quarratini spanchinati. MA È DAL 90 CHE IL MONTALBANO SUBISCE L’ATTACCO DELLA BUROCRAZIA TECNICA DEL COMUNE GRAZIE ALLA QUALE SULLA COLLINA NON C’È QUASI COSA CHE SIA IN REGOLA CON LE NORME URBANISTICHE

Non meglio accade in pianura. Ma ora il toccasana è arrivato, perché grazie al nuovo Piano Operativo, di cui Mazzanti va fiero, se non si sta attenti e non si sorveglia l’andazzo, finirà che gli abusi degli ultimi 20 anni passeranno come progetti di nuove costruzioni da presentare e da realizzare, ma di fatto già in essere. Sarà per questo che hanno lavorato i sordomuti della giunta dell’Anpi e, magari, anche certe opposizioni silenziose?

Mazzanti mente spudoratamente: lui e i suoi impiegati. Quegli impiegati che producono e sottoscrivono falsi sopralluoghi che il Pm di Pistoia sembra non voler indagare. E perché mai? [Original Date Time: 2008-03-23t12:37:10]

SU, DIMOSTRATE CHE LA COSA È A POSTO

E IO CHIUDO LA GUERRA AD OGNI COSTO!

 


La fede è una gran cosa, ma la richiede il prete, non deve imporla un magistrato. E qualsiasi autorità deve dimostrare che il suo operato è corretto e perché. Il resto sono volgari fandonie

 

QUARRATA, Via di Lecceto 18. Opere non autorizzate, realizzate senza condono e senza permesso.

Ma Iuri Gelli, Marco Bai, Andrea Casseri, Emanuele Gori hanno rilevato e sottoscritto che tutto è perfettamente in regola.

Vi ho già pubblicato anche i documenti: ma nessuno (prefettura, carabinieri, procura) sa leggere e scrivere.

Marco Mazzanti, il sindaco spanchinatore di Quarrata, famoso ormai in tutta Europa, pretende di farmi fare la figura del cretino/imbecille dicendo, anche a Tvl, dalla Paola Bardelli, tra una frittella e una polpetta, che le mie urla (a cui, peraltro, nessuno dà ascolto da 20 anni, non da ieri) sono solo “litigi da polli” fra confinanti.

Mazzanti mente spudoratamente: lui e i suoi impiegati fidelizzati. Quegli impiegati che producono e sottoscrivono falsi sopralluoghi che il Pm sembra non voler indagare. E perché?

E mente anche la Procura di Pistoia, quando fa dire ai carabinieri, in un comunicato stampa a dir poco farneticante, che io non voglio credere al Comune di Quarrata e a quello che mi ha scritto per giustificare i propri inammissibili troiai.

Il fatto è che che credo che nessuna indagine sia stata svolta: o non sarei ai domiciliari. Sarò presuntuoso? Chissà. Qesto lo vedremo a tempo e luogo: perché i fatti che io porto, già parlavano da sé se, invece di ascoltare le ciance, chi di dovere avesse letto ed esaminato i documenti in ogni pelo. Se di falsi ne girano – e questo è detto per l’ingegner Gelli del Comune –, sono tutti e solo targati “Città di Quarrata”. Con timbri e firme.

Simone Nccolai. Appassionato di camperismo e caravanismo, renderà Quarrata, sostenibile (sulle spalle altrui), solidale (con chi e con che cosa?) e moderna (come quella dei disastri sul Montalbano). Sarà una Quarrata/Italia Viva stile MPS e Banca Etruria?

Ai signori procuratori, che non di rado procurano guai a chi non li merita, sono costretto a rispondere – ed è un dato di fatto – che non è che io non voglia credere alle risposte del Gelli & C.: è che non posso credere a una pubblica amministrazione che, secondo il mio punto di vista, suffragato da carte certe e sempre pubblicate, e non da scontrini di pizza Glovo, dovrebbe essere sottoposta a indagini per come lavora, per come agisce, per cosa scrive e per i danni che infligge alla gente normale rovinando la vita di alcuni cittadini a vantaggio di altri. Sì: il Comune di Quarrata può essere definito “latamente razzista” quando lascia fare alcuni e altri màzzia.

Dal 14 dicembre 2021 io sono agli arresti domiciliari. Nessuno fiata, tutti se la fanno sotto: giornalisti (?), politici romani di ogni tipo; senatori e quant’altro. tutti difensori della Costituzione, della trasparenza (della birra e del vin bianco) e della legalità – a carico degli altri.

