revenants 2. SUL “PASTICCIACCIO BRUTTO DI VIA DI LECCETO” INTERVIENE DI NUOVO OLIVIERO BILLI, EX-VIGILE EDILIZIO E POI COMANDANTE DELLA MUNICIPALE E CAVALIERE SENZA MACCHIA E SENZA PAURA

Ho fatto due opposizioni alla concessione di condono a due confinanti, ma sia nell’uno che nell’altro caso, il geometrO Franco Fabbri (che sembra un batracide in letargo ed è scomparso dalla circolazione) non mi rispose neppure. A casa vostra usava ed usa così: non così a casa mia. Anche lui, prima o poi, dovrà pur mettere la testolina fuori dalla bolla d’aria in cui si è rinchiuso!

 

Bassanini è stato davvero un drago. Ha messo le palle dei sindaci in mano ai dirigenti-funzionari (di partito). Sono loro che gliele strizzano, ai sindaci; e li fanno muovere come il toro da monta del Morettone (il Mazzanti lo sa dov’era il Morettone: ci passava dinanzi ogni giorno, da piccino)

 

BILLI INSISTE. . .  BILLI GIURA. . .

NON SARÀ CHE HA UN PO’ PAURA?

 


 

Il fu Comandante Oliviero Billi

 

DA DOVE PARTO, stamattina, per illustrare la triste storia del Comune di Quarrata e dei suoi dipendenti ed ex-dipendenti che si muovono tra le carte, le scartoffie e le leggi, con la stessa disinvoltura con cui camminerebbe un briào in mezzo a una piazza vuota?

La precedenza va a un illustre rappresentante della Lega di Agliana, Oliviero Billi; entrato, mi sembra, in Comune a Quarrata all’epoca del sindaco Luciano Caramelli; poi destinato a fare il vigile addetto agli abusi edilizi e poi, per meriti sul campo – molto collaborò con la Sabrina Sergio Gori, la peggior sindaca di Quarrata (anche se lei s’incazza quando si dice: se ne faccia una ragione!) –, passato comandante della polizia municipale: un incarico portato avanti con lealtà e onore, secondo il dettato costituzionale, nei confronti della legge e nel rispetto dei cittadini. Amen!

Fra i suoi alti meriti, di cui si è connotato, rimane – quale sole sorgente sulla Fermulla puzzolente – la copertura, più o meno mafiosa, di quel suo vigile che (lo voglio ancora ricordare per i quarratini che non sanno un cazzo) se ne andava a trombare a Prato, in quel di Iolo e dintorni, con la sua “ganza laniera”.

Sia il Billi, uomo tutto d’un pezzo, che la “peggiore sindaca di Quarrata”, l’inutile Sabrina che a San Marcello puppò i suoi stipendi da assessore inefficiente e inadeguato, lo coprìnno e lo scaldònno e non gli féciano alcun provvedimento, dopo che quel bel tomino di latte fresco, aveva sputtanato a dovere il Comune di Quarrata e i suoi abitanti onesti.

Ma qui – e lo sottolineo – siamo in una realtà (quella italiana) in cui un giudice assolve e reintegra al lavoro un impiegato di Sanremo che va timbrare in mutande; e un nero che, di domenica mattina, si fa una sega in pullman, perdonato perché (nella mente illuminata del giudice) se l’è smanazzato a dovere, ma non erano presenti dei bambini: adulti e donne, invece, sanno bene cos’è una sega e quindi niente rilevava se il nero si segava (dinanzi a tutti)! E questa è l’Italia democratica e progressista.

Ecco. Oliviero appartiene a questo variegato mondo del manico di scopa in culo dei pubblici dipendenti: tutti impettiti come il famoso leone della barzelletta, inculato/impalato dal ciuco; sussiegosi, arroganti, so-tutto-io e… io-so’-io e voi non siete un cazzo (Marchese del Grillo).

Allora sotto, Oliviero, per pelo e contropelo! Pubblico il tuo secondo intervento da “basito” e te lo commento come si fa con i testi, quando si studiano le lingue antiche – non con quelli schizofrenici e bislacchi di quattro diplomati per grazia di dio che poi finiscono in Comune.

Per i lettori. Intervento Billi: in marrone. Commento: in azzurro.

Dice Billi:

Io veramente sono basito a leggere simili menzogne! Ribadisco che non ho mai chiesto a nessuno di essere il prossimo candidato sindaco di Quarrata! Menzogna extramegagalattica. Giancarlo Noci può confermarlo. Chi sostiene questo è pregato di farsi vivo e riferire in quale od in quali occasioni mi ha sentito fare una simile richiesta.

Non basìrti, Oliviero. Ma soprattutto non pretendere che noi, citrulli dozzinali che camminano come zombi in strada, ci basiamo su quel che ci dici.

Hai coperto e difeso il trombatore seriale dei tuoi vigili sostenendo che era tutta una menzogna, pretendi che crediamo alle mozzarelle di bufala che ci getti per farci biasciare la tua verità?

Raccontaci, invece, tutto! Chiarisci tutto e aggiungi anche di quel tuo collega, subordinato, che poteva – non come chi andava a Prato con la macchina dei vigili – trombare comodamente in una casa del Barba di cui usava le chiavi.

Noci con Salvini. Giancarlo, perché resti muto?

