referendum. LA COSTITUZIONE SECONDO I PARTIGIANI

Aldo fedi, Aldo Bartoli, Mattia Nesti, Rita Monari
Aldo fedi, Aldo Bartoli, Mattia Nesti, Rita Monari

SAN MARCELLO. “Quando l’Assemblea discuterà pubblicamente la nuova Costituzione, i banchi del Governo dovranno essere vuoti; estraneo del pari deve rimanere il Governo alla formulazione del progetto, se si vuole che questo scaturisca interamente dalla libera determinazione dell’assemblea sovrana”.

Con queste parole di Piero Calamandrei, ricordate da Aldo Bartoli, Presidente Provinciale dell’Anpi di Pistoia, si è chiuso l’incontro pubblico organizzato dalla stessa Anpi sezione Montagna Pistoiese, da Cgil e Arci, tenutosi sabato scorso 12 novembre, nei locali della Baccarini di San Marcello, per spiegare le ragioni del ragioni del “no” al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre.

“L’Anpi – ha continuato Bartoli – non è né di destra né di sinistra; all’Anpi dei governi non interessa; all’Anpi interessa che in Italia ci sia una Costituzione che garantisca le libertà democratiche. Se qualcuno ha diviso il Paese, questo è il governo attuale, che in parlamento non ha cercato il massimo consenso, ma anzi ha cercato di irreggimentare la stessa susa maggioranza.

“Se questa proposta non passa non è la fine del mondo, ma anzi si ritorna alla normale dialettica. I problemi dell’Italia non nascono dalla Costituzione, ma da una corruzione che pervade anche l’aria che respiriamo e una burocrazia imperante. In Italia non abbiamo bisogno di fare più leggi ma di toglierle. Con questa riforma si restringono gli spazi della rappresentanza e di conseguenza quelli della democrazia”.

[Marco Ferrari]

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