quarrata. “VOGLIAMO CHE LUCCIANO E QUARRATA RIMANGANO SICURE”

Sulla ipotesi di accordo tra Asl Toscana Centro e Diocesi promossa una raccolta di firme su “Change.org” che si oppone all’utilizzo dei locali dell’ex asilo parrocchiale di Lucciano

La petizione

QUARRATA. L’ipotesi di un accordo fra Asl Toscana Centro  e Diocesi di Pistoia di utilizzo dei locali della prioria della chiesa di Santo Stefano di Lucciano di cui abbiamo dato notizia ieri è all’origine della decisione di Fratelli d’Italia di Quarrata di promuovere su ”Change.org” una petizione di tendenza “No agli immigrati di Vicofaro a Lucciano”.

La petizione è stata lanciata nella tarda mattinata di oggi, diretta al Vescovo di Pistoia monsignor Fausto Tardelli e al comune di Quarrata e in poche ore ha raccolto (aggiornata alle ore 16)  circa settanta adesioni (69 per la precisione) con l’obiettivo di arrivare a cento firme.

“Vogliamo che Lucciano e Quarrata rimangano sicure”. Secondo i firmatari i locali dell’ex asilo, già sede del seminario vescovile, così come la collocazione della struttura non garantirebbero le condizioni organizzative di trasporto, collegamento, viabilità, di vigilanza, di agibilità dei locali, ma soprattutto le condizioni igienico sanitarie tali da salvaguardare gli ospiti migranti che condizioni di garanzia per la popolazione stessa. I cittadini temono che la frazione da una eventuale collocazione di parte dei migranti, ospitati finora nella parrocchia di Santa Maria Maggiore a Vicofaro, possa perdere la sua tranquillità.

“Rimango perplesso, dai quarratini non me lo sarei mai aspettato” scrive a proposito della petizione l’ex presidente della Croce Rossa Marco Grassini. “ Gli ho sempre conosciuti come un popolo laborioso e accogliente. Ora però devo rivedere le mie convinzioni. Cosa hanno di diverso queste persone, il colore della pelle? Perché sono neri e allora dovrebbero venire qui come schiavi e non come libere persone che attualmente sono in difficoltà. Ma dov’è la carità cristiana?”.

Per firmare la petizione clicca qui

Andrea Balli

[andreaballi@linealibera.info]

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