REGIONALI 2015 & PD. «CARA SABRINA… PÈNSACI BENE!»

Sabrina Innocenti, candidata Pd alle Regionali per la Montagna abbandonata
Sabrina Innocenti, candidata Pd alle Regionali per la Montagna abbandonata

SAN MARCELLO-MONTAGNA. Non sembri strano se, dinanzi a ripetuti e talvolta non condivisibili attacchi ad personam, spezzerò una lancia a favore della candidata del P[partito] D[democristiano] Sabrina Innocenti.

È pur vero che si tratta di un partito che già da prima della caduta del muro di Berlino (9 novembre 1989) aveva in mano i nostri destini e anche nei prossimi cinque anni reggerà le sorti della Regione Toscana e quindi nostre (purtroppo, ma siamo curiosi di vedere con quale percentuale…) e, non trattandosi di un circolo di bocce, certi giochetti, elaborati già da tempo nelle segrete stanze nelle quali, così si intuisce da una telefonata del Prof. Bartoli, la scorta di merda è parte integrante dell’arredamento, fanno letteralmente schifo.

Però, onestamente riconosciamo che così si fa politica in Italia e non solo nel partito del rosso-Rossi e del bomba-Renzi, anzi s’ha da dire che certe devianze sono tipiche del contagio democristiano subite da questo carrozzone chiamato Pd.

La cosa che fa un po’ senso è l’uso spregiudicato di giovani, come la nostra amica, sacrificata sull’altare delle logiche spartitorie che hanno partorito gli attuali candidati; la stessa raccolta delle firme a sostegno, pochissime in Montagna e tantissime nella Valdinievole, la dice lunga sull’amoralità che la politica esprime in percentuali paurose.

Sabrina Innocenti. Lo striscione di S. Marcello
Sabrina Innocenti. Lo striscione di S. Marcello

La Sabrina Innocenti giustamente si risente (vedi) verso coloro che la ritengono una sacrificale pedina di giochi ben più grossi di lei e ci meravigliamo che qualche amico, compagno o parente non l’abbia messa in guardia dal divenire l’ultima ruota del carro.

Come si fa a non provare un po’ di tenerezza (politica) dinnanzi alle sue rimostranze postate sul suo facebook attraverso il quale dichiara tranquillamente di non sentirsi affatto una pedina e che le firme (vedi Le firme di Sabrina Innocenti) a sostegno della sua candidatura, provenienti non solo dalla Montagna, testimoniano la sua popolarità sul territorio?

Forse, però, qualcuno lo sfogo su facebook della Sabrina Innocenti avrebbe dovuto controllarlo e “limarlo”, perché quando questa ragazza afferma “la mia volontà forte è e sarà quella di creare sviluppo in un territorio, quello montano, il mio, che per troppo tempo è stato lasciato a se stesso” sembra quasi che la Montagna Pistoiese, in questi ultimi settant’anni, sia stata diretta da alieni e non dal Pci, Pds, etc. etc.

Addebitiamo il tutto a un lapsus giovanile che però dimostra una limitata conoscenza storica e politica del “suo” territorio.

Sabrina Innocenti, Segretaria comunale Pd di San Marcello
Sabrina Innocenti, Segretaria Pd di San Marcello

Il grave del suo argomentare è però altro, bastevole per chiederle di ripresentarsi a settembre, a riparare una affermazione che ci fa persino dubitare sull’autore, laddove si dichiara anche che, se eletta, si impegnerà per garantire il turn over al Pacini di San Marcello, reparto di Medicina.

Cosa significa questa frase se non che, prossimi alla pensione i medici di quel reparto, “anche quel reparto” sarà gestito da medici peripatetici e non-stanziali? È una voce dal sen fuggita o, purtroppo, l’ennesimo colpo a quel poco che di sanità è rimasto al Piot di San Marcello?

Questa affermazione, gravissima, meriterebbe una ufficiale smentita ed è ciò che ci attendiamo dalla Sabrina.

In fondo, con queste brevi considerazioni, offriamo di cuore alla Innocenti una possibilità di esternare il suo vero sentire sull’argomento e, un po’ di visibilità elettorale.

E se anche lei, così giovane e carina, si fosse già del tutto convertita al libero mercato ed alla proprietà privata (che non è più un furto), senza regole, senza princìpi e senza socialità, pur volendo rinnegare di fatto il suo ceppo originario, ricordi a se stessa e ai suoi compagni mèntori che oggi, nel 2015, come ci dice Putin, “chi vuole restaurare il comunismo è senza cervello, ma chi non lo rimpiange è senza cuore”.

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