referendum. UN VOTO SOCIOPOLITICO PER LA ‘MATTEXIT’

Nelle sezioni del Pd sono state congelate le valutazioni post-referendum? Lo scout di Rignano «avrebbe voluto fare strame dei principi costituzionali “erdoganizzando” il Paese, ma alla fine come gli zufoli di montagna, partì per zufolare e tornò a casa zufolato»
«E ora? chi asciugherà le mie lacrime?»
«E ora? chi asciugherà le mie lacrime?»

PISTOIA. Ci ha fatto piacere leggere su l’Unità la struggente lettera di dimissioni del compagno Antonio Sinibaldi di Buggiano, amena località pistoiese, resa celebre dal genuino atto di protesta di un comunista molto deluso.

Siamo ancora convinti che la forte dose di mistificazione predicata dal Bomba nella più estenuante campagna elettorale della storia sia stata davvero insopportabile: avrebbe voluto fare strame dei principi costituzionali erdoganizzando il Paese, ma alla fine come gli zufoli di montagna, partì per zufolare e tornò a casa zufolato. E con un 20% di scarto, non noccioline!

Grave è, come dice Marco Travaglio, che l’analisi sui contenuti delle riforme siano state guardate in modo superficiale dalla massa dei media, tenendo un occhio chiuso sull’intera campagna: ma ciò non è contestabile per Linee.

La pos-tverità sulla Mattexit è stata definitiva avendo permesso di tirare un sospiro di sollievo all’intero Paese che ha espresso un voto carico di una forte “valenza socio-politica”: gli italiani hanno riconosciuto la millanteria e la spregiudicatezza del Bomba, e hanno scelto nell’unica maniera giusta: un bel… ciaone!

riccardo Trallori--
Ticcardo Trallori, Segretario provinciale Pd di Pistoia

Ciò che è storicamente vero e obiettivo, cioè dimostrato e scientificamente certo, viene però ancora mistificato e adattato al contesto territoriale, con l’intento di ribaltare la storia.

In molte sezioni o sottosezioni del Pd è già iniziata la sceneggiata sull’analisi con delle revisioni “morbide”, prive di critica (guardando al dito, non alla luna) e – sopratutto nelle roccaforti comunali guidate dal Pd – si ribadisce l’autenticità dell’espressione referendaria del in tre sole regioni, Toscana, Emilia Romagna e Trentino Alto Adige. I più furbi d’Italia?

Questo, come se fosse una nota distintiva di merito: cioè guardando il mondo a testa in giù secondo un incredibile paradigma che recita così: nelle altre 18 regioni del No, le amministrazioni governerebbero male – seguendo questa arguta analisi politica –: per questo hanno vinto i negazionisti. Quando si dice cazzate

Fa male il segretario provinciale Riccardo Trallori ad argomentare fumosamente sull’affermazione regionale, provinciale e comunale del , sottolineando la varietà (peraltro definita variegata e non più, come al solito, accozzaglia…) dei soggetti del fronte del No.

Le parole sono pietre
Le parole sono pietre

Si preoccupasse del compagno Sinibaldi che, ci permettiamo di osservare, non sarà solo né ultimo.

Alcuni rumors fanno intendere che l’azione di forza imposta da Renzi nel Pd espone il partito a un alto rischio di una diaspora o di una diarrea che avrebbero effetti dirompenti nella frammentazione del panorama dei gruppi parlamentari.

Ci hanno pensato i vari segretari tosco-emiliani, tutti molto delucanizzati che si fanno coccolare nelle loro sezioni locali in un consueto balletto di autoreferenzialità?

Ai vari segretari territoriali, ci permettiamo di suggerire un compitino molto pedagogico e di poca fatica: prendano in mano la riforma della Boschi e facciano il giro delle sezioni, leggendola e commentandola (ottimo l’articolo 70) alla gran parte degli oltre 13 milioni di favorevolisti.

Forse capiranno bene e meglio, se vero è che repetita iuvant.

[Alessandro Romiti]

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2 thoughts on “referendum. UN VOTO SOCIOPOLITICO PER LA ‘MATTEXIT’

  1. Allora ragazzi…qui si mena il can per l’aia. Voi non capite il vero dramma…guardate che tutta la gramigna sparsa per la zona è morta stecchita da domenica notte. Guardate che qui c’è un sacco di “terremotati” che si accingono a sfollare dall’ex carro del vincitore! Qui ci sono senatrici di chiara fama e consiglieri regionali che ora sono alle prese con un dilemma terribile: andare subito dal mago Otelma per capire chi sarà il prossimo da omaggiare o aspettare e vedere se con un mezzo colpo di stato quell’altro e la boscaiola restano in piedi?
    Massimo Scalas
    Ps.che voi sappiate, possiamo trasferire Napolitano a Budapest con 60 anni di ritardo?

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