“RENZI VERSO IL VOTO, MA I DATI DECRESCONO”

mario_draghiPISTOIA. La Bce e la Fed stanno per scatenare un casino con provvedimenti che andranno ad impattare per tutto il 2016 e forse anche oltre.

Draghi avverte chiaramente un nuovo rallentamento in vista e i pericoli connessi, e quindi sta preparando un ulteriore espansione monetaria che pare, si baserà su un’ulteriore incremento del Qe, attraverso l’acquisto di titoli anche regionali e comunali e delle quotate pubbliche, nonché un ulteriore abbassamento in negativo dei depositi overnight delle banche presso la Bce (in pratica Draghi aveva dato tanti soldini alle banche perché queste li rimettessero in circolo prestandoli a famiglie e imprese).

Invece i furbacchioni, se li tenevano di giorno per depositarli la notte in Bce e lucrare sugli interessi. Allora Draghi ha portato gli interessi a 0 e in negativo, ma siccome non basta ora renderà ancora più oneroso il deposito in Bce). In pratica la Bce va verso l’acquisto di qualsiasi cosa respiri. Fatto questo le cartucce sono finite.

Ma intanto tutti sono felici, specialmente i governi che vedono le aste dei titoli di stato andare a ruba a rendimenti negativi. In pratica la gente, ma soprattutto i grandi fondi istituzionali comprano rimettendoci (ma secondo voi… sono tutti rincretiniti o fa parte di un gigantesco, disperato, piano per non far esplodere tutto quanto?).

La Fed invece si trova nell’angolo, spalle al muro: ha fatto il suo Qe, apparentemente ha funzionato (l’economia americana viaggia a livelli pre-crisi, anche se sotto il tappeto c’è molta polvere) e ora, prima che l’inflazione si surriscaldi deve, aumentare i tassi di riferimento.

La combinazione dei due eventi, attesi entrambi a dicembre potrebbe essere esplosiva, con un euro che schizza sotto la parità col dollaro, e gli Usa che vanno veloci a soffrire nelle esportazioni per un possibile super dollaro.

Giorgio Squinzi (Photo Roberto Monaldo)
Giorgio Squinzi (Photo Roberto Monaldo)

Ma veniamo a noi. La settimana, piaccia o no a Renzi ci segnala un bel rosso nelle vendite e negli ordinativi industriali, non a caso Squinzi ha lanciato l’allarme per un possibile rallentamento e una richiesta di fare spending review.

Poi segnalo che le vendite al dettaglio in settembre sono passate da un+0.2 a un -0.1% contro un attesa di un +0.5… che strano… eravamo fuori dalla crisi… si vede che la gente non lo sa (lo story telling fa acqua).

Ma le fanfare (silenti su quei dati) hanno in compenso potuto suonare a tutto volume venerdì, quando il dato sulla fiducia dei consumatori italiani, ovvero l’unico dato aleatorio per sua natura (come si misura la fiducia?… come si riconosce un depresso economico?) ha fatto segnare un netto aumento… naturalmente si tace dei dati di cui sopra e del dato sulla fiducia delle aziende, che, guarda un po, è in calo…

Tra l’altro la battuta d’arresto del Pil trimestrale di cui già avevo parlato una settimana fa, ci segnala che difficilmente a fine anno sarà raggiunto il Pil ottimistico indicato da Renzi, quando, grazie al turismo estivo sembrava, che mentre il mondo iniziava a rallentare nuovamente, noi, senza riforme fiscali strutturali e senza tagli agli sprechi, fossimo gli unici, i fuoriclasse, i marziani di Marte, che gridando “me ne frego!” potessimo autarchicamente andare verso un boom economico.

renzi liberoquotidiano--Ultima cosa: Renzi si prepara al voto e quindi discrezionalmente dà mance a destra e sinistra. E le dà in deficit, senza copertura di spesa e senza un minimo di strategia economica di lungo termine. Come spiegare altrimenti i 500 euro ai diciottenni? Perché sì a loro e non ai diciannovenni o ventenni? Se è vero che vuole investire in cultura, perché non destinare quella cifra ai cataloghi delle biblioteche pubbliche o alla dotazione di attrezzature nelle scuole? E gli 80 euro alle forze armate… se non sono brioches allora perché non destinarli alla benzina per le volanti? O ai giubbotti anti proiettili?

