referendum. 200 CITTADINI HANNO PARTECIPATO A “LE RAGIONI DEL NO”

Comitati, sindacati e Movimento 5 Stelle si sono seduti allo stesso tavolo a riflettere sulla democrazia insieme all’Anpi.
No alla riforma Renzi-Boschi
No alla riforma Renzi-Boschi

VALDINIEVOLE. Tutte le forze impegnate per il No ritengono che questo Pd renziano sia quanto di più antidemocratico la politica italiana abbia espresso dal dopoguerra ad oggi.

La riforma Boschi chiede infatti ai cittadini di delegare sempre più e partecipare sempre meno; riduce i politici ma aumenta il potere dei pochi che rimangono, molti dei quali non più eletti ma nominati dai partiti.

Tutto questo non può piacere ad Anpi (associazione nazionale partigiani italiani), Cgil (sindacato), Comitato del No e Movimento 5 Stelle, che mercoledì scorso, 16 novembre, si sono trovati al Tuscany Inn di Montecatini Terme a commentare davanti ad un pubblico eterogeneo e molto giovane i tanti passaggi che è bene conoscere per farsi la propria idea prima di andare al voto.

Ferdinando Imposimato, presidente onorario aggiunto alla Suprema Corte di Cassazione, assente per una bronchite ha inviato un messaggio, letto in sala, per incoraggiare i toscani, “valorosi difensori della legalità repubblicana”, a lottare contro questa “riforma eversiva che sconvolge tutti i principi sacri della Carta”.

Dai vari interventi è emerso un quadro di citiche a 360 gradi. Ubaldo Nannucci, presidente regionale Anpi, denuncia: “questa riforma costituzionale è un campionario di errori e di disonestà intellettuale”. Giacomo Giannarelli, consigliere regionale M5S: “gli strumenti di democrazia diretta vengono ridotti”. Francesco Baicchi, presidente regionale del Comitato per il No: “se vince il sì saremo cittadini per un giorno e sudditi per 5 anni”. Gabriele Bianchi, consigliere regionale M5S: “è in atto un martellamento psicologico che rende difficile approfondire nel merito”.

Pierpaolo Ianni, consulente legale del M5S al Senato: “la sovranità appartiene al popolo, la Costituzione stravolta intaccherebbe questo principio”. Mauro Fuso, della segreteria regionale della Cgil: “è una riforma che non mantiene le promesse; questo presidente del consiglio è riuscito ad applicare il licenziamento arbitrario, non c’erano riusciti né Berlusconi né Monti; la riforma costituzionale procede nella stessa direzione”.

Sara Paglini, portavoce del M5S in Senato: “se vince il sì saranno le segreterie dei partiti a decidere chi andrà in Senato; e i senatori quando andranno a votare saranno servi di partito; abbiamo invece bisogno di teste pensanti, di cittadini che difendono i loro diritti e le loro libertà, il senso della socialità e della democrazia”.

Alla fine una idea più delle altre accomuna tutti: nessuna delega a nessun governo ma anzi una partecipazione popolare sempre più determinata, come previsto dalla Costituzione attuale, che in questo punto men che mai non ha da essere cambiata ma soltanto ben attuata.

[valdinievole 5 stelle]

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