Se Giancarlo Noci può confermare che tu non hai mai chiesto di voler fare il candidato sindaco a Quarrata, visto che riceve ogni giorno i miei articoli rompicoglioni, perché non lo fa? Sta zitto, invece, come un ebreo sotto rastrellamento: e poi… o non è lui che vuole ingraziarsi i 15 fanti del Bai? Non è lui che chiede in con[s]iglio comunale di dar loro l’encomio solenne per non aver fatto le multe al Mazzanti e ai suoi giannizzeri in adunanze da Boschi (e da riviere) al San Pietro senza mascherine? O alla Màgia per le cozze d’oro dei quarratini?

Basìsciti meno, Billi, e guarda di tener chiusa di più la tua boccuccia di rosa. Non le reggi le belle figure, credimi!

Detto questo, ribadisco che tutti gli accertamenti da me effettuati sono scaturiti in relazioni agli organi competenti i quali hanno posto in essere i relativi adempimenti.

Detto questo ribadisco che tutti gli accertamenti da te effettuati non sono scaturiti in relazioni agli organi competenti.

In italiano, Billi, una lingua che tu evidentemente non conosci (ma non sei solo: con te c’è tutto il Comune, forse con alcune rade nobili eccezioni che sono messe da parte; e pure diversi giudici togati) nessuna cosa scaturisce in, ma tutto scaturisce da: perché quell’espressione indica la metafora (lo sai cos’è o no?) della fonte che sgorga.

Quanto agli organi competenti (che mi permetto di correggere in in-competenti perché scrivono e mostrano di capire un cazzo di diritto amministrativo, sia pure elementare), dovresti analiticamente indicarli ed elencare anche quali sono stati i relativi adempimenti da loro adottati o – se preferisci – scaturiti dalle loro menti eccelse. Tutto questo perché, caro Billi, io non ho visto un bel cazzo di niente, se non l’esatto contrario di ciò che si sarebbe dovuto fare.

Un esempio banale? Ho fatto due opposizioni alla concessione di condono a due confinanti, ma sia nell’uno che nell’altro caso, il geometrO Franco Fabbri (che sembra un batracide in letargo ed è scomparso dalla circolazione) non mi rispose neppure.

A casa vostra usava ed usa così: non così a casa mia. Anche lui, prima o poi, dovrà pur mettere la testolina fuori dalla bolla d’aria in cui si è rinchiuso, cazzo! Non credi?

Faccio presente che si parla di fatti relativi all’anno 2008. Come mai se effettivamente erano state compiute delle omissioni non sono state denunciate all’epoca?

Caro Oliviero, lo vedi che parli a vanvera? Lo hai sempre fatto. È un tuo massimo difetto. Qualcuno che ti conosce bene, proprio per questo, di recente ti ha descritto (in maniera azzeccatissima) così: «Il Billi era solo un pistolero stanco arrogante dentro la sua divisa».

Che vuol dire se le cose risalgono al 2008? La storia e la verità storica hanno forse delle scadenze? E se siamo dinanzi a veri e propri abusi edilizi, l’illecito penale (sempre che non mi sbagli) non resta sine die (cioè: senza prescrizione)?

Sulla bandiera di Quarrata un Occhione ci sarebbe stato bene…

Ma soprattutto: se nessuno di voi ha fatto un cazzo – com’è avvenuto –, ciò basta a non raccontare che avete favorito alcuni e sfavorito altri come usa, spesso e volentieri, in tutti i Comuni (anche con la bandiera cittadina del Mazzanti) d’Italia?

Caro Oliviero con il viso fiero, lo sai com’è andata? È andata che, con le carte delle mie denunce, tutto l’ufficio tecnico, quello che ora regge il sor Gelli “l’uomo che ride”, vi siete allegramente puliti il culo quando andavate a cacare.

Ad attenuare il tuo disonore, non solo voi comunali: anche diversi giudici del tribunale di Pistoia – di cui parlerò più in qua, con nome e cognome. E le carte ci sono tutte, anche se il sor Perrozzi da Pescina dicono che dica che sono carte false. Quindi: non stringerti la fune intorno al collo più di quanto tu labbia già stretta. Férmati prima!

Dopo 12 anni si tirano in ballo fatti che fin da subito erano stati chiariti dagli organi competenti.

Che cazzo di affermazione fai, signor geometrO anche te? I fatti (come tu stesso li definisci con uno splendido lapsus freudiano) si tirano fuori anche nunc et semper! Anche dopo 212 anni. Citami una legge che lo vieti e ne parliamo – come direbbe quel moscio di Veltroni – serenamente, pacatamente.

Che poi tali fatti fossero stati chiariti, è una tua affermazione: e come tale lascia il tempo che trova e la vergogna che ha generato da parte di gente con stipendio a carico del cittadino smeleggiato.

A questo non pensi, eh? Bravo! Sei logico come il tuo successore Bai che prima multa la gente in via di Lecceto, sostenendo che da un’analisi gli risulta che essa sia una strada vicinale; poi, con una coerenza da comandante di polizia municipale, firma, con il cognato di Dario Parrini, la dichiarazione, evidentemente fasulla, che lì, a Lecceto e dintorni, di strade vicinali non ne esistono. Ma chi ve le ha condonate le scuole superiori e, se del caso, l’università, fino a farvi laureare? Evidentemente delle teste di cazzo!

Effettivamente – ed effettivamente significa “di fatto” – non ne esistono, di strade vicinali e interpoderali: perché vigili, ufficio tecnico e ