referendum. MA QUANTI DELITTI SI COMMETTONO IN NOME DI DIO!

Per mantenere il potere si è passati da “in nome del Papa Re” a “in nome di Renzi”, ma la sostanza non cambia se il popolo è e resta pecora...
Renzi e gli italiani [www.finanzaonline.com]
Renzi e gli italiani [www.finanzaonline.com]

Ci narrano le istorie che Romolo Quirino
dopo fondata Roma ci aprisse un bel casino;
poiché le bolognesi non erano vicine
dovette accontentarsi di vergini sabine.
Ma tutto questo avvenne in tempo assai lontano:
adesso, in quei locali, ci han fatto il Vaticano.

 

PREMESSA SEMISERIA (vedi) per avvicinarsi alla data fatidica del 4 dicembre, quando non cambierà proprio niente.

Se vince il Sì del bomba-Renzi, Giulio Andreotti diventerà un prodotto, suo malgrado, scaduto: pensate un po’, ha trovato il suo clone. Per la gobba si prega di attendere: arriverà anche quella.

Se vince il No, il Berlusca ci annuncia da una sua rete televisiva (ricettacolo di catto comunisti e “rigirati” a comando) che tornerà in politica attiva per il bene del popolo italiano, etc. etc. Sembra abbia già comperato una catacomba, in Roma, per sé, per “baffino” – non Adolfo, Massimo D’Alema –, per i suoi lecchini e per tutti i voltagiubbe che ancora gli sono appiccicati alle tasche.

Perché questa è l’Italia: un popolo irrimediabilmente sguattero che fin dalle sue propaggini istituzionali offre l’immagine del servilismo e dell’accondiscendenza.

Padri fondatori e Figli rottamatori
Padri fondatori e Figli rottamatori

È notizia di ieri che quel disperato di Renzi e la sua combriccola hanno arruolato i Sindaci favorevoli – volenti o nolenti perché tutti di ceppo Pd – alla sua “schiforma”  (vedi Sindaci in piazza…) dimenticando volutamente che i Sindaci rappresentano “tutti” i cittadini e non solo quelli di una parte.

L’operazione avrebbe avuto un senso dinanzi a elezioni politiche, ma il referendum è altra cosa. Anche la dignità personale.

Dovrebbe bastare questa iniziativa oscena per convincere i molti titubanti a recarsi a corsa alle urne e votare No.

Se il Bertinelli teme di dover tornare a fare il libraio, se la dolce Sindaco Cormio dovrà tornare a cercarsi qualche cappella da affrescare, se tanti “papponi” della politica dovranno cominciare a comprendere che è arrivato il momento di andare a trovarsi un posto di lavoro, andando tutti a votare No possiamo farglielo ricordare.

Qualche intellettuale “di sinistra” dirà che queste affermazioni sono rivolte alla pancia e non al cervello dell’elettore. A questi intellettuali senza intelletto, a questi manipolatori della propria coscienza, prima che dell’altrui, a questi intelligenti a Km. zero regaleremo volentieri l’opera omnia di Eco, di Toni Negri, di Adriano Sofri e figlio, di don Milani, il padre putativo del Forteto, dei suoi Fiesoli e dei suoi pedofili, e, perché no?, del famoso Herbert Marcuse le cui “opere” sono rifiutate anche nelle bancarelle.

La “buona scuola” è piena di questi scriteriati mentali. E l’asinaggine che ne esce ogni giorno ne è prova più che sufficiente.

Amici, non è una questione di progetti, è una questione di uomini.

Uomini della nostra èra: così simili, così diversi...
Uomini della nostra èra: così simili, così diversi…

Sciascia, che fu prima comunista e poi radicale, aveva ben compreso, e lo ha pure scritto in  Il giorno della civetta, stranamente messo all’indice dalla sinistra “intelligente”, che gli uomini si dividono in categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i piglianculo e i quaquaraquà.

Gli “uomini” lasciamoli perdere; non è roba per i nostri giorni.

In questo piccolo mondo moderno del quale ci dobbiamo tutti accontentare, io spero che i “mezz’uomini” votino No.

Per i contrari sono aperte le iscrizioni nelle altre tre categorie: purtroppo, se messi insieme, sono numericamente maggioranza, ma il cuore ed cervello umano sono organi così complicati e strani che, non è detto…

I cittadini, comunque la pensino sul prossimo referendum, hanno il dovere di dire ai loro sindaci cammellati, intruppati e vigliaccamente coscritti dal democr[istano]atico bomba-Renzi, che ubbidendo, servi fra i servi, al loro padrone di turno, vanno a rappresentare non le loro comunità, ma loro stessi, le loro paure e il loro terrore di dover veramente cominciare a doversi trovare un lavoro.

Basterebbe questo per un No?

[Felice De Matteis]

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento