referendum & dinieghi. MANGONI: «DOBBIAMO STARE VICINI VICINI»

Giacomo Mangoni Sindaco di Agliana
Giacomo Mangoni: «Dobbiamo stare vicini vicini»

AGLIANA. Il Comitato per il no al referendum scrive:

Al Sindaco
del Comune di Agliana
E p.c. Al Prefetto di Pistoia

Oggetto: risposta al suo diniego ad autorizzare l’occupazione spazio pubblico in piazza Gramsci nel mese di giugno.

Abbiamo letto la sua risposta alla nostra richiesta di occupazione del suolo pubblico, per svolgere nella piazza Antonio Gramsci l’attività di raccolta di firme a sostegno della richiesta di referendum costituzionale, rimanendo basiti e sconcertanti, ritenendola grave in quanto tale e nelle motivazioni addotte e anche perché è lei a rispondere e non la comandante P.M. come consuetudine e per norma, come è stato per la richiesta di occupazione suolo pubblico su piazza Bellucci, presentata nella stessa data.

Lei ritiene che durante lo svolgimento di una manifestazione pubblica – Giugno Aglianese – sia “inopportuna la concessione di suolo pubblico per un’iniziativa politica “di parte” tendenzialmente divisiva”.

E lascia sconcertato ogni cittadino consapevole sia del suo ruolo di sindaco, che è rappresentante di tutta la cittadinanza e garante, nei limiti delle sue competenze, dei diritti fondamentali di tutti, sia del significato di una raccolta firme per il referendum costituzionale.

L’attività dei Comitati per il No nel referendum costituzionale è anzitutto pienamente legittima e per opporvisi con dinieghi di tale ampiezza temporale (un mese) il Sindaco dovrebbe addurre ostacoli di urgenza e gravità tali (di ordine pubblico) da giustificare la compressione di un diritto politico, non essendo certo sufficienti le superficiali valutazioni di opportunità addotte.

unita costituzioneLa raccolta firme è attività funzionale all’esercizio di un diritto politico di alto rilievo costituzionale: esprime non solo la libera opinione di chi desidera che il procedimento di revisione costituzionale venga sottoposto al vaglio della volontà popolare, dopo l’approvazione parlamentare, come consente l’art. 138 Cost., ma suggella il procedimento stesso come garanzia di rigidità della Costituzione e superiorità rispetto alla produzione legislativa ordinaria, per cui rappresenta un vincolo di forma e di contenuto che non si può rimuovere se non raccogliendo ampio consenso nel Parlamento e nella popolazione, attraverso il referendum, quando si realizzano le condizioni per indirlo.

Purtroppo il suo provvedimento contiene anche delle stupefacenti, indebite e inaccettabili valutazioni dell’iniziativa che si vuol vietare: si mostra di contrapporre le finalità del Giugno Aglianese – incentivare le relazioni personali e rinsaldare l’identità territoriale dei cittadini – a una “iniziativa politica di parte tendenzialmente divisiva”.

Ma l’esercizio di un diritto politico costituzionale non è un’iniziativa politica di parte, ovvero: il fatto che sia di parte (ma che i Comitati siano per il No è un dettaglio, tanto che il Sindaco mostra di voler vietare anche i Comitati per il Sì), non può far degradare il diritto al di sotto delle intenzioni folkloristiche dell’amministrazione comunale.

costituzioneQualificare come divisiva un’iniziativa politica equivale poi a scegliere, come farebbe un Podestà del ventennio, quali espressioni del pensiero culturale e politico hanno cittadinanza ad Agliana.

Il Comitato di Agliana per il referendum costituzionale ritiene che sia divisivo, illegittimo e inaccettabile escludere per un mese, cruciale per la raccolta firme, dei tre mesi concessi per la campagna di raccolta iniziata i primi di aprile (tra l’altro rispondendo a metà del mese di giugno) l’espressione di una volontà libera e tutelata dalle leggi e dalla Costituzione e peraltro sempre manifestata pacificamente e con l’intenzione di informare i cittadini sullo svolgimento dell’importante procedimento politico costituzionale.

Purtroppo Lei, Sindaco, ha dimostrato, con questa triste pagina, degna dei peggiori momenti della politica italiana, una totale insensibilità ai valori dell’ordinamento democratico costituzionale.

Il Comitato per il No
al referendum costituzionale di Agliana


 

GUINNESS DELLA SCIOCCHEZZA

 

Lo dissero gli antichi filosofi...
Lo dissero gli antichi filosofi…

DEVO DIRE che il Comune di Agliana non smette mai di stupirmi. Non lo fa come territorio e non lo fa neppure come istituzione.

Nel territorio, da noi monitorato per anni dai tempi di Quarrata/news, ne abbiamo viste di tutti i colori, dalla Misericordia in giù, al correttore morale – don Tofani – che dichiara pubblicamente che sì, lui, è correttore e parroco, ma non crede alla correzione morale: a uso «io fo il prete, ma credo proprio che Dio sia un’invenzione…». E mi fermo con questo mio ex-compagno di scuola che mi ha stupito per una palese e forse inconsapevole desipienza.

