QUATTRO DOMANDE A PUBLIACQUA

Alessandro cialdi
Alessandro Cialdi

QUARRATA. [a.b.] Nel consiglio comunale aperto con la presenza dei dirigenti di Publiacqua il presidente del consiglio Giovanni Dalì ha concesso spazio sia ai cittadini che ai gruppi consiliari.

Il capogruppo consiliare di Insieme per Quarrata Alessandro Cialdi “per non perdere tempo e permettere a chi era venuto di fare le loro domande” ha preferito non intervenire pubblicamente.

Non ha però rinunciato di consegnare a Publiacqua il documento che pubblichiamo:

1. TARIFFA

Quarrata, per quanto riguarda il servizio idrico, si trova all’interno dell’Autorità Idrica Toscana, la quale determina le tariffe del servizio idrico integrato (acquedotto, fognatura e depurazione) sulla base della sommatoria di una quota fissa (che per l’uso domestico è attualmente di € 33,0456) e di una quota variabile di importo crescente rispetto a scaglioni di consumo.

Si divide cioè il consumo in fasce e, indipendentemente dal numero degli utenti, i primi 60 mc. costano € 0,4099/mc., da 61 a 150 mc. la tariffa passa a € 1,4052/mc., da 151 a 200 diventa di € 3,0095/mc. e oltre i 200 mc. annui si spendono € 4,4849/mc.

Vi pongo una domanda. È giusto che un cittadino toscano, single, paghi l’acqua un quarto di una persona che fa parte di una famiglia con 4/5 componenti?

No, non è giusto, ma è quello che da sempre accade nelle varie aree della Toscana e quindi anche a Quarrata, a causa del sistema di tariffazione a “fasce di consumo differenziate”, che prevede costi sensibilmente maggiori per le utenze che consumano maggiori quantità di acqua, indipendentemente dal numero dei componenti l’utenza.

È ora di farla finita con un sistema così iniquo e per questo chiediamo a Publiacqua una cosa molto semplice: che si inizi a pagare in modo uguale, tutti, senza penalizzazioni per le famiglie più numerose.

Il sistema c’è, ed è quello del consumo “pro-capite”; basta, cioè, applicare la tariffa suddividendola in base al numero dei componenti il nucleo familiare ed il sistema diventa equo e non penalizzante per le famiglie, affinché ogni persona paghi per quello che consuma.

La nostra è una richiesta di equità, che con l’attuale sistema tariffario non esiste.

Per concludere, chiediamo che Publiacqua si adoperi affinché si arrivi ad applicare, da subito, modalità di tariffazione basate sul consumo pro-capite, mediante il calcolo dei componenti il nucleo familiare

2. ACQUA DURA

Lo "schieramento" dei dirigenti Publiacqua
Lo schieramento dei dirigenti Publiacqua

La nostra è zona di acqua dura, durissima nella maggior parte dei casi.

Dal sito di Publiacqua si evidenzia che tutta la cosiddetta “Piana” utilizza un’acqua con durezza di 39°f, considerata “estremamente dura”.

In centro, invece, viene immessa acqua “moderatamente dura”, 14°f.

Nonostante che gli stessi dirigenti di Publiacqua minimizzino, sia nello scorso incontro, sia leggendo sul sito, affermando che la durezza comporta esclusivamente una differenza di gusto, riteniamo invece che dalla durezza dell’acqua che circola, ad esempio, attraverso la caldaia dipende l’efficienza e il funzionamento dell’impianto stesso.

Insomma, se l’acqua è troppo dura si forma più calcare e di conseguenza si usura prima l’impianto, oltre a consumare più energia e ad essere quindi più inquinante.

Per questo chiediamo ai dirigenti di Publiacqua se è vera la notizia secondo la quale è stato approvato un regolamento regionale in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione delle caldaie il quale ha introdotto anche un nuovo libretto dell’impianto (la caldaia, ovviamente, ma anche la pompa di calore e il condizionatore) dove è necessario riportare il grado di durezza dell’acqua che sgorga dal rubinetto.

Il provvedimento adottato dalla Regione Toscana nel marzo scorso ricalca il decreto del Presidente della Repubblica numero 74 che è stato emanato nell’agosto dello scorso anno e che ha recepito una direttiva dell’Unione Europea sul risparmio energetico.

