regolamento (denojanti). ALLA VITA O ALLA MORTE!

Il motto risorgimentale bene si attaglia al clima di dura contrapposizione tra due schieramenti. I Sindacati confermano le violazioni attuate, mano militare, dalle amministrazioni. Un atteggiamento di prevaricazione che emerge con spietatezza e un pugno di ferro del capogruppo Manetti e della Presidente Galardini, inesorabili
La commissione Capigruppo ha visto esacerbare le posizione di scontro

MONTALE — AGLIANA. Nella vicenda del Regolamento s.a., ovvero la sua approvazione in Consiglio prevista per questa sera, siamo finalmente al capolinea: stasera la falange romana del Pd, approverà il Regolamento s.a., incurante delle ripetute violazioni procedurali, contestazioni ed eccezioni ricevute in ben 10 pagine di tre Organizzazioni sindacali.

Si respira un’aria da “resa dei conti”, in una questione che è divenuta “alla vita o  la morte” (politicamente intesa) per la salvaguardia del prestigio dei potenti personaggi sul proscenio e le relative categorie correlate, con i vari collegati beneficiati.

È questa una contrapposizione diretta del bene contro il male, con spaccature fratricide nel calderone del vecchio Pd contro il nuovo (i cani contro gatti o il bianco e nero).

Il frontespizio della 10 pagine di “criticità” al nuovo testo di Regolamento che sarà approvato stasera

La rissa è forte, esacerbata in una contrapposizione lacerata nelle negazioni alle elementari regole di correttezza e prudenza, abbandonata alla spietata contrapposizione di ruolo, con apparizione di soldati colonnelli e generali. Insomma il Regolamento S.a. è diventato un autentico psicodramma per una sceneggiatura di Dario Argento.

La denuncia di “criticità” di ben tre sindacati su quattro, ci giunge in un documento del 18 Dicembre, dove si denuncia la perversa ripetizione di violazioni alle elementari regole di esercizio del confronto democratico: questa sera, con l’alzata di mano, il Consiglio chiuderà la partita a meno di eventuali “sorprese”, sempre pronte.

Ieri sera, la questione della necessità di un invio della discussione del punto 10 in Consiglio è stata ribadita da tutti i membri di opposizione, inclusi anche Guercini e Bartoli che – in un momento di resipiscenza – hanno contestato le pesanti irregolarità sul procedimento di esame del Regolamento s.a. e la disponibilità di ben 10 pagine di contestazioni di merito, tutte da esaminare.

L’ultima pagina delle critiche formulate in urgenza di solo 72 ore dalla disponibilità del Regolamento

Il Capogruppo Matteo Manetti, da buon soldato, si è richiamato alla sua rappresentanza di maggioranza e ha impegnato la Presidente pro tempore Serena Galardini (subentrata al Presidente ipoudente e ipovedente Fabrizio Nerozzi) a stabilire definitivamente un niet alle richieste di rinvio: questo regolamento s’ha da approvare, contro tutti e tutto!

A niente rileva se non sono trascorse le necessarie 48 ore lasciate di prassi per la formulazione di emendamenti: la Galardini ha riferito che “ci sono”, perché decorrono dalla consegna del Regolamento s.a. finale, quello ultimo da presentare in Consiglio per la sua formale approvazione e non dalla chiusura della Commissione congiunta del Martedì 18.

Basta così. Il “percorso è finito” ha più volte detto l’irsuto capogruppo Pd che ha ribadito l’intento di una preminente valutazione politica sul contestato documento dentro al quale – dicono le organizzazioni sindacali – “permangono criticità ed è quanto meno, utile e necessario proporre emendamenti al nuovo testo predisposto” (pedissequo lettera del 18).

La lettera di denuncia delle criticità sul Regolamento: ignorata!

A niente rileva – ha ben spiegato Manetti – se la Giunta Regionale dovesse pronunciarsi sulla priorità del DPGR 6/r che annullerebbe il tutto: il Consiglio comunale è sovrano sul territorio (Matteo, fatti dare due ripetizioni di ordinamento dello Stato da nuora-in-comuni che ci sembri confuso. Ricordati che non basta essere bravi e ubbidienti soldati, sei in un sistema democratico, non in un regime staliniano!)

Ma è proprio vero che il “percorso è finito” o si apre stasera una nuova fase, cioè quello dei ricorsi amministrativi e delle liti con i dipendenti soffrenti e vessati (quelli più stagionati, come Di Filippo e Giorgi, hanno già abbandonato il Comune Rynocommissariato), con i costi a carico dei cittadini?

[Alessandro Romiti]

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