referendum. PISTOIA DICE SÌ

Referendum. Pistoia dice sì
Referendum. Pistoia dice sì

PISTOIA. Da più di trent’anni l’Italia tenta di modificare la propria Carta costituzionale e migliorare il funzionamento delle proprie Istituzioni, dalla “commissione Bozzi” del 1983, passando per la “commissione De Mita-Iotti” del 1992, fino al progetto di riforma denominato “Bozza Violante” del 2007, tutti tentativi falliti.

Oggi il nostro Paese ha la possibilità di mantenere le promesse mai mantenute nei tre decenni passati, di dare vita a quel reale cambiamento da troppo tempo annunciato e mai posto in essere: tempi certi per l’approvazione delle leggi, fine del bicameralismo perfetto, una chiara ripartizione di competenze tra Stato e Regioni per un sistema più efficiente, un Senato rappresentativo degli enti territoriali.

Noi crediamo che non via sia più tempo da perdere ma che sia l’ora di dare un segnale forte e chiaro: dimostrare che l’Italia oggi è un Paese in grado di autoriformarsi, soprattutto per il bene delle giovani generazioni e per quelle che dovranno ancora venire.

Per questo sosterremo convintamente le ragioni del Sì alla riforma costituzionale.

  • Mario Boni – ex giocatore basket Montecatini
  • Andrea Niccolai – ex giocatore basket Montecatini
  • Gabriele Magni – presidente CONI Pistoia, Olimpionico
  • Aurelio Amendola – artista
  • Nikolin Geloshi – presidente nazionale ass. AssoAlbania
  • Roberto Barni – artista
  • Lorenzo Livi – prof. Facoltà di Medicina e Chirurgia (Firenze)
  • Erminio Maraia – assessore Comune di Pieve a Nievole
  • Luigi Brunetti – presidente Tennis Club Pistoia (Dermatologo)
  • Piero Paolini – medico
  • Caterina Bini – parlamentare
  • Maurizio Monti – Dirigente Scolastico
  • Sergio Giusti – già direttore generale Cna Pistoia
  • Moreno Sepiacci – cooperativa sociale Co&So
  • Ivo Torrigiani – dirigente scolastico
  • Massimo Baldi – consigliere regionale
  • Bruno Leka – coordinatore comitato “Giovani per il Sì Pistoia”
  • Ferruccio Morandi – odontoiatra
  • Massimo Sgrilli – Confesercenti
  • Roberto Boschi – resp. calcio Uisp Pistoia
  • Marco Niccolai – consigliere regionale
  • Francesco Natali – ex segretario provinciale Sel Pistoia (Comitato Giovani per il Sì)
  • Maurizio Ventavoli – Coldiretti
  • Sandro Orlandini – presidente Cia Pistoia
  • Claudio Guerra – medico Radiologo (Ospedale Pescia)
  • Yuri Citera – sindacalista Cisl
  • Massimo Baldecchi – sindacalista Cisl
  • Piero Dini – componente segreteria provinciale Arci Pistoia
  • Costanza Strumenti – studentessa
  • Niccolò Borri – studente universitario
  • Federica Fratoni – assessore regionale
  • Matteo Gocaj – studente
  • Mirko Manfredi – studente universitario
  • Giulio Colomeiciuc – studente universitario (Comitato Giovani per il Sì)
  • Daniel Gocaj – studente
  • Edoardo Fanucci – parlamentare
  • Elisabetta Marsala – studente
  • Elisa Chelucci – studente
  • Roberto Marsella – studente
  • Bernard Dika – presidente parlamento regionale degli studenti toscana
  • Alessandro Giampà – studente universitario
  • Tommaso Parrillo – libero professionista

[pistoia dice sì]

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3 thoughts on “referendum. PISTOIA DICE SÌ

  1. I pd hanno detto che la riforma basta farla se si vuole andare avanti: se poi non va, si rifarà tutta, correzione per correzione.
    I pci d’una volta dicevano che prima di distruggere, bisognava essere costruttivi e propositivi.
    Oggi la sinistra è scomparsa: non è sinistra il pd, non è più sinistra il pci – morti e sepolti tutti, è rimasto solo quel fantasma rosso di Napolitano.
    Con Renzi non importa più essere costruttivi, prima di disfare: basta fare (errori). Anche perché, finiti quelli di sinistra, il pd s’è gonfiato di ex-democristiani convertiti come il Monte dei Paschi con la materia tossica di debiti e sofferenze.
    Sono tutti catto-convertiti ai quattrini, alle banche e alle porcate senza senso del nuovo di zecca, basta che sia nuovo.
    Riformano, riformano e la riforma Madia gliela bocciano al consiglio di stato. Mangia troppi gelati e pensa poco.
    Ma lo sanno il che fanno?
    Partito Democristiano: Partito del Sì o del Sono Incapace?

  2. Medioevo o paleozoico: scegliete voi. Questo penoso elenco di firme è la vecchia liturgia tanto cara alla nomenclatura locale, arroccata sul mantenimento dello del passato e sempre in soccorso del vincitore. O presunto tale. Ieri Bianchi e Neri, poi fascisti, poi partigiani, democristiani e oggi renziani. Che soddisfazione!
    L’elenco di firme dei sostenitori del ‘sì’ è il classico rituale pistoiese in cui compaiono scorie d’apparato, figli di tanto padre, personaggi in cerca di visibilità (perduta) o di salotti, qualche ingenuo con la faccia pulita e spendibile, giovani (all’anagrafe: in confronto l’australopiteco è di gran lunga più moderno) e i soliti tenutari di famiglia (possibilmente al vertice di organizzazioni/ associazioni/enti in costante rapporto con la politica e le istituzioni).
    Immancabili infine i rappresentanti della comunità albanese, giusto per avere un tocco di radical chic e in ottemperanza del boldriniano principio del buonismo e del politicamente corretto.
    Colpisce il fatto che i sostenitori del ‘sì’ dotati di un minimo di intelligenza si sono tenuti a debita distanza da questo penoso prassi dei firmatari. Ad esempio, l’avv. Sarteschi, l’unico in grado di motivare nel merito le proprie ragioni, senza il demagogico allarmismo e senza evocare catastrofi. Che poi lui non è nemmeno renziano… pensa te quanto gli rode a quelli di stretta osservanza.

  3. Il Sì è davvero una invitante e succulenta polpetta avvelenata, pubblicizzata in grande stile su ogni mezzo di comunicazione.
    Pensiamo solo al fatto che il Sindaco di una città possa anche fare il Senatore, per di più senza essere stato eletto per quel ruolo: a meno che Renzi non abbia scoperto la bilocazione avremmo un Sindaco a mezzo servizio (conseguenza logica: o adesso metà del suo tempo lo passa a fare nulla o domani coprirà frettolosamente entrambi gli incarichi, per di più uno coperto da immunità parlamentare).
    Inoltre qualcuno mi spieghi cosa c’entra il triplicarsi delle firme necessarie per presentare una legge di iniziativa popolare: sapete che dal 1979 a oggi soltanto 3 delle 260 presentate alle Camere sono diventate legge? Appena l’1,15%! Qual è il motivo di tale modifica se non quello di ridurre i già esigui spazi di partecipazione popolare?
    Un ottimo riassunto delle conseguenze del Sì è in questo link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/10/11/referendum-costituzionale-2016-i-quesiti-tradotti-in-italiano/3090180/#foto
    Cambiare non sempre significa migliorare. Sicuramente non in questo caso.

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