regolamento (denojantri). LE RIDICOLE MINACCE DELLA CGIL

Non si fanno intimidire i due consiglieri di opposizione Benesperi e Baroncelli che hanno presentato la mozione sulla commissione d’inchiesta. La Cgil arriva con una scomposta lettera di minacce che pubblichiamo integralmente

MONTALE — AGLIANA. La lettera è stata inviata anche ai Sindaci e a Consiglieri tutti ma che, a nostro parere, è un toppa peggiore del buco.

Dopo tanti appelli rivolti da questi schermi, alla segretaria Silvia Biagini non  manca la “faccia tosta” di arrivare nel teatrino con una lettera minacciosa che è incomprensibile e illogica, dunque ridicola, viste le note documentate trasmesse dalle sue delegate alle Rsu di Montale, Daila Monfardini e di Agliana (oggi dimessa) Amalia Vuono.

Le due, vogliono forse le scuse dei colleghi, dopo che li hanno “traditi” mancando di esercitare la loro funzione di controllo e valutazione degli effetti dell’articolo 8 del regolamento (e non solo): è questo il mondo alla rovescia della Cgil.

Dov’era il nobile sindacato pistoiese fino a oggi, dopo che le due delegate hanno detto che “andava tutto bene” (sul famigerato regolamento): forse il sindacato, interviene arroccandosi a difesa dell’ex segretario oggi assessore (nochè  Rinocommissario) e per fare questo, mette in pista niente di meno che “i loro legali”.

Già sindacalista, oggi Commissario dem

Dimentica la Cgil o ignora (questo decidetelo voi) che, se nella mozione di domani sera, sono state citate le Rsu dei due Comuni è esattamente per la loro incapacità nell’esercizio dell’azione – appunto – sindacale.

La Cgil, faceva meglio a partecipare alla assemblea dei sindacati riuniti il giorno 7 scorso alla Smilea e assumere una decisione coerente alle esigenze di tutela e garanzia dei numerosi agenti di Pm che sarebbero stati calpestati – nei loro diritti – dal “nuovo e magico” regolamento di Sa.

Il “mandato di rappresentanza” che il duo Biagini — Cappellini della Cgil di Pistoia vedono “limitato” è stato altresì pregiudicato – non dalla mozione della Commissione di inchiesta – ma dall’inerzia e incapacità delle due sindacaliste: due lavoratrici che prestano il servizio di sindacato in modo certamente volontario, ma che lo svolgono in orario di lavoro, ovvero remunerato con i soldi dei cittadini.

Il “volontariato” – se lo imparino le due firme – si fa in modo gratuito e non pagato dai soldi pubblici.

Ancora da risolvere le incongruenze tra le numerose note, scritte in modo informale, poi smentite in modo formale e orale: la lettera del sindacato Cgil è un ulteriore motivo per accogliere e giustificare la mozione sulla commissione d’inchiesta e così fare chiarezza autentica e genuina sulle responsabilità e interessi privatistici dietro a questo “pasticciaccio”.

[Alessandro Romiti]

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