raddoppio-ferrovia. «SONO PROPRIO NECESSARI DUE BINARI DENTRO MONTECATINI?»

Patrizio La Pietra
Patrizio La Pietra

MONTACATINI. La decisione di raddoppiare la linea ferroviaria tra Montecatini e Lucca attraversando il centro urbano con un raddoppio a raso, ha aperto un dibattito che sta dividendo la città in varie fazioni.

Occorre, prima di entrare nel merito, fare una premessa. Da anni sosteniamo la necessità di un potenziamento della linea ferroviaria che permetta un adeguato collegamento dalla zona costiera al capoluogo regionale. Ma una programmazione di questo genere dovrebbe avere un approccio diverso rispetto all’attuale.

Ci dovrebbe essere una progettualità che guardi al futuro, a nuovi modelli di sviluppo urbanistici. Infine, come Centro Destra ribadiamo la scelta fatta anni fa che prevedeva l’interramento della linea, scelta sottoscritta da un protocollo d’intesa fra comune, regione, ferrovie e ministero delle infrastrutture capeggiato dal l’allora ministro Matteoli.

Fatte queste opportune premesse, occorre però affrontare la situazione odierna. Fratelli d’Italia, fin dall’inizio si è dichiarata contraria all’ipotesi del raddoppio a raso. Abbiamo raccolte oltre 500 firme per chiedere che sia garantito un vero collegamento fra la zona sud e nord della città con la realizzazione di sottopassi carrabili e sopra passi pedonali là dove oggi ci sono i passaggi a livello, e l’installazione di barriere anti rumore.

Oggi ribadiamo tutto questo e riteniamo doveroso un ripensamento sul progetto proposto da Fs anche alla luce del nuovo orientamento di Fs stesse. Oggi, quando Fs vuole potenziare una linea a un solo binario per poterla adattare a nuovi standard di servizio, inizia uno studio per valutare le criticità che si creerebbero, ad esempio aumentando il numero di treni. Il tutto valutando una serie di parametri come il numero di stazioni presenti sulla linea o gli eventuali incroci. Questo per determinare quanto e dove raddoppiare la linea.

Tali studi hanno determinato che spesso non è necessario raddoppiare completamente una linea, ma solo una parte di essa con percentuali di raddoppio che spesso non superano il 60-70% della linea stessa. Il tutto con notevoli risparmi e minor impatto ambientale.

Alla luce di questo, nasce spontanea una domanda. Il tratto urbano di Montecatini, dalla stazione centrale all’ippodromo, circa 2 chilometri di linea su un totale di oltre 80, è necessario raddoppiarlo?

La stazione principale di Montecatini
La stazione principale di Montecatini

Mantenere questo tratto a un binario singolo che tipo di impatto può avere sul sistema dell’intera linea? Secondo noi nessuno.

Pensiamo che fare il raddoppio o non farlo non abbia nessuna influenza sull’andamento dell’intera tratta. Parliamo di una percentuale di linea unica irrisoria.

Parliamo di un tratto dove le velocità dei convogli sono già più basse per motivi di sicurezza e dove siamo in una fase di accelerazione o decelerazione dei convogli. Quindi di per sé già ininfluenti sulla media del tragitto.

Allora pensiamo che il raddoppio in questa tratta non debba essere fatto. Che si debba investire in controlli automatici e tecnologicamente avanzati. Che i risparmi economici, così ottenuti, debbano essere usati per le infrastrutture di collegamento fra il nord e sud della città eliminando i passaggi a livello e per riqualificare la zona della stazione.

Non ultimo crediamo che la realizzazione della seconda linea possa creare un cantiere permanente per alcuni anni nel centro della città aprendo una ferita tale che la città non può permettersi.

Infine, pensiamo che il progetto definito deve essere il risultato di un percorso partecipativo così come stabilito dalla Regione. Le opere sopra i 50 milioni di euro sono soggette obbligatoriamente al percorso definito dalla legge regionale.

La partecipazione non può essere mascherata o confusa con gli incontri informativi che fa il sindaco. È tutta un’altra cosa.

Chiediamo semplicemente l’applicazione delle leggi che la stessa regione si è data.

Patrizio La Pietra, Fdi-An

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