a casse di espansione e/o parchi fluviali. Come associazione siamo convinti che la crescita del solare fotovoltaico sia una prospettiva di fondamentale importanza per contribuire a ridisegnare il modello energetico in Italia e a livello mondiale e per questo, come siamo favorevoli per l’eolico, oggi allo stesso modo ribadiamo una netta posizione a favore del solare fotovoltaico e invitiamo tutti a lavorare per una diffusa mobilitazione a beneficio delle rinnovabili e quindi per una politica di risparmio e riduzione delle fonti fossili”.

“Legambiente Quarrata –  ha aggiunto Manetti — ritiene fondamentale difendere le ragioni delle rinnovabili, senza ambiguità, avendo chiare quali siano le emergenze e le priorità oggi in un Paese come l’Italia che ha tutto l’interesse a continuare la strada fissata dall’Unione Europea al 2020 di un modello energetico più moderno e efficiente, democratico, incentrato sulla generazione distribuita e rinnovabile nel quale il nucleare e il carbone non possono e non devono avere posto”.

Naturalmente Legambiente Quarrata tiene di conto della difesa del paesaggio e della lotta al consumo di suolo che sono scelte strategiche condivise e che peraltro anche il Comune di Quarrata persegue in linea con le norme emanate dalla Regione Toscana. È convinta anche che sia necessario impedire l’affermazione di progetti speculativi di fotovoltaico e lavora per perseguire quella della integrazione di fonti energetiche rinnovabili, soprattutto con la concreta partecipazione dei cittadini.

La simulazione effettuata per la cassa di espansione della Querciola

“Lo sviluppo delle energie rinnovabili — si legge in una nota dell’associazione — è imprescindibile nella lotta ai cambiamenti climatici che rappresentano la principale emergenza ambientale del Pianeta, con sempre più drammatiche conseguenze umanitarie e sociali.

Per il solare fotovoltaico esiste una ulteriore convenienza data dalla forte accelerazione nella diffusione degli impianti avvenuta negli ultimi anni, soprattutto in Europa e Giappone, che ha permesso di dare una spinta fondamentale alla ricerca nei materiali migliorando l’efficienza dei pannelli e riducendo i prezzi.

Continuare in questa direzione, dunque, rappresenta una scelta strategica, che deve puntare in primo luogo verso una riqualificazione energetica del patrimonio edilizio e quindi verso impianti fatti sui tetti e nelle aree degradate (cave, terreni da bonificare, ecc.)”.

“Consideriamo sbagliato invece — tiene a precisare il presidente locale di Legambiente — un modello che preveda lo sviluppo del fotovoltaico in sostituzione di colture agricole. Per aiutare una prospettiva virtuosa del solare occorre un impegno da parte di Legambiente tutta, per una corretta informazione dei cittadini e per arrivare a definire regole attente ai caratteri del paesaggio italiano.

Nella discussione pubblica è importante che non si mettano sullo stesso piano gli impatti provocati dal fotovoltaico in termini di consumo di suolo con quelli realizzati negli ultimi decenni da un’urbanizzazione che ha stravolto, in modo irreversibile, tanti paesaggi italiani di pregio. Né per un’associazione come Legambiente è possibile fare della lotta al fotovoltaico a terra una diffusa vertenza generalizzata contro il fotovoltaico a terra.

Daniele Manetti

Per quanto disposto dalle leggi vigenti la proposta di fattibilità dell’impianto fotovoltaico poggia su un coinvolgimento attivo dei cittadini.

Una partecipazione concreta quindi, sulla base di esperienze già presenti perfino in Toscana, attraverso un azionariato popolare. Nello specifico potrebbe essere ipotizzata, nel caso auspicabile del coinvolgimento diretto dell’amministrazione comunale, l’emissione di Boc (Buoni Ordinari Comunali) finalizzati al progetto”.

“È del tutto evidente — aggiunge Manetti — che in quanto parti del territorio finalizzate a diminuire il rischio di esondazioni nelle altre zone abitate o utilizzate per attività lavorative, le casse di espansione presentano di fatto il vincolo di utilità pubblica.

Pertanto il suo utilizzo, anche per produrre energia rinnovabile, non risulta di per se sufficiente se non integrata da un concreto progetto per definire un interesse generale come ritorno alla comunità. Questo concetto è chiaro e per questo, Legambiente Quarrata auspica una stretta collaborazione tra Amministrazione e cittadini. Esperienze già realizzate in Toscana possono essere prese come riferimento”.

“Inoltre un’altra situazione sopraggiunta — conclude Daniele Manetti — ci pone un sostanziale ottimismo nel perseguire tale progetto, in quanto Legambiente Quarrata si è impegnata nella ricerca di una collaborazione che potesse realizzare un risultato in merito, utile sia all’Amministrazione Comunale sia a tutti i cittadini che sentiranno il bisogno di essere coinvolti per un risultato ambientale a salvaguardia del territorio e per un risultato economico, conseguente, di sicuro interesse.

L’azienda esecutrice consultata si propone di predisporre tutte le attività necessarie alla costruzione dell’Impianto, alla sua gestione, all’acquisto dell’energia prodotta dall’Impianto ed a tutta l’attività mirata al risparmio del costo delle bollette del singolo Cittadino”.

Vedi anche: www.linealibera.info/quarrata-un-parco-fotovoltaico-nelle-casse-di-espansione/

 

[ Andrea Balli ]

 

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