Il regolamento fissa dei paletti ben precisi: l’obbligo del filtro addolcitore scatta quando la durezza dell’acqua supera la soglia dei 15 gradi francesi. È per questo che presto ogni famiglia che vive nel territorio ed è dotata di una caldaia in casa sarà costretta, se non lo ha già fatto, a installare un filtro addolcitore al proprio impianto.

La Regione, infatti, ha aperto un tavolo con le categorie economiche per definire i dettagli e fissare le modalità attraverso le quali far rispettare le nuove regole. Non si sa ancora, per esempio, chi sarà chiamato ad effettuare i controlli, se toccherà quindi alle amministrazioni stesse occuparsi dei sopralluoghi. Tuttavia, una cosa è chiara: chi sarà beccato in flagrante, cioè senza il filtro, andrà incontro ad una multa che oscilla tra 500 e 3.000 euro.

Se tutto questo è vero, non ritiene Publiacqua necessario addolcire a monte, cioè prima dell’ingresso nelle tubature, l’acqua pubblica?

Oppure pensa a rivedere la tariffa per quelle zone in cui viene fornita “acqua dura”?

3. MAPPATURA FOGNE

Il pubblico
Il pubblico

Nell’incontro avvenuto diverso tempo fa, al Polo Tecnologico, i dirigenti di Publiacqua si impegnarono a realizzare una mappatura completa delle fognature esistenti nella nostra città.

Dov’è questa mappa? Ci sono zone, anche nella nostra città, che ancora pagano in bolletta il servizio di fognatura e depurazione senza che ne siano dotati.

Tutti i cittadini che richiedono un permesso edilizio devono dimostrare la tipologia di scarico del proprio edificio, e laddove si sia in presenza di strada priva di fognatura, richiedere l’autorizzazione allo scarico fuori fognatura all’ufficio Ambiente.

Naturalmente con costi esorbitanti rispetto a chi può allacciarsi alla pubblica fognatura. È giusto tutto ciò? ’ corretta la mappa delle fognature che si trova all’interno del Regolamento Urbanistico?

Se è corretta (ma dubito fortemente), è giusto affermare che tutte le utenze che sono al di fuori di quelle dotate di fognature, non debbano pagare il canone di fognatura e depurazione?

4. DEPURATORE

La zona di Barba, Ferruccia, Vignole e Caserana è dotata di una canalizzazione (non si può ancora chiamare fognatura) inutilizzabile perché non è allacciata ad alcun depuratore.

A parte l’evidente spreco di risorse dovute all’aver realizzato un’opera da oltre dieci anni e averla lasciata inutilizzata, quando è prevista, e dove, la realizzazione del depuratore, in modo che anche questa fognatura sia resa funzionante?

È stato verificato lo stato di efficienza di questa canalizzazione?

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6 thoughts on “QUATTRO DOMANDE A PUBLIACQUA

  1. Bene ha fatto il signor Cialdi a mettere le domande per scritto. Vorrei solo ricordare a lui e a tutti i cittadini che usufruiscono dei servizi idrici di Publiacqua e degli altri gestori toscani che il 60% delle quote azionarie della SOCIETA’ PARTECIPATA Publiacqua è posseduta dai comuni e solo il 40 % è in mano ai privati, che però hanno fatto cartello ( contrariamente ai sindaci che corrono ognuno per conto proprio in modo disomogeneo ) ed eleggono tutti gli organi statutari che contano!!

    Se non facciamo pressione sui sindaci perché si sveglino siamo e saremo sempre carne da macello.

    Aggiungo uno solo dei mille ” piccoli ” quesiti da porre a Sindaci e Publiacqua : Siete sicuri che sia legalmente corretto TRIPLICARE il deposito cauzionale a chi paga la bolletta di persona ad ogni scadenza, mentre chi ha la domiciliazione bancaria si vede restituire anche la somma versata all’atto della stipula del contratto?

