REFERENDUM. “ARTICOLO 3 POSSIBILE PISTOIA” A MONTECATINI

Da lunedì 7 a sabato 15 settembre compreso, ogni giorno, dalle 19 alle 20, presso l’Associazione Culturale Antonio Gramsci
Referendum
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MONTECATINI. La prossima settimana, da lunedì 7 a sabato 15 settembre compreso, ogni giorno, dalle 19 alle 20, il comitato Articolo 3 Possibile Pistoia è disponibile a incontrare i cittadini montecatinesi presso l’Associazione Culturale Antonio Gramsci in viale Ferdinando Martini 42 per spiegare gli 8 quesiti referendari e raccogliere le firme.

Si può firmare inoltre presso l’ufficio Suap del Comune di Montecatini Terme nei giorni e orari di apertura fino al 26 settembre.

LEGGE ELETTORALE

  • 1. eliminazione dei capilista bloccati e delle candidature plurime nell’Italicum.
    Se si ammette il voto di preferenza per gli altri candidati, è irrazionale escluderlo per i capolista, creando così due tipologie di candidati. Contestualmente si elimina la possibilità di candidarsi in più (dieci) collegi prevista, appunto, solo per i capolista.
  • 2.  eliminare la legge elettorale proporzionale con premio di maggioranza, capilista bloccati e candidature plurime.
    Il quesito prevede quindi l’eliminazione completa dell’Italicum, prima della sua entrata in vigore, con un ritorno al Consultellum, in attesa di una legge elettorale migliore.

SBLOCCA ITALIA e AMBIENTE

  • 3. riconversione ecologica dell’economia, eliminazione delle trivellazioni in mare.
    L’obiettivo è abrogare quelle parti dell’articolo 38 del cosiddetto “Decreto-sviluppo” (Governo Monti, 2012) che derogano al divieto generale di trivellazioni entro le 12 miglia dal perimetro delle aree protette marine e terrestri, per quanto riguarda gli iter autorizzativi già in corso.
  • 4. riconversione ecologica dell’economia, eliminazione del carattere strategico delle trivellazioni.
    Il quesito mira a eliminare il carattere strategico della ricerca e trivellazione di idrocarburi. L’obiettivo è abrogare quelle parti dell’articolo 35 del decreto “Sblocca Italia” (Governo Renzi) che, a partire da una qualificazione delle trivellazioni come opere strategiche indifferibili e urgenti, le sottraggono alle procedure autorizzative ordinarie, cancellando tra l’altro per tali tipologie di interventi importanti elementi di garanzia e di controllo.
  • 5. riconversione ecologica dell’economia, dalle grandi alle piccole opere.
    Il referendum di soppressione della legge Obiettivo punta ad eliminare le procedure speciali per le grandi opere voluta nel 2001 dal Governo Berlusconi e mai cancellate, nonostante il presidente dell’Autorità Anticorruzione le abbia definite “criminogene”. Il referendum abolisce la legge 443 del 2001 e tutti gli articoli del Codice Appalti vigente n. 163/2006 che hanno attuato le procedure semplificate della legge Obiettivo.

JOBS ACT

  • 6. tutela del lavoratore, esclusione del demansionamento.
    Con il Jobs Act il datore di lavoro può decidere di assegnare al lavoratore mansioni inferiori rispetto a quelle precedentemente svolte, senza consultarsi con il lavoratore: sarà sufficiente che siano in corso processi di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale. Con la loro abrogazione rientrerà in vigore la precedente formulazione dell’art. 2103 del Codice civile a tutela della professionalità del lavoratore.
  • 7. tutela del lavoratore dai licenziamenti illegittimi.
    Con il Jobs Act, il lavoratore licenziato per motivi economici non ha più la possibilità di essere reintegrato. Il contratto a tempo indeterminato è stato trasformato in un contratto risolvibile in ogni momento da parte del datore di lavoro solo per i neo assunti, aumentando così la discriminazione per questa categoria di lavoratori.

BUONA SCUOLA

  • 8. tutela della docenza e dell’apprendimento, eliminazione del potere di chiamata del preside-manager.
    L’ottavo quesito intende cancellare la norma contenuta nella recente riforma della Scuola che attribuisce al Preside la facoltà di chiamata diretta degli insegnanti. Lo scopo del quesito è quello di evitare la precarizzazione progressiva di tutti i docenti. È evidente come lo strumento della chiamata diretta, in altri ambiti della Pubblica Amministrazione, si sia prestato ad usi distorsivi che hanno favorito i clientelismi. La Scuola Pubblica deve essere difesa da “Parentopoli”.

[articolo 3 – possibile pistoia]

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