referendum. NO. E SENZA ALCUN TREMORE

Il perché di una scelta
Il perché di una scelta

COME FRANCHI E LONGOBARDI

Dividono i servi, dividon gli armenti;
Si posano insieme sui campi cruenti
D’un volgo disperso che nome non ha.

A. Manzoni, Adelchi (coro)

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NON HO BISOGNO di motivare niente a nessuno, ma poiché sono un uomo libero – e non a parole, come certi legulei che difendono la legalità, ma fanno solo quattrini e solo a quelli pensano –, lo dico in primis per me e in secundis per i curiosi come le comari da gora.

Il mio è un no viscerale e di stampo fibrillarmente anarchico: non sopporto il potere, non l’ho mai sopportato in questi miei primi settant’anni, e non tollero tutti quei cani scodinzoloni che si fanno d’oro succhiando la vita alla gente, depredando il futuro degli altri.

Che il più delle volte se lo meritano, perché continuano a votare “a imbecille” delle emerite capre che niente hanno fatto, finora, per realizzare davvero qualcosa di buono: come tagliare con l’ascia le superpensioni dei superstronzi che, sì, hanno dalla loro una legge che glielo consente; ma una legge fatta da se stessi e per se stessi.

Di fare a fette la Costituzione non se ne curano: anzi! Procedono a suon di sorrisi e puppe all’aria perché questo sarebbe “il nuovo che avanza”.

Gli autori della riforma (detta anche... schiforma)
Gli autori della riforma (detta anche… schiforma)

Nuovo democristiano e della peggiore risma. Nuova demenza politica da scazzoni pseudo-goliardi. Nuovo schifo, insomma, di una nuova, indefinibile schiforma.

Levano di mezzo il Cnel, ma attenzione: qualcuno mi dice che i membri di questo carrozzone (di cui si sente che faccia parte anche Giorgio Bertinelli, padre di Samuele, il Sindaco di Pistoia: è vero?), qualcuno mi dice che li passeranno, a palate, nella poltiglia già abbastanza incasinata delle varie Corti dei Conti, mantenendo loro stipendi e ninnoli. Guardatevi le norme transitorie e finali, mi dicono [1].

  1. Voto no perché nessuno, di quelli che vogliono rinnovare, ha fatto una minchia: anzi, è aumentato il debito
  2. Voto no perché tutto com’era è già così ora, figuratevi dopo quando il governo sarà più forte di prima
  3. Voto no perché nessuno ha mai sostanzialmente rispettato la Costituzione finora (con 5/6 da attuare al giorno d’oggi), figuriamoci dopo
  4. E voto no perché non basta che mi parlino, di cambiamenti epocali e indispensabili, una Boschi di Banca Etruria e un Renzi dirigente dell’azienda di suo padre, che a 40 anni è ancora uno di quei bamboccioni che vanno in giro con le mani in tasca

Il pianista sull’Oceano diceva “in culo”. Lo dico anch’io. E siccome come filologo dei Carmina Priapea posso permettermelo, userò due modi di dire viareggini delicatissimi e icastici al tempo stesso per indicare l’indiscutibile utilità della riforma Renzi-Boschi:

  • è utile come un culo senza il buco
  • fa quanto il cazzo alle vecchie
Nuova Fiaschetteria Renzi: il governo dei risultati
Nuova Fiaschetteria Renzi: il governo dei risultati

Non importa che vi spieghi le metafore né che vi dica che sono incazzato: incazzato perché mi hanno fato andare in pensione senza quattro rinnovi contrattuali dal 2000 al 2011 e con un acconto di rinnovo di ben 11 € al mese, questi figli di cani; incazzato perché, da quando sono andato in pensione (2011), ho perso più di 80 euro al mese fra Regione e Comune; incazzato perché, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale (di cui ha fatto parte anche il non-presidente Mattarella!) non mi è arrivata la perequazione che mi era dovuta per i pochi euro di cacca che mi dovevano!

Pur essendo nipote di contadini-boscaioli e figlio di un falegname, ho capito bene che gli uomini si dividono in due categorie: quelli che rispettano la legge e quelli che la fanno rispettare agli altri, ma loro fanno come vogliono.

Perciò la risposta è no. Non favorisco nessuno e non do deleghe a chi dice di volermi tanto bene.

E chi si fida di quest’ultimi, mi perdoni, ma è un coglione patentato!

Edoardo Bianchini

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no-referendumP.S. – Il distintivo del No me lo sono fatto appuntare, e con pieno orgoglio, da Dario Guastini, quando mi ha chiesto se poteva permettersi di offrirmelo.

Lo porto come segno di chi pensa con la propria testa e non con quella delle donnine inconcludenti del governo.

Mi spiace solo che qualcuno – anche uomini di legge, veri e propri tromboni sfiatati– lo porterà unicamente per “esibizione affaristica”.

E che non esista un Dio che fulmini ladri, bugiardi e stronzi, dacché perfin quello di Israele si è defilato da un pezzo anche lui…

Amen!

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[1] – Articolo 40 primo comma, ddl 2613-B: «Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, il presidente del consiglio dei ministri, su proposta del ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, d’intesa con il ministro dell’economia e delle finanze, nomina, con proprio decreto, un commissario straordinario cui è affidata la gestione provvisoria del Cnel, per la liquidazione del suo patrimonio e per la riallocazione delle risorse umane e strumentali presso la corte dei conti, nonchè per gli altri adempimenti conseguenti alla soppressione».

cnel-bertinelli

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2 thoughts on “referendum. NO. E SENZA ALCUN TREMORE

  1. Douglas Adams, in un suo famoso libro, scrisse:
    “Il maggior problema, ossia uno dei maggiori problemi (ce ne sono tanti) che l’idea di governo fa sorgere è questo: chi è giusto che governi? O meglio, chi è così bravo da indurre la gente a farsi governare da lui? A ben analizzare, si vedrà che:
    a) chi più di ogni altra cosa desidera governare la gente è, proprio per questo motivo, il meno adatto a governarla;
    b) di conseguenza, a chiunque riesca di farsi eleggere Presidente dovrebbe essere proibito di svolgere le funzioni proprie della sua carica, per cui:
    c) la gente e il suo bisogno di essere governata sono una gran rogna.”
    Saluti.

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