Nel frattempo chi da decenni chiede attenzione, limpidezza, trasparenza, legalità, anche se è – come dice qualche buon comunista che ha vinto un concorso in Regione – un Savonarola redivivo, passa ai ferri come le salsicce del sindaco di Serravalle quando festeggia all’apertocon i suoi sostenitori.

O viene cotto, agli arresti domiciliari, come una pizza del Parco Verde, vera sede comunale del sindaco Mazzanti, che fa come vuole, quando vuole e con chi vuole: basta che non sia dinanzi a una Tv, perché allora – come i politici di [o]rango italico – si maschera alla perfezione: sta lì, in pìmperi come la Valeria Mazza – no: forse meglio la Valeria Fedeli e la Lucia Azzolina – prima di smettere di fare la modella o, le altre, le ministrE.

E pensare che il Mazzanti ha una giunta di sordomuti tutti iscritti all’Anpi e che dovrebbero essere il meglio della democrazia e della libertà.

È solo che di veri uomini della resistenza non ne esistono più da nessuna parte, men che meno a sinistra. La resistenza, oggi, la fa chi, come pochissimi, non crede e non vuole il politicamente corretto dilagante che fa vomitare, se – come poi è nei fatti – cresce e si sviluppa sui nepotismi, i familismi, i palamarismi, e i sudiciumi di ogni risma.

Per Quarrata, salute a tutti gli schiavi di regime, ivi compreso l’assessore alle case, il buon Simone Niccolai, cugino del precedente assessore alle case, Luca Gaggioli – oggi padrone della scuola media di Quarrata e in futuro vi dirò perché. Anche in politica si va a famiglie.

Mazzanti, il sindaco spanchinatore di piazza Risorgimento. Al TG4 si maschera, alla Màgia no, tanto il Bai non lo multa

Simone, che è un passionista del camper, non è rimasto, però, legato alla campanella del Pd. Con un colpo di reni, lui è uno di quegli che féciano issàrto d’iffòsso con la Boschi e l’ebetino di Rignano-Scandicci. Italia Viva, preferì.

Mentre tutta la squadra del Mazza restava legata al PoDere, chissà – pensano i maligni – che il Nicolai non si sia svincolato per mirare a un margine di più ampia manovra alle prossime amministrative che sembrano destinare “il soglio di Pietro” (= la seggiola del Mazzanti) al buon Gabriele Romiti, detto anche “il Romitino”?

Intanto gli elettori comuni si controcono all’amo come bachini da sego che stanno per essere calati in acqua; ma loro, i ciabattari dell’Anpi, se fanno li cavoli sua. Ma è possibile che nessuno gli dica nulla? A Quarrata le cose non vanno: ma si capisce l’italiano o no?

E, detto tra noi, anche la Lega/Bega, che esce oggi sulle panchine del Mazzanti cercando di cavalcare una tigre senza accorgersi di essere sul groppone di un poero gatto tignoso (e, tanto per non far nomi, dico la Sonia Pira, Giancarlo Noci e Stefano Nigi) megli’assai farebbe a lasciar perdere le cazzate delle panchine e a dedicarsi alla lettura approfondita, magari con l’aiuto di chi sa leggere e scrivere, del nuovo Piano Operativo così caro al Mazzanti e allo stesso Niccolai, non meno (s’intende) che all’opposizione dei Misti, come Fiorello Gori & la figlia geometra, che il senatore La Pietra vuole portare come candidata sindacA alle prossime.

E la Sonia il che farà? Or mi rique-relerà?

È così importante, questo strumento urbanistico, che un intero consiglio comunale, se lo interroghi, non sa risponderti su nessuna beata minchia; che l’opposizione, per capire, si contenta di sentire quel che gli raccontano i tecnici dell’Utc, quegli stessi che a me spediscono falsi verbali di sopralluogo.

Io non dubito di essere scemo, ma sono, al contempo, sicuro e certo che di più scemi di me nel con[s]iglio comunale quarratino ce ne sono eccome, cari difensori degli interessi generali della popolazione e carissimi cani da guardia della legge!

Dagli arresti domiciliari, Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]

 

RIAPRITE LE STRADE CHIUSE!

 

E alla fin di tutti i guai, gira che ti rigira, la porta ripasserà sotto la chiave dell’ubriaco e si farà aprire.
Come dovranno essere riaperte tutte le vicinali/interpoderali del Comune di Quarrata – checché ne dicano il Gelli e il Bai.
E gli spiazzi e le piazzòle, pur privati, se dio vòle!

 


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