regione toscana. LA POLITICA DEI FICHI SECCHI

Referendum dei fichi secchi ToscanaPISTOIA-MONTAGNA. Gli abitanti della Montagna Pistoiese, chiamati a esprimersi il 28 e 29 novembre sulla fusione di Cutigliano con Abetone in un unico comune, ed il 17 e 18 aprile per la fusione di San Marcello con Piteglio, faranno bene a valutare la loro scelta.

Anche se la loro scelta conterà come il due di briscola, essendo il referendum meramente consultivo e non vincolante: primo vulnus alla partecipazione attiva del cittadino, il quale potrà “liberamente” votare, sapendo, però, che il suo voto non conterà un fico secco nella valutazione generale che la Regione Toscana poi attuerà.

Peccato che analogo comportamento la Regione non abbia attuato di fronte allo smantellamento della Sanità in Montagna, effettuato con premeditata e pervicace risolutezza, in attesa che anche il reparto di Medicina, con i medici lì operanti e prossimi alla pensione, venga ridotto o addirittura annientato.

Peccato anche che questi referendum si caratterizzino per il “taglio” mercantile e la promessa di “elemosine” da elargire nel caso di una fusione senza la certezza che i benefit in danaro siano poi veramente elargiti, dato che, come tutti i cittadini della Montagna sanno e hanno sperimentato sulla loro pelle, i servizi essenziali, a cominciare dagli uffici postali e dalle banche, hanno preso ben altre strade, e i finanziamenti “dovuti” alla Montagna per la viabilità, la forestazione, l’indotto commerciale con adeguati sgravi fiscali, siano P[erciò] rimasti nel monDo dei sogni.

Nel frattempo vorremmo sapere se i Bim sono stati pagati, riscossi e utilizzati; vorremmo sapere se il tanto decantato interessamento per la Montagna si sia sostanziato in leggi e disposizioni atte a favorire la ripresa e, in buona sostanza, la rinascita della Montagna.

Solo un piccolo esempio: sappiamo che un’industria fortunatamente attiva della nostra Montagna, e Pracchia lo è, per forza di legge paga circa €. 150mila annui di aggio al Comune di Pistoia. Risulta a qualcuno di voi che tale somma sia stata impiegata sul territorio? Se qualcuno sa, per cortesia, ci faccia sapere.

L'ospedale di San Marcello, ma meglio Piot... potenziato
L’ospedale di San Marcello, Piot… potenziato

Il lecito dubbio che queste fusioni, che verranno comunque fatte, contribuiscano solo a disintegrare quel poco di “memoria storica” che ogni Comune si porta dietro, è assai verosimile e, dato che il mondo odierno si basa solo sul denaro, è lecito chiedersi cosà sarà del “domani” di questi territori e dei loro abitanti.

Confluiranno inesorabilmente nell’area vasta, poi in quella metropolitana e da questa nell’area megapolitana per poi finire miseramente nell’inesorabile necropoli senza connotati, senza anima, magari “usata”, attraverso strumenti di futura generazione, a “ricarburare” di ossigeno e aria fresca la Piana e i suoi impianti che vendono diossina ed inquinanti?

Fantasia? Quando eravamo ragazzi anche la conquista della Luna appariva fantasia… Tornando con i piedi per terra, continuiamo a pensare che fusione a due, a quattro o unione dei Comuni, tutto riconduce alle chimere pecuniarie fatte intravedere dalla Regione e dai consiglieri regionali, gli ascari di turno.

Sarà un voto di merito sul futuro assetto territoriale o una sirena portatrice di euro, che se poi andiamo bene a vedere, per quanto riguarda le necessità della Montagna, è pura elemosina?

Onestamente non sapremmo dire quale sia la scelta migliore, se appoggiare il referendum per la fusione o il contrario. Di una cosa però siamo certi: ovvero il P[artito] D[isfatto] è ufficialmente compatto per la fusione dei Comuni.

Se è vero, come è vero, che il P[artito] D[emenziale] sta riducendo questo territorio che qualche “nostalgico” chiama ancora Patria a quel che vediamo quotidianamente, forse tenersi strette le proprie abitudini, le proprie tradizioni, la propria storia, le proprie usanze e i propri Sindaci e Consiglieri che stanno vicini alla loro gente e con i quali, volendo, si può anche andare a litigare, potrebbe essere cosa buona e giusta.

Comuni in con...fusione?
Comuni in con…fusione?

Quando si afferma che unire le municipalità significa risparmiare soldi della politica, se qualcuno si arrabbia di brutto ha proprio ragione. Tagliare due Sindaci su quattro con relativi assessori e consiglieri significa risparmiare? Un dirigente dell’Asl 3 prende annualmente quanto prendono quattro sindaci, relative giunte e consiglieri di quattro comuni montani!

Data per scontata la buona fede dei “duellanti”, quelli favorevoli e quelli contrari, una cosa certamente tutti comprendono: questo referendum è un diversivo per non affrontare come Unione dei Comuni problemi che riguardano tutta la Montagna e che, per legge, con un po’ di buona volontà si potrebbero e si dovrebbero affrontare.

Con quali denari? Magari con il patrimonio della defunta Comunità Montana, applicando il vecchio principio del “compro-baratto-vendo”.

Intanto tenete d’occhio la Medicina dell’ex Ospedale di San Marcello. Se veramente i due medici andranno in pensione, si comincino a preparare le barricate perché, sicuramente, anche questo reparto resterà solo nominalmente tale.

Altro che referendum e partecipazione popolare!

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento