referendum 8. CATERINA BINI: «IO VOTERÒ SÌ»

L’On Caterina Bini
L’On Caterina Bini

ROMA. Anche un’On. della Repubblica, Caterina Bini, ci risponde:

– Lei sa già come voterà?

Voterò sì e farò una campagna convinta per il .

Credo che di queste modifiche si parli da tanto, troppo tempo. Da quando ho iniziato a fare politica è stato sempre scritto nei programmi elettorali che ho sostenuto (1996, tesi n.4 programma dell’Ulivo), ma anche prima se ne parlava convintamente.

Dopo tante discussioni è il momento di concretizzare quanto detto. Chi, come me, svolge temporaneamente l’attività parlamentare vede quanto l’attività legislativa sia snaturata, quanto i tempi per l’approvazione delle leggi siano allungati, quanto le leggi ordinarie, proprio per i tempi non congrui, siano state progressivamente sostituite dalla decretazione d’urgenza, snaturando di fatto il potere legislativo che dovrebbe essere del Parlamento, ma che nei fatti è sempre più spesso in carico al Governo.

Qualcuno dice che questa riforma dà più peso al Governo. Io penso esattamente il contrario. Finalmente il Parlamento potrà legiferare, fare leggi ordinarie in tempi normali ed europei senza il continuo “rimbalzo” tra le due camere che impedisce la snellezza del procedimento.

– Ha letto il testo della riforma?

Certo, l’ho letto, approfondito e votato convintamente.

– Il Senato avrà competenza sulle leggi di riforma e sulle leggi costituzionali. Che ne pensa?

Avrei preferito che avesse meno competenze e fosse una vera “camera delle autonomie”, ma ognuno di noi avrebbe la sua riforma ideale.

Le riforme hanno alcuni punti di mediazione e io penso che questa sia una mediazione più che accettabile e che questa riforma nel complesso migliori molto le cose. Buttarla nel cestino non avrebbe senso e creerebbe ancora più distacco tra cittadini ed istituzioni, oltre a lasciarci ancora immobili su un punto di cui discutiamo da 40 anni.

Costituzione, la gande tradìta...
Costituzione, la gande tradìta…

– I nuovi senatori godranno delle stesse immunità (quindi non potranno essere arrestati o sottoposti aintercettaaiozni senza l’autorizzazione del Senato) previste per i deputati; ritiene che questa scelta sia ragionevole o che avrebbe potuto essere evitata?

Se si fosse fatta solo la camera delle autonomie poteva essere evitata, ma avendo fatto questa scelta è una soluzione che trovo assolutamente coerente.

– I senatori scelti dal Presidente della Republica per meriti resteranno in carica sette anni; era l’ora? Si poteva evitare del tutto la figura del senatore scelto dal Presidente?

Si poteva evitare, ma credo che il Presidente della Repubblica, proprio come figura di garante e di rappresentante di tutta la nazione, abbia il diritto di nominare figure di alto rilievo. Francamente non lo trovo”scandaloso”.

– Che pensa della possibilità di ricorso preventivo alla Corte Costituzionale sulle leggi elettorali (da parte di 1/4 dei componenti della Camera), quindi della possibilità di ricorso anche sull’Italicum?

Ne penso assolutamente bene. Finalmente potremmo evitare pronunce della corte successive. Avere la possibilità di avere un pronunciamento preventivo è sicuramente utile.

– Sono davvero cancellate le Province, con la mteriale cancellazione dal testo della Costituzione? Conseguenze?

Avendo scelto la strada della cancellazione delle Province, l’unico modo per portare a termine questa decisione è la riforma in Costituzione. Abbiamo fatto passaggi intermedi, tolto competenze, messo l’elezione di secondo livello, ma restava da compiere la cancellazione definitiva.

L'assemblea costituente
L’assemblea costituente

Ci sarà ovviamente un periodo di assestamento, di redistribuzione delle competenze tra Comuni e Regioni, ma credo che questa fosse la strada corretta.

– Che pensa del nuovo marchingegno relativo al quorum per la validità del referendum ?

Sul versante referendum, si è cercato di introdurre un meccanismo nuovo e più funzionale, che speriamo contribuisca a rivitalizzare uno strumento molto utilizzato, ma che raramente ha visto raggiungere il quorum nell’ultimo ventennio.

– L’introduzione del referendum propositivo può essere salutata come una vera opportunità?

Il referendum propositivo è un’ulteriore opportunità in questo senso, sempre nell’ottica di favorire la partecipazione attiva dei cittadini alla vita pubblica e alle scelte della politica.

– Quindi quale sarà il suo voto (se ritiene opportuno dircelo)? In alternativa, se votasse negli Usa voterebbe Clinton o Trump?

Già detto, ma lo ripeto volentieri. Voterò sì e farò campagna per il sì in modo convinto.

Se votassi negli Stati Uniti voterei Clinton, assolutamente.

[Paola Fortunati]

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One thought on “referendum 8. CATERINA BINI: «IO VOTERÒ SÌ»

  1. Una così bella signora rappresentante del suo partito, che come tutti i suoi compagneros accentratori di sinistra di destra e vorrebbe fare le riforme col c..o degli altri.

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