Questo modo di elargire al popolo soldi a pioggia è quello che ci ha rovinato, economicamente, culturalmente, moralmente, perché, a causa di queste nefandezze questo è il paese dove non si può più parlare di merito (sarebbe stato bello sentire Renzi dire che dava 1000 euro solo ai più bravi a scuola, a quelli che sono usciti dalla maturità con il massimo dei voti… ma ve li immaginate i benpensanti sindacalizzati cosa direbbero?), questa è una deriva monarchica della democrazia dove ad un piano pluriennale di sviluppo economico, con obbiettivi chiari, coperture certe nel tempo, si sostituisce la discrezionalità dettata dall’umore e dal sondaggio del momento (pare Renzi perda colpi nei sondaggi), con l’uso disinvolto e in deficit del nostro denaro.

Si arriva alla follia, già stigmatizzata a Bruxelles di pensare al taglio dell’Ires per le imprese nel 2017, dunque un provvedimento strutturale, finanziandolo con una cosa straordinaria e contingente, come la maggiore flessibilità chiesta per l’emergenza immigrazione. Infatti in Commissione Ue stanno perdendo la pazienza e vedrete che a marzo avremo sorprese.

Vabbè… sediamoci sulla riva del fiume, e speriamo che il cadavere che passerà non sia quello dell’Italia.

P.s. Renzi dai…! basta con la stupidaggine che l’Isis si batte con la cultura, con i teatri affollati: son cretinate che se poi il teatro te lo fanno esplodere cosa ci racconti dopo ai parenti delle vittime?

E per aggiungere… ultimi dati freschi freschi:

  • – Ipc annuale (indice prezzi al consumo o inflazione che dir si voglia) 0.1% e si aspettavano lo 0.3%
  • – Ipc mensile -0.4% (!) contro un +0.3% del precedente mese.

Sono due dati terrificanti per chi segue e sono indicativi di un mercato stagnante che va nuovamente scivolando indietro. La gente non compra e i prezzi iniziano nuovamente a calare. In questi giorni anche Renzi e soci sono preoccupati ed iniziano a tirare in ballo il terrorismo. Ma sappiamo che sono almeno tre mesi che i dati decrescono… Questo qua ha il terrore ora del voto…

Massimo Scalas

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2 thoughts on ““RENZI VERSO IL VOTO, MA I DATI DECRESCONO”

  1. Aggiungo: ieri come sapete abbiamo avuto altri due dati importantissimi.
    – tasso di disoccupazione sceso allo 11.5% dall11.6% precedente ma….come già il mese scorso la realtà paradossale è che gli occupati diminuiscono ancora di altre 39.000 unità (il mese scorso di 35.000…). E così come già il mese scorso la disoccupazione cala solo in virtù del fatto che sono in aumento gli scoraggiati, che non cercano più lavoro ed escono dalle statistiche. Nel 2015 sono ben 196.000 queste persone scoraggiate. Renzi, no si sa dove abbia preso questi numeri, afferma che comunque in un anno sono più d 300.000 òe persone che hanno trovato lavoro…sarà…forse si è dimenticato di citare queli che l’hanno perso, perchè il saldo complessivo, pur positivo si è assottigliato a soli +75.000 posti creati rispetto ai persi.
    – pil: come si paventava già dal mese scorso, il pil annuale viene rivisto allo 0.8% dallo 0.9 precedente e il trimestrale è fermo allo 0.2% come precedente. Può sembrare poca roba, ma alla fine sono miliardi. E poichè la manovra di stabilità è basata sulla previsione di un pil annuale compreso tra 0.9 e 1% non ci vuole un genio a capire che uno scostamento in difetto si traduce in uno sforamento nei conti pubblici e in probabili manovre aggiuntive in primavera. In questo caso, la cosa per me fastidiosa è sentire che Renzi parla di “un’ISTAT che aveva immaginato il pil allo 0.9%”….caro Presidente…l’ISTAT non immagina, emette dei dati…è Lei che sogna ad occhi aperti e si è così invaghito del suo “story telling” alias “ora ve la racconto tanto bellina” da crederci Lei stesso. Quindi si prenda le sue responsabilità e non dia la colpa alle statistiche.
    PS. comunque se lei fallisce noi siamo in una botte di ferro, perchè a Pistoia abbiamo uno Statista con la S maiuscola, pronto a sostituirla: garantisce la Signora Antonella
    http://www.stamptoscana.it/articolo/diario-elettorale/pistoia-bartoli-assolto-dal-pd-ma-quanta-gogna-immeritata

  2. Renzi direbbe che sono un gufaccio..dati freschi freschi, indice degli acquisti nel settore servizi, giù a 53.4 contro un 54 atteso…vendite al dettaglio nell’area UE in calo al 2.5 dal 2.9 precedente. Oggi Draghi cercherrà di metterci l’ennesima pezza…fino a quando?

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