regolamento (denojantri). IL CONSIGLIO DELLA VERGOGNA

Bocciata la mozione per l’istituzione di una commissione d’inchiesta sull’affaire del contestatissimo regolamento. Rino, abbandonato e isolato, si difende accusando l’opposizione di una congiura destabilizzante. L’opposizione di Guercini e Bartoli si accorpa al Pd e si “oppone” alla trasparenza e la legalità, astenendosi
Anche la stampa organica ha trattato la vicenda

AGLIANA — MONTALE.  Diceva Seneca “la conoscenza è il Bene, l’ignoranza il Male”; giovedì 28, al consiglio comunale è stata affermata 12 contro 2, la “non conoscenza” degli atti, cioè l’ignoranza, dimostrando lo sbando dell’Amministrazione e l’isolamento del Commissario Fragai nel Pd.

Questi, era entrato a “gamba tesa” con un regolamento che era stato posto in Commissione per l’approvazione urgente, salvo poi essere smentito dalla maggioranza dei dipendenti di Polizia Municipale e dunque abbandonato su un binario morto da oltre quaranta giorni. What else?

Dopo l’illustrazione della mozione da parte dai consiglieri di opposizione Benesperi e Baroncelli, hanno parlato gli altri tre capogruppo, ma nessun intervento è stato portato dagli altri consiglieri del Pd sull’impegno di Fragai e il suo comportamento: nessuno l’ha difeso ed è sintomatico che anche il Pd non ne possa più di lui, dopo che ha tentato di attribuire – ai due lucidi membri di opposizione proponenti – la responsabilità di aver “destabilizzato la pace all’interno del Comando di Pm”.Il mondo alla rovescia di un Pd senza pudore o vergogna che disconosce i documenti e li nega a prescindere, accusando altri delle incapacità della Cgil.

Dai banchi della maggioranza, nessun commento a favore di Rino: silenzio totale.

Intanto che il “Regolamento de denojantri” è rimasto congelato, all’interno del Comando di Polizia Municipale si è aperta una lotta intestina, silenziosa e senza esclusione di colpi, la responsabilità è altresì del manovratore Fr(e)gai, della assenza della Nanni e della Cgil Fp che si è defilata dall’esercizio dell’azione sindacale (quella di tutela e interesse dei lavoratori), anche con la manipolazione di atti scritti e non firmati, poi smentiti per la tutela di pochi “addetti”.

Oggi le Rsu sono riallineate in una lettera del 6 novembre dove si dice (la pubblichiamo) “si potrà fare tutto per tutti: diteci !”.

Sembra di essere in un fumetto disneyano dove i verbali e le dichiarazioni dei dipendenti sono annacquate e ignorate, dando precedenza a una lettera retorica, illogica e tardiva, solo improntata all’intimidazione liquida, con le Rsu comunali che hanno giocato con la dignità del personale del servizio associato di Pm.

 

Il testo della lettera congiunta delle Rsu è una dichiarazione di incompetenza e incapacità

La ridicola lettera con intestazione, data e firma congiunta. Anche leggibili (Potere della stampa libera)!
Bartoli si astiene, negando la legalità e trasparenza, entrambe tradite

Il M5s ha fatto il resto nel soccorso al “Commissario inceneritorista”, esordendo con una patetica e molto retorica dichiarazione di voto, rinnegando – purtroppo è così – gli istituti fondamentali della “trasparenza e legalità” funzioni must dei pentastellati d’Italia.

Il capogruppo Bartoli ha detto che vuole affermare il “bene dei dipendenti” e dunque viene da chiedersi se ha letto gli atti e il verbale del 7 scorso, nel quale si affermano chiare violazioni ai princìpi sindacali di legalità e costituzione, oltre che di buon senso del pater familias.

Bartoli, non ricorda di aver visto i pareri “ufficializzati” dal Rinocommissario il 9 ottobre (eppure era presente anche lui) e non vuole giudicare la natura dei documenti (il parere gratuito delle Rsu), limitandosi a leggerlo e a prenderne atto: complimenti.

L’Avv. Rachele Santini presidente della Commissione 1

L’atto delle Rsu di Agliana c’è, perché l’ha consegnato a mano la Presidente “nuorainComuni”, anche stimato Avvocato Rachele Santini, in pieno funzionamento della Commissione 1 congiunta. Dunque se gli mancavano i timbri, le firme alla data, perché La Santini lo produsse e il Bartoli non lo contestò, in diretta, il 9 sera?

Insomma, un Consiglio allucinatorio, ricordando Kundera, ci viene un commento da paradigma dei fatti vissuti per la insostenibile pesantezza della negazione.

Il capogruppo Guercini conferma che è dimostrata “la malagestione del regolamento” e che non ha visto alcun contributo diretto della dirigente Nanni: c’ha ragione, la dirigente associata è scomparsa dal radar dei commissari. Chissà perché?

Il comandante Paola Nanni: scomparsa dalle riunioni

È dunque vero – come si dice nei corridoi – che lei lo ha solo proposto, ma non redatto. What else?

Della Nanni, serve il “punto di vista” che è cosa necessaria – dice Guercini – senza di lei non si va avanti, non si potrà dunque  esimersi dalla partecipazione alla prossima commissione, rispondendo alle domande dei commissari e, perché no (!) spendere anche qualche parola sulla valanga di documenti pubblicati da questo giornale.

Lo comprendiamo il compagno Alberto: la cacca più la tocchi, più puzza e Guercini dimostra dunque che la reticenza “paga”, ma questa volta la reticenza è anche sua: complimenti.

Guercini, invoca una supplementare commissione consiliare (perché quella del 9 Ottobre che cosa era?) e non una “Commissione d’indagine”: che è forse troppo accurata? Un trionfo di contraddizioni, indotto dalla necessità di fare una solo apparente critica al regolamento (e dunque alla cordata dei comunisti collegati) senza spararsi su di un piede (vedasi clan dei blimundiani) in un esercizio di acrobazia argomentativa che non ci sembra affatto riuscito e che non potrà arginare il fiume delle contraddizioni e falsità propalate in quantità industriale.

Da sinistra Baroncelli e Benesperi i promotori, in nero l’astenuto Lafranceschina, alfiere della legalità.

Manetti, capogruppo Pd, ha denunciato la relazione dei due consiglieri di opposizione come prolissa (e dire che l’hanno ridotta di metà) ma non è entrato nel merito della “Commissione d’indagine” facendosi scudo della illogica lettera della Cgil Fp che minacciando gratuite azioni legali (senza citare il nome dei “legali”), contesta le valutazioni (senza dire quali). Infine lo struggente richiamo del Pd a un gesto di responsabilità e fiducia all’Amministrazione, nonché all’assessore Fragai.

Manetti ha però ricevuto le dure proteste di Benesperi sulla circostanza di avere mancato di istruire il regolamento e dunque di procedere allo sviluppo dei pareri legali (la D’Amico ci ha confermato che “non ha fatto niente,  che nessuno glieli ha chiesti” anche se dovevano essere dati in due/tre giorni, come disse Rino) sollecitati per le modifiche del famigerato Regolamento sa di Polizia.

L’irsuto capogruppo, sembra non aver capito che il neo-servizio associato non è stato posto in difficoltà dai due consiglieri di opposizione ma è altresì già fallito, per il maldestro tentativo di manipolazione, introdotto dal manovratore commissario.

Nella prossima puntata presenteremo la sbobinatura delle predicazioni del Commissario Fragai durante la Commissione del 9 ottobre: ’nachiavica direbbe Totò!

[Alessandro Romiti]

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