REGIONE E TERRITORIO, LE PREOCCUPAZIONI DELL’ANVE

Il piano paesaggistico toscano immobilizza le varie aree in una visione superata della campagna quando invece il settore vivaistico da sempre svolge funzione di tutela ambientale
Marco Cappellini
Marco Cappellini

FIRENZE-PISTOIA. “Avendo raccolto i segnali di allarme che arrivano dalle centinaia di aziende del distretto vivaistico pistoiese – scrive Marco Cappellini, Presidente dell’Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori – l’Anve non può che esprimere delusione e dissenso verso un documento di programmazione del territorio che contraddice palesemente molte altre leggi e strumenti urbanistici ed economici esistenti relativamente al settore del vivaismo”.

Anve rileva un’impostazione ideologica e conservatrice del documento nel rapporto tra vivaismo e paesaggio, mettendo in contrapposizione questi due aspetti in modo anacronistico.

Le imprese vivaistiche, infatti, si sono evolute a modello di riferimento per la produzione mondiale di piante ornamentali e, nella maggior parte, sono dotate di certificazioni ambientali e di ecoefficienza che ne rappresentano un’eccellenza a livello nazionale.

Da un punto di vista paesaggistico, l’attività vivaistica ha consentito il mantenimento di vasti spazi di area aperta non urbanizzata. La cultura dell’imprenditore vivaistico ha a cuore la tutela del paesaggio perché questo rappresenta il territorio dove vive con la famiglia e dove mostra le bellezze della propria produzione.

Il piano paesaggistico presentato immobilizza il territorio in una visione superata della campagna quando invece il settore da sempre svolge funzione di tutela ambientale, con un’estrema variabilità di coltivazione (più di 5000 specie di piante, pieno campo, specie da siepe, alberature di pronto effetto) con cicli di produzione anche molto lunghi che hanno anche una funzione ecologica, con funzioni favorevoli anche per la fauna, l’assorbimento di CO2 e la mitigazione del clima.

Vivai
Vivai

Il piano paesaggistico, infine, va così ad incidere sulle prospettive di ripresa di un settore, colpito come gli altri dalla crisi economica internazionale, che rappresenta 30% del pil agricolo della regione Toscana ed è leader a livello internazionale per qualità del prodotto e forza del distretto. Un settore che, solo nel distretto pistoiese, dà lavoro a 10mila addetti tra aziende e indotto, senza considerare i riflessi sull’intero tessuto economico locale.

Le previsioni contenute nel piano bloccherebbero le possibilità di crescita del settore e imporrebbero vincoli e obblighi generici, senza tenere conto delle specificità della produzione e delle caratteristiche socio-economiche del settore. Tutto questo a distanza di pochi mesi dall’approvazione della prima legge regionale sul vivaismo, dove invece si riconosce l’importanza di questo settore per la Regione Toscana.

Ci auguriamo, quindi, che la discussione in Consiglio Regionale determini gli opportuni cambiamenti al piano paesaggistico presentato dalla Giunta e ci rendiamo disponibili ad un confronto che, a nostro parere, avrebbe dovuto essere preventivo rispetto alla stesura del piano stesso”.

[anve toscana]

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