qverelae, II. DE LVCIA MAPHPHAEIS, EX MATHEMATICO PRAESIDE, SCHOLAE SERRAVALLINAE CVSTODE, QVAE PVERIS QVINTAE ELEMENTARIS CLASSIS DIEM FESTAM, EXTREMAE DICATAM CAMPANVLAE, STATIM NEGAVIT

Traduzione del titolo a pro dell’avvocatA Elena Giunti (difensorA del ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, privilegiato dal Comune di Quarrata e Ctu caro alla procura pistoiese) perché la giurisperita non conosce il latino: «querele, 2. Lucia Maffei, da matematica [fatta] preside, dirigente della scuola serravallina, la quale negò, su due piedi, ai bambini della classe quinta elementare, la festa dedicata a “L’ultima campanella”»


Il dubbio amletico del dottor Claudio Curreli: «Ma io il Perrozzi lo conosco o no…?»


A PISTOIA LA GIUSTIZIA È IN CORTO CIRCUITO


 

Quando la preside Maffei querelò, l’ambaradan-Perrozzi era già tutto in ponte…

 

Il 6 agosto 2020 era il giovedì della Trasfigurazione, 219° giorno dell’anno. Il 6 agosto 2020 la professoressa di matematica Luisa Maffei, pisana di Pontedera divenuta preside-dirigente scolastico e destinata alle scuole di Serravalle Pistoiese, salì (sàlse-salètte-saliède-salìbbe o… salò/Dongo per Giggino Di Maio) le scale della procura della repubblica di Pistoia e, alle ore 12:36, depose, nelle mani della dottoressa Lucrezia Tursi, funzionaria giudiziaria, la querela che potrete leggere cliccando su questo link. La sciora Lucia (da Fogazzaro, Piccolo mondo antico) si rammaricava e si dogliava di un mio articolo che potete leggere qui.

Quella querela fu poi maneggiata dal sostituto Claudio Curreli che – come vedete dall’immagine – tirò un frego sulla data del 6 agosto e così, a mano, la corresse in 11 [agosto], giorno di Santa Chiara, 224° giorno dell’anno, in ultimo quarto di luna.

Particolare notevole – a volte il Fato è sorprendente – è che, nei giorni di sabato 8 agosto (San Domenico, 221° giorno dell’anno) e domenica 9 agosto (San Fermo, 222° giorno), si erano già svolti altri due riti (seppure irrituali, come ho già scritto altrove – e lo ricordo all’avvocata Elena Giunti) di impeachment di me che sto scrivendo, nelle fantasiose invenzioni del ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, Ctu del tribunale di Pistoia, grazie alle stra-famose mail pec dell’avvocata Giovanna Madera che, imitando la nota e proverbiale gallina nera, faceva l’uovo sulla sera.

Ecco le famose Pec dell’avvocata Giovanna Madera

La signora Madera, infatti, sabato 8 agosto scriveva a mezza procura – pensate che lavoratrice! – alle ore 23:47. E il giorno successivo, domenica 9, ripeteva la stessa mossa alle 20:07. Fu dietro questi due suggestivi eventi che la querela improbabile della preside Maffei scivolò dal 6 agosto all’11? Parola di Claudio Curreli.

A mio parere, in quanto opinione incontestabile ex art. 21 Cost., chi potrebbe s-convincermi che quella “strampalata” querela non fosse, in metafora, una perfetta “grattata di Parmigiano Reggiano sui maccheroni” della procura agostana? Arrivava a pippo di cocco in un momento in cui si costruivano le accuse contro di me sulle auguste invenzioni (in ipotesi, quelle sì, di calunnia messa in piedi da parte del Perrozzi) accolte a corsa, ed anzi con vivo entusiasmo, dal volenteroso sostituto Claudio Curreli.

Non è il caso di spendere troppe parole sulle gàbole della querela-Maffei, nella quale la signora preside-dirigente scolastico mi accusa di diffamazione aggravata, sostenendo che le ho attribuito appoggi, manovre, cigiellìte acuta, sinistrità, non-terzietà e non-imparzialità: tutte mere dichiarazioni unilaterali infondate. Potete constatarlo di persona, leggendo il testo presentato in procura – e direi piuttosto suscettibile di prestare un fianco, e anche due pericolosamente, scoperti – dalla Maffei.

