referendum. LE RAGIONI DEL NO E QUELLE DEL SÌ

Confronto pubblico in casa Acli con due docenti universitari venerdì 9 settembre alle 21
Giovanni Tarli
Giovanni Tarli

QUARRATA. “Referendum costituzionale: le ragioni del no, le ragioni del sì”. Questo il titolo di un incontro, l’ultimo di una serie iniziata la scorsa primavera, organizzato a Montemagno di Quarrata venerdì 9 settembre 2016 (ore 21) dal locale circolo Acli.

Interverranno, per esporre rispettivamente le tesi del “no” e quelle del “sì” al prossimo referendum sulla riforma costituzionale voluta dal governo Renzi e che tanto sta dividendo il Paese, due docenti universitari a Firenze: Giovanni Tarli Barbieri (ordinario di Diritto Costituzionale) e Giusto Puccini (ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico). Moderatore il giornalista Mauro Banchini.

L’appuntamento è aperto a tutti e parte da una citazione del gesuita Francesco Occhetta, scrittore della “Civiltà Cattolica” sul significato autentico della prova referendaria. “Non si tratta – scrive padre Occhetta – di un voto favorevole o contrario al governo ma di qualcosa di più e di diverso che riguarda l’identità della democrazia che media e parti sociali faticano ad affermare come la cultura costituzionale nel dibattito pubblico”.

Altri tre gli incontri già tenuti, nel circolo presieduto da Marcello Bracali: il primo per illustrare i contenuti tecnici della riforma Renzi-Boschi, il secondo per ricordare il clima (e lo spessore dei protagonisti di allora) vissuto nell’assemblea costituente di 70 anni fa, il terzo per soffermarsi su alcuni fra i personaggi di un periodo storico che, dopo la grande tragedia della guerra al nazifascismo, seppe dare all’Italia una Costituzione fra le più avanzate al mondo.

“Inizialmente per questo ultimo appuntamento si era puntato ai primi di settembre – spiega Bracali – perché sembrava che il referendum dovesse svolgersi entro il mese. Adesso che dal Governo si è finalmente preso atto della inopportunità, e dell’errore, di trasformare il referendum in un plebiscito pro e contro la figura del presidente pro-tempore, è data a tutti la possibilità concreta di informarsi sui contenuti della riforma esprimendo finalmente un giudizio di merito. Da qui l’importanza di conoscere le ragioni di avversari e di sostenitori in modo da formarsi un giudizio libero al di là di una propaganda troppo spesso banale e interessata”.

[mauro banchini]

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