    Dario Guastini

    Comitato Acqua Bene Comune Pistoia – Valdinievole

  2. X Dario Guastini:
    Spett.le Sig. Dario, per quanto i ns pensieri siano perfettamente in linea, e non nascondo che perorerò le sue idee da oggi fino all’infinito, mi permetto di farle una nota:
    Il ns amatissimo (ed elettissimo(?)) ER BOMBA di Rignano, al fine di rendere Privato il servizio Idrico Integrato, con lo sblocca italia, e nel modo più vile e squallido che potesse fare, ha dato la possiblità a tutti i comuni proprietari del Gestore idrico, di Vendere le proprie quote e di utilizzare tali ricavi come Benefit “extra patto di stablità”.
    Capisce bene che per un comune, con bilanci in attivo e/o passivo, è risultata una occasione molto ghiotta per poter far fronte a questo patto di “stupidità”, potendo dar agio di investire su interventi, che senza questo “bonus!” non si sarebbero potuti eseguire …..
    questo è quanto …. e credo che MOLTI (quasi tutti) comuni, già abbiano “venduto” o cmq dato il consenso a farlo prossimamente, le proprie azioni, al fine al raggiungimento del 51% di proprietà privata …. per la felicità di Acea and company.
    Su questo atto di sciacallaggio, ci sarebbe tanto da dire, quasi da scriverci un Best Seller, ma la cosa che più mi turba, è notare il 99% della stampa, che ha omesso questa notizia …..
    Il Partito “comanda” …… i sindaci obbediscono!
    Il Partito “impone” ……. i giornali (che si definiscono “liberi” …. solo per prendere i finanziamenti) ….. assecondano……

    Questa è l’amara realtà.
    Ritorno a fumare il Calumet della Pace nel mio forte APACHE, dove per lo meno, non pago l’aggiornamento del deposito cauzionale sul mio consumo dell’acqua ….
    Aug a tutti!!

  3. Mappatura fogne richiesta innumerevoli volte , torneremo nuovamente alla carica. Per la ” Durezza ” il problema è politico e lo deve risolvere la Regione Toscana . Importantissimo rimane la banca dati in rete di tutte le analisi ufficiali dell’acqua potabile, è quasi tutto pronto bisogna riuscire a renderlo operativo velocemente e questo è un altro scoglio politico . Un saluto collaborativo e fronte comune su tutti i problemi ambientali.

    Daniele Manetti

  4. Rosanna Crocini scrive:

    ” Possiamo rispondere anche noi Alessandro Ciardi e la cosa che più stupisce è la compiacenza del sindaco che ha nei confronti di Publiacqua pur sapendo delle criticità del territorio . per fogna e depurazione ancora oggi pubbliacqua non ha pubblicato gli elenchi degli aventi diritto al rimborso ha chiuso però la possibilità di fare richiesta ai cittadini con decreto del presidente AIT(che così scavalca la sentenza della corte costituzionale PUOOO!!!!).

    Ci sono sindaci come quello di Poggio a Caiano o come quello di Grosseto che è anche presidente AIT che hanno fatto rimborsare tutti i cittadini aventi diritto con una semplice delibera di giunta,
    I NOSTRI SINDACI CHI PROTEGGONO??? Per la Qualità dell’acqua poi non importa che aggiunga nulla.. chi era presente ha potuto sentire di persona che l’acqua è buona solo perchè per legge si fanno solo poche analisi all’ABETONE le stesse di Quarrata OH!!! BRAVI!!!!”
    Altra cosa molto grave al quale Publiacqua giovedì sera non ha risposto… hanno dirottato 9 milioni di ero di fondi nuovi investimenti negli utili che si sono già divisi .
    Mancano i soldi per depuratori, per portare l’acqua a chi non l’ha e si dividono i fondi per fare i servizi..

    Poi abbiamo assistito ad una cosa veramente grossa: il presidente del consiglio si è fatto portare un foglio dove ARPAT affermava che non si occupa più di acqua potabile (io lo sapevo ma non avevo l’ufficialità).
    Pur non avendo la competenza ha fatto invalidare le analisi private che hanno fatto i cittadini a loro spese. La nota del laboratorio dice “con preziosa collaborazione di Arpat abbiamo dedotto che ci potrebbe essere una contaminazione da laboratorio”.
    Dopo due giorni sul giornale esce che “hanno scambiato una siringa” ma questa cosa è impossibile. Ho infatti contattato diversi analisti e tutti mi hanno detto la solita cosa: nei laboratori non ci sono siringhe piene di PCB. In tutto questo l’ASL -che ha la competenza- non si è mai pronunciata. Faremo in modo che si pronunci..

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