Qui mi limito a poggiare la lente su alcune evidenti realtà di fatto:
— dove ho scritto che la sciora Maffei ha vinto il concorso da preside per spinte politiche?
— dove ho scritto che la sciora Maffei ha vinto il concorso da preside per spinte sindacali Cgil?
Mi spiace per la sciora Lucia, ma queste evidenze non emergono proprio da nessuna parte. Evidentemente non è stata capace di capire ciò che aveva letto forse con troppa fretta.

Al contrario dietro la verità dei fatti contestàtile – la storia della Vab e del Comune di Lunardi e il di lei niet alla festa dell’ultima campanella –, credo che nessuno, nemmeno lo Zio Stalin, potesse impedirmi di scrivere una riflessione di come vengono unti non i re d’Israele o vescovi-conti, ma i presidi-dirigenti. Ce lo raccontava la stessa signora Lucia nell’intervista che aveva rilasciato al Tirreno:
— anni di addestramento-reclute come collaboratrice di presidi-dirigenti;
— cooptazione sostanziale in quanto ciò che precede (= l’addestramento-reclute) è stimato – nel mondo comunistico dei presidi-dirigenti di Berlinguer – alla stregua di specialissimi e qualificatissimi master universitari frequentati e superati alla famosissima (pezzi e) Bocconi;
— ingresso nei ranghi, quando non-riservato (unti del Signore!), quasi a numero chiuso. Perciò prendevo in giro la stessa Azzolina che, pur somara in inglese e in informatica, era passata tra le maglie larghe dei concorsi, più o meno pilotati come il 98% dei concorsi d’Italia – quelli per magistrati compresi.

Alla preside Maffei consigliato un corso di recupero in comprensione e analisi del testo. E non quereli perché non ha capito niente del mio scritto di cui si lagnò ad agosto 2020

A che, dunque, la preside si risentiva? E di cosa, la sciora Lucia, se stavo parlando non della sua vita privata e della sua persona (io non la conosco e non ne sento neppure alcun bisogno), ma di un’analisi incontestabile intorno alla categoria presidiale, comunemente fissata con l’etica o l’imperativo categorico del «liberate i cani!» tipico di mister Burns dei Simpsons?

Considerate la vostra semenza è, invece, la migliore espressione di Dante per tracciare un sommario profilo della preside. La quale, in quella specie di querela, fa insistito riferimento al fatto di «non essere stata coinvolta nel progetto»: il che sembra che le bruci a tal punto da uscirsene col famoso niet conclusivo.

Per concludere mi espando serenamente su un terreno che, date le mie qualifiche accademico-professionali e nonostante le improprie illecite interferenze dei sostituti Curreli e Grieco, che in aula si sono impegnati a darmi lezioni di giornalismo etico di stile montanelliano, sono legalmente autorizzato ad usare:
— anche i laureati spesso non hanno sufficienti strumenti per comprendere un testo;
— anche i magistrati spesso non hanno sufficienti strumenti per comprendere un testo.

O altrimenti, a logica, non si intaserebbero le aule di giustizia (?) con delle meringhe di questo genere: solo aria riscaldata in chiara d’uovo montata con zucchero a velo.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


Per la Maffei, se non erro, era stato un problema anche la benedizione delle aule: eppure i professori di religione cattolica lo stato se li prende in ruolo…

Il cognome Maffei viene dalla Grecia, da un Alfeo Principe. Per la storia basta cliccare sul link che precede.


GIUSTIZIA DELL’ALTRO MONDO

Così ci costringono a vivere il Comune di Quarrata, il ragionier non-dottor Romolo Perrozzi e la procura della repubblica di Pistoia. Ma lo stalker sarei io…

Edoardo Bianchini


Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT64H0306913834100000008677 su Intesa San Paolo Spa - Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email