referendum. MANGONI E LE FIRME VIETATE. L’ANPI RICORRE AL PREFETTO

Giacomo Mangoni Sindaco di Agliana
Giacomo Mangoni, Sindaco di Agliana

PISTOIA. L’Anpi Provinciale, a firma del Presidente, Aldo Bartoli e del Segretario, Marco Leporatti, questa mattina ha presentato una lettera-esposto al Prefetto di Pistoia, dott. Angelo Ciuni, per segnalargli una grave inosservanza dei principi di libertà di espressione, associazione e manifestazione previsti dalla nostra Costituzione, di cui si reso responsabile il Sindaco di Agliana, chiedendo l’intervento del rappresentante del Governo per accertare l’avvenuta violazione e per assicurare il ripristino della legalità costituzionale in quel Comune.

Com’è noto, Eleanna Ciampolini, Vicepresidente Provinciale dell’Anpi e Coordinatrice del locale Comitato per il No nel Referendum abrogativo della Legge Elettorale “Italicum” e nel Referendum oppositivo alla revisione Costituzionale “Boschi-Renzi”, lo scorso 21 maggio ha presentato all’Ufficio Protocollo del comune di Agliana due richieste di occupazione del suolo pubblico per effettuarvi una raccolta di firme a sostegno dei due referendum.

La prima riguardava piazza Bellucci per il sabato mattina, durante il mercato settimanale; la seconda Piazza Gramsci per le sere del mese di Giugno dalle 21 alle 23, durante gli eventi del Giugno Aglianese.

Dopo alcuni giorni la comandante della Polizia Municipale ha rilasciato la concessione del suolo pubblico relativamente alla sola piazza Bellucci, preannunciando che dell’altra richiesta intendeva occuparsi il Sindaco in persona.

A seguito di ripetute sollecitazioni inviate al Sindaco anche per posta certificata, dal momento che la manifestazione “Giugno Aglianese” aveva avuto inizio il 3 giugno, il 15 giugno è pervenuta per e-mail alla Coordinatrice del Comitato una risposta di diniego da parte del Sindaco, il quale dichiarava “inopportuna la concessione di suolo pubblico per un’iniziativa politica di parte, tendenzialmente divisiva”.

anpiDi fronte a questo divieto, incomprensibile e unico sul territorio provinciale, l’Anpi pistoiese, in una lettera- esposto dettagliata e documentatissima, ha sollecitato il Prefetto a verificare se il divieto messo in atto dal Sindaco di Agliana costituisce una chiara violazione dei diritti di libertà (espressione, associazione e manifestazione) previsti nella prima parte della nostra Costituzione, diritti da cui deriva il referendum, un fondamentale strumento di democrazia diretta, attraverso il quale i cittadini possono esercitare, senza deleghe, né rappresentanze, la sovranità popolare.

La legge 25 maggio 1970 n. 352, che disciplina il referendum abrogativo, stabilisce che il deposito presso la Corte di Cassazione di tutti i moduli contenenti le firme autenticate e i certificati elettorali dei sottoscrittori debba avvenire entro e non oltre 90 giorni dalla data del timbro apposto sui “fogli medesimi” (art. 28).

Poiché il “Comitato Nazionale per il no all’Italicum” ha apposto il timbro sui fogli il 4 aprile 2016, mentre il 16 aprile 2016 sono stati timbrati i fogli relativi al referendum relativo alla legge di revisione costituzionale, se da ciascuna di queste date decorrono 90 giorni, senza alcuna possibilità di rinvio per la consegna delle firme, risulta di vitale importanza, in ogni Comune, la disponibilità di spazi pubblici frequentati dai cittadini, per spiegare le ragioni della richiesta di referendum e ricevere le sottoscrizioni.

Angelo Ciuni
Angelo Ciuni, Prefetto di Pistoia

Chi scrive – dichiara il Presidente dell’Anpi al Prefetto – ritiene superfluo ribadire che l’utilizzo di spazi pubblici per la raccolta delle firme a sostegno di uno strumento di democrazia diretta, qual è il referendum, non è assolutamente qualificabile come propaganda, perché attività meramente strumentale all’esercizio, da parte della cittadinanza, del diritto-dovere di partecipare alla vita civile del Paese, contribuendo alla realizzazione di un fondamentale istituto di democrazia diretta, costituzionalmente previsto e garantito…

Non casualmente, la concessione temporanea di una porzione di suolo pubblico è un atto amministrativo e non politico, dato che il legislatore ha voluto sottrarre alla politica l’arbitrio di decidere a chi assegnare lo spazio pubblico, rispetto alla facoltà della maggioranza politica del momento di limitare tali libertà e con questo i diritti delle minoranze.

Alla politica spetta il compito di definire le regole secondo le quali si occupa il suolo pubblico e, all’interno di queste, chiunque chieda l’autorizzazione di una porzione di suolo pubblico ha il diritto di ottenerne la concessione, a condizione che rispetti le modalità e le regole per richiederlo.

Tutto questo avviene con un atto amministrativo, non politico, e compete alla Pubblica Amministrazione vigilare sul rispetto delle regole, senza interpretarle a seconda dell’interesse di gruppo o del capriccio individuale…

La scelta del Sindaco di Agliana di opporsi alla concessione di uno spazio molto frequentato, quale quello di Piazza Gramsci durante Giugno Aglianese, per un arco temporale di 30 giorni, adducendo motivazioni tutte politiche e non certo legate a ragioni comprovate di incolumità pubblica e sicurezza, induce lo scrivente a temere che questo Sindaco abbia, ci auguriamo temporaneamente, smarrito il senso dei principi condivisi contenuti nella Costituzione, facendo prevalere interessi di parte.

Si tratta sicuramente di un caso isolato, probabilmente dettato solo da una scarsa conoscenza della Costituzione e dei suoi principi fondamentali, ma per evitare che ciò lo induca nuovamente in errore nei prossimi mesi, in occasione della campagna per referendum di ottobre, lo scrivente La invita ad esercitare la propria autorità prefettizia per riaffermare alcuni principi basilari che debbono condizionare i comportamenti di chi ha la responsabilità di governo e per ripristinare ad Agliana la certezza dei diritti delle minoranze, che sono alla base della democrazia, di cui tutti dovremmo essere orgogliosi e attenti difensori.

[anpi pistoia]

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