REGIONE E CGIL-CISL-UIL CONTRO LA SANITÀ PUBBLICA

Rossi & C.: smantellare la sanità pubblica

PISTOIA. Come ormai noto anche nella Toscana “felix” a guida Enrico Rossi, e quindi anche nella nostra provincia, sono peggiorate notevolmente le prestazioni a carico del Servizio Sanitario Regionale, caratterizzato da tempi lunghi di attesa, dalla chiusura dei piccoli ospedali (vedi S. Marcello Pistoiese), dai pronto soccorso intasati, da tempi di visita e delle prestazioni sempre più dilatati, da personale infermieristico e medico sempre più in difficoltà, per non parlare dell’indegno balzello di 10€ per le prestazioni radiologiche e degli esosi ticket.

Tutto ciò ha avuto come ricaduta quella di rendere sempre più convenienti le prestazioni erogate dalla sanità privata, favorita anche dall’approvazione della Legge Regionale n. 84 del 28/12/2015, che all’art. 32 prevede un ulteriore incremento delle convenzioni con soggetti privati.

Come se questo non fosse sufficiente anche i sindacati confederali (Cgil-Cisl-Uil) stanno cooperando attivamente allo smantellamento della sanità pubblica. Infatti questi sindacati, invece di costruire vertenze in difesa della sanità pubblica, si apprestano a gestire quote del welfare mediante l’attivazione di fondi privati per la sanità integrativa, la cui gestione (come già avvenuto per i fondi pensione) sarà affidata a enti bilaterali con rappresentanti delle associazioni padronali e dei sindacati confederali.

Infatti, in linea con quanto previsto dalla legge di stabilità del 2016 che prevede di attivare mutue private per i lavoratori in esenzione di contribuzione e imposizioni fiscali, è stato recentemente firmato dai sindacati confederali il contratto dei metalmeccanici (che come sempre farà da battistrada a tutti i contratti, sia pubblici che privati) in cui vengono inglobati negli aumenti contrattuali 12 € mensili (tanto per cominciare!) a dipendente per la sanità integrativa, con la costituzione di un ente bilaterale (Meta’ salute).

Così, oltre a danneggiare la sanità pubblica, il diritto alla salute previsto dall’art. 32 della Costituzione diventerà sempre più funzione del lavoro, mentre precari e disoccupati potranno al massimo ambire alla carità pubblica. A questo proposito, non è certo un caso se le mutue private, dopo la legge di stabilità e in previsione dei rinnovi contrattuali, sono passate dalle 209 del 2014 alle 360 attuali.

Quindi non è più sufficiente organizzare la protesta solo sul versante strettamente politico, il cui fine è quello di liberare il più possibile il capitolo di spesa per la sanità a favore del privato, ma anche contro quei sindacati che, con l’istituzione dei fondi sanitari integrativi, contribuiscono a togliere risorse al Servizio Sanitario Nazionale, consegnando la sanità pubblica al capitale privato tramite mutue e assicurazioni.

Confederazione Cobas Pistoia

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