Nel Comune ne ho viste quante le favole di Seherazade, per Mille e una notte. Ma devo però onestamente riconoscere che le bischerate dell’Eleanna Ciampolini (che mi passi la battuta!) erano  – consentitemi – veri e propri peccati veniali, furti di caramelle in dispensa, rispetto alle bombe piazzate qua e là da questo “Sindachino intellettuale” che si è subito distinto per gli iceberg di portata oceanica da lui stesso staccati dal pack del Polo Nord.

Ve ne cito due o tre:

  • bevete l’amianto a scuola – programma di educazione per i bimbi delle primarie
  • ripiazziamo al posto di «vigile semplice» l’ex comandante Alessandro Nesti cassato da Tar e Consiglio di Stato e, di fatto e di diritto, decaduto dall’impiego – pur se sostenuto, lancia in resta, da Blimunde o Rosamunde o Rosmunde che siano e da qualche altro spirito ameno – in attesa che un giudice del lavoro gli riconosca 500mila euro di danno, magari dopo che la Corte dei Conti gli avrà richiesto indietro altrettanto per gli stipendi idebitamente percepiti, pur se non per sua colpa…
  • l’inceneritore di Montale mi fora e strafora i limiti delle diossine: e non solo e io, Sindaco che devo tutelare la salute pubblica, non fo una mazza di nulla, ma neppure uno straccetto di ordinanza con cui dico agli aglianesi «Guardate, gente! Attenzione: che chi mangia l’orto fatto sotto le ricadute di questo coso, e i polli ruspanti, mangia non solo merda allo stato puro, ma addirittura morte!».

blimundaNo. Mangoni, manager ex-liceale classico uscito dalle maglie (probabilmente di cellulite) del fu Forteguerri, niente di tutto questo. Va a diritto come Renzi.

Lui, invece, se ne esce bel bello, oggi, dando giudizi sull’opportunità della coesione coatta del popolo, forse perché crede che così il Paese si salvi, senza capire che Renzi ha bell’e finito di macellarlo. E che anche lui, Sindaco di Agliana, sta dando il suo solido contributo. Pòer’Italia! E pòer’Agliana!

È vero: il vino non va annacquato, sennò si rovina. E la sinistra comunista doveva essere orgogliosa di se stessa e di quello che era: senza imbastardirsi con una Dc riciclata che pare un’acqua all’amianto o, peggio, una verdura biologica coltivata sotto il camino di merda dell’inceneritore di Montale!

Non basta, credetemi, avere una laurea per capire il mondo e il suo giusto funzionamento:

Lo dice Aristotele, lo dice Platone:
non basta, a comprendere, un sol neurone!

Edoardo Bianchini

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2 thoughts on “referendum & dinieghi. MANGONI: «DOBBIAMO STARE VICINI VICINI»

  1. CONOSCRE PER … è importante, forse mi sono sfuggite le risposte del sindaco:
    Per l’occupazione di spazio pubblico in piazza Gramsci nel mese di giugno e quella della comandante P.M. chiesta per piazza Bellucci, presentata nella stessa data.
    O solo la versione di una parte, mi occorre anche l’altra, è grave non concedere uno spazio pubblico, per farlo occorre avere delle buone motivazioni, chi reclama in altre occasioni, di altro genere, a suo tempo si è comportato con lo stesso metro che ha usato l’attuale sindaco di Agliana.
    Personalmente non andrò a votare a ottobre, sono sbagliate le riforme e ancora più sono sbagliate le motivazioni del NO.
    Ieri mattina al mercato Bellucci ho firmato il referendum per abolire la legge elettorale, per dare modo ai cittadini di scegliere, spero che ottengano le firme necessarie, comunque non andrò a votare per questo referendum non condividendolo, anzi ritenendolo peggiore di quello che vogliono abolire.
    Le decisioni politiche e amministrative della Ciampolini, prese in oltre 25 anni, sono peggiori e tutt’ora ne subiamo le conseguenze, anche se, gli va dato merito da sindaco di aver contenuto nel suo mandato spese per milioni di euri, ma non gli posso perdonare di non aver chiuso l’inceneritore e la conduzione, un vero sperpero di denaro.
    Nel merito delle decisioni prese nel settore della polizia Municipale, tutti i sindaci, nessuno escluso si è comportato con buon senso.
    Da giornalista, modesto, sono uso argomentare citando documenti:
    • Il TAR con le sue motivazioni a girato la patata bollente alla commissione giudicatrice che, per ben due volte a confermato vincitore il Nesti.
    • Mentre il Consiglio di Stato ha dichiarato in sentenza, nullo il concorso, come da regolamento comunale essendo stato trovato un documento che non ci doveva essere.
    • Ancora non è finita, sarà il giudice del lavoro forse, a porre la parola fine alla manca generale di buon senso.
    Vorrei alcune risposte:
    1. Dal 2000 il Nesti si autoproclamato comandante o è stato comandato per quasi 15 anni.
    2. A subito delle condanne per questo.
    3. Se uno comandato svolge il suo lavoro con la soddisfazione dei suoi superiori può essergli addebitato qualcosa.
    Aspetto fiducioso
    Pier Vittorio Porciatti

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