regionali. GIANI SUCCEDE A ROSSI. IL CENTROSINISTRA CONTINUA A GOVERNARE

Giani con gli ex presidenti Rossi e Martini

Con solo una manciata di sezioni ancora da scrutinare, otto punti separano il presidente eletto da Ceccardi (centrodestra), che si ferma al 40,45. I Cinque Stelle raccolgono il 6,4. Proiezioni su futuro Consiglio: Italia Viva entra con 2 seggi, Pd 22. La Lega potrà contare su 9 consiglieri, Fdi su quattro e Forza Italia-Udc su uno. A M5S due rappresentanti. Sinistra Civica Ecologista e Toscana a Sinistra rimangono fuori dalla nuova assemblea 

FIRENZE. Eugenio Giani è il nuovo presidente della Toscana, l’ottavo dal 1970 in undici elezioni. Il centrosinistra si conferma dunque alla guida della Regione. Alle otto di mattina del martedì il dato non è ancora definitivo, ma è come se lo fosse. Nella notte il conteggio si è bloccato su cinque sezioni ad Arezzo città, una a Viareggio e dieci nel comune di Pisa che mancano ancora all’appello: sedici sezioni su 3.937 il cui dato non è stato ancora comunicato, quattro in più per la conta dei voti di lista.

Il vantaggio del centrosinistra è stato comunque netto fin dall’inizio dello spoglio e già alle sette di sera di lunedì Ceccardi aveva ammesso la sconfitta e augurato buon lavoro al presidente eletto. Per l’ufficialità occorrerà in ogni caso attendere la proclamazione da parte della Corte di appello.

Giani, in mezzo a sette contendenti, raccoglie per ora il 48,62 per cento dei voti, pressoché la stessa percentuale con cui fu eletto Rossi nel 2015. Susanna Ceccardi, candidata del centrodestra unito, si ferma al 40,45. Dietro di loro, molto lontani, ci sono, nell’ordine, Irene Galletti del Movimento Cinque Stelle (6,4%), Tommaso Fattori di “Toscana a Sinistra” (2,23%), Salvatore Catello del Partito Comunista (0,96%), Marco Barzanti del  nuovo Partito Comunista Italiano (.0,9%) e Tiziana Vigni del Movimento 3 v (0,43%).

Giani dilaga nel fiorentino e a Siena, primeggia a Livorno, a Pisa (anche nel comune di Cascina dove nel 2016 Ceccardi è stata eletta sindaco nel 2016) e a Prato, che è la prima provincia a ultimare lo spoglio.

La candidata presidente del centrodestra vince di misura nel pistoiese e risulta la più votata nell’aretino, nel grossetano e a Massa Carrara, saldamente prima con oltre il 50 per cento in provincia di Lucca.

Alta l’affluenza, o meglio in ripresa rispetto al trend degli ultimi dieci anni. Alle urne alla fine si è infatti recato il 62,6 per cento degli elettori toscani: 1 milione e 870.275 persone. Cinque anni furono molti di meno: il 48,28 per cento e il 60,71 nel 2010. Nel 2005 erano stati invece il 71,4 per cento. Il comune con l’affluenza più alta si è confermato, per questa tornata elettorale, Capolona in provincia di Arezzo: 2.758 elettori alle urne, pari al 78,04 per cento.

Bene anche il voto a domicilio. In 745, molti di più che in altre regioni, hanno richiesto di votare da casa, perché in quarantena o in isolamento fiduciario per il Covid-19. La Regione aveva costituito per questo 69 seggi speciali ‘volanti’ grazie alla disponibilità di medici, infermieri e volontari delle unità di continuità assistenziali Uscar: personale professionalmente preparato per ridurre al minimo i rischi di contagio. 

Quanti ai partiti che sostenevano i sette candidati, nel centro sinistra il Partito Democratico conquista,, con venti sezioni ancora da scrutinare, il 34,71 per cento, seguito da “Italia Viva + Europa” (4,48%), Sinistra Civica Ecologista (2,96%), Orgoglio Toscana (2,95%), Europa Verde Progressista Civica (1,66%), Svolta! (0,32%). Sono complessivamente circa centomila voti in meno rispetto a quelli raccolti dal candidato presidente.

Nel centrodestra la Lega diventa il primo partito con il 21,78 per cento, seguita da Fratelli d’Italia (13,5%), Forza Italia-Udc (4,28%), Toscana Civica per il cambiamento (1,04%), sessantamila voti in meno rispetto ai voti personali di Ceccardi.

Il Movimento Cinque Stelle si ferma al 7,02 per cento.Più indietro ci sono Toscana a Sinistra (2,86%), Partito Comunista (1,05%), Partito Comunista Italiano (0,96%), Movimento 3 v Libertà di scelta (0,43%). Quasi nulla la forbice tra i voti assoluti di lista e per il  candidato presidente tra i Cinque Stelle, significativa invece nel caso di “Toscana a Sinistra” (46.229 contro 39.520, circa il 15 per cento), spia probabilmente di un diffuso voto disgiunto.  

Le schede bianche sono, a scrutinio quasi completato, oltre 51 mila, più numerose rispetto al  2015 quando furono 22.632, e più di 40 mila le nulle (contro le 50.876 di cinque anni fa e dunque in calo).

Sulla base dei voti e delle percentuali fino ad ora comunicate degli uffici elettorali dei Comuni, il futuro Consiglio regionale (41 consiglieri oltre al presidente eletto) sarebbe composto da venticinque rappresentanti della maggioranza (22 Pd, 2 Italia Viva, il presidente Giani) e da 16 consiglieri di minoranza (9 Lega, 4 Fratelli d’Italia, 1 Forza Italia-Udc, 2 Movimento Cinque Stelle).  Cinque anni fa, nel 2015, era finita con 24 seggi al Pd (oltre a quello di presidente), 6 alla Lega, 1 a Fdi, 5 seggi ai Cinque Stelle, 2 a Forza Italia e 2 a “Si – Toscana a Sinistra”.

[fortini – toscana notizie]

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