QUESTO VOTO È UNA CAMERA A GAS

Laura Boldrini
Laura Boldrini

IN QUELLA CONGERIE, nell’ammasso confuso di cose materiali e immateriali che alberga a Montecitorio, si cerca i eleggere il Presidente della Repubblica dicendo di buttare giù schede bianche ad libitum tanto la maggioranza qualificata non si raggiunge e quindi, a prescindere, ci si accontenterà di un Presidente al 50% +1.

Capita di tutto! Così capita anche che un’Onorevole sceglie di scrivere Guido Fiorini, giornalista pistoiese ora all’Elba, sulla scheda per l’elezione del Presidente della Repubblica (vedi).

Al primo scrutinio il nome viene letto alto e forte, ai successivi due più nulla e la signora Onorevole ne chiede ragione.

Dal tavolo della Presidente la risposta è che il Guido Fiorini, che hanno trovato in rete, è uno psicologo defunto e che se voleva che la prendessero in considerazione avrebbe dovuto segnalare il suo voto.

Alla faccia della riservatezza e della segretezza del voto. Ma chi c’è in Parlamento? E la Boldrini, lancia in resta, tutta chiacchiere e distintivo, si era assopita tanto era la stessa cosa?

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