QUERCIOLA, CASSA DI ESPANSIONE OPERATIVA ENTRO FINE OTTOBRE

Il Presidente del Consorzio di Bonifica Marco Bottino ha incontrato i rappresentanti dei comitati aprendo le porte del cantiere di Caserana. Un video sui lavori in corso
La conferenza stampa alla Querciola
La conferenza stampa alla Querciola

QUARRATA. Rappresentanti dei comitati e cittadini in fondo a via di Querciola nella frazione di Caserana nell’area compresa tra gli argini del fosso Quadrelli e dell’Ombrone ieri pomeriggio hanno partecipato alla visita del cantiere aperto della cassa di espansione per le acque basse della Querciola in costruzione da poco più di un mese.

Laddove tra qualche settimana sarà alzato un argine di terra largo 12 metri alla base e 4 metri alla sua sommità con il lunotto anteriore di una utilitaria usato come appoggio della cartina dell’area il dottor Lorenzo Cecchi de Rossi e il presidente del consorzio n. 3 Medio Valdarno Marco Bottino hanno ascoltato le osservazioni dei portavoci del coordinamento dei comitati civici Daniele Manetti e Niccolò Lucarelli ma anche di esponenti della frazione di Caserana come Franco Gaiffi e Oreste Vannucci e di altre frazioni della piana.

Mezzi in azione alla Querciola
Mezzi in azione alla Querciola

Interessante è risultato il confronto attorno a questa opera ritenuta di fondamentale importanza per la difesa idraulica del territorio quarratino. I cittadini hanno chiesto l’incontro per verificare di persona l’andamento dei lavori ma anche per avere chiarimenti tecnici su alcune questioni e avanzare alcune richieste.

Al momento nell’area che è stata recintata sono al lavoro le ruspe e gli altri mezzi meccanici per la movimentazione della terra. “Si spera – ha detto il dottor Lorenzo Cecchi de Rossi – tra luglio e agosto di vedere qualcosa di più. Sarà data comunque la priorità alla predisposizione degli argini che guarderanno verso gli abitati con una cura particolare al problema delle polveri. Si pensa entro ottobre di rendere utilizzabile ai fini idraulici la cassa (dove sorgeranno anche due tre piccole isolette) il tutto grazie allo sforzo e alle capacità lavorative di cui dispone la ditta Rosi Spa.

De Rossi spiega alla Querciola
De Rossi spiega alla Querciola

Resta inteso che come da accordi i lavori dovranno durare 400 giorni”. Marco Bottino ha annunciato che a giugno sarà fatto in provincia di Pistoia un incontro allargato e aperto anche al contributo dei cittadini dove saranno affrontate le questioni dei rischio idraulico nell’area pistoiese e per questo motivo si è reso disponibile a rispondere alle sollecitazioni dei comitati limitatamente ai lavori previsti per la cassa di espansione della Querciola. “Per favore – ha detto – non mischiamo le pere con le mele”.

De Rossi con Bottino alla Querciola
De Rossi con Bottino alla Querciola

Quattro i punti sui quali i comitati hanno chiesto e ottenuto chiarimenti. Capienza: “Ci risulta – ha detto Daniele Manetti – che la capienza della cassa non sarà di 550 metri per cui temiamo alla fine che possa risultare sottostimata come lo è la cassa di espansione costruita a Olmi. “La capienza – hanno risposto i tecnici – non supererà i 500 mila metri quadri. Si è previsto infatti di riservarci il quantitativo rimanente per garantire la sicurezza dell’area circostante attraverso il dislivello tra la quota del piano di coronamento e quella di massimo invaso (franco).

Bottino con gente del luogo alla Querciola
Bottino con gente del luogo alla Querciola

Sfioratore: “Chiediamo come comitati la possibilità di mettere delle portelle mobili al posto del previsto sfioratore (necessario a consentire l’ingresso dell’acqua nella cassa quando il livello idrico in alveo sale al di sopra della quota di soglia – n.d.r.) poiché non vogliamo che succeda quanto avvenuto per la cassa di espansione di Olmi. Il vero problema che riscontriamo è che nessuno evidentemente vuole prendersi la responsabilità di aprirle nel momento del bisogno”.

“Il Consorzio – ha risposto il dottor Marco Bottino – è l’ente attuatore ma il progetto è del Genio Civile che dovrà valutare tutte le ipotesi. Manutenzione. Per i rappresentanti dei comitati se non si interverrà a risolvere i problemi a monte della cassa di espansione si correrà il rischio che gran parte delle acque basse del Quadrelli e della Senice non arriveranno neppure a riempire la cassa di espansione della Querciola. “Vanno effettuati in estate i lavori di ripulitura sia della Senice che del Quadrelli. Inoltre dovranno essere previste le modalità per ripulire eventualmente l’area allagabile della cassa in modo da garantire la sua capienza”.

Un’immagine del video della Querciola
Un’immagine del video della Querciola

72 mila euro per gli interventi ambientali . “Su questo aspetto ovvero lo stanziamenti di denaro per la creazione delle due-tre isole all’interno della cassa di espansione i comitati hanno dichiarato la propria contrarietà. “Secondo noi – ha dichiarato Niccolò Lucarelli – questi soldi potevano essere utilizzati per altre emergenze e per altre priorità quali la pulizia dei fossi. Ciò non toglie che si sia a favore di quanto prevede il progetto dal punto di vista della ecosostenibilità ambientale”.

Su questo aspetto Bottino ha illustrato ai cittadini altre esperienze presenti in Toscana rimarcando comunque il fatto che la cassa ha lo scopo primario di laminare le piene e di ridurre i danni conseguenti alle esondazioni. “Ma non risolverà comunque da sola tutti i problemi di rischio idraulico presenti sul territorio”.

Su questi argomenti relativi alla protezione idraulica del territorio si rimanda i lettori per un approfondimento a questo pdf.

Per quanto riguarda i lavori in corso i comitati civici hanno consegnato alla stampa il video realizzato attraverso i droni che rende l’idea di quanto si sta realizzando per risolvere il problema delle esondazioni e degli allagamenti dovuti alle acque basse.

Era la prima volta che incontravo il dottor Marco Bottino e francamente ho avuto l’impressione di una persona valida e aperta al confronto. Disponibile e nella sua schietta ”fiorentinità” anche determinato a portare avanti il proprio progetto in modo puntuale e “partecipato”. Come il direttore Bianchini concordo che soprattutto riguardo a problematiche importanti come questa della sicurezza idraulica i cittadini debbano sapere, debbano poter chiedere e altresì ottenere risposte certe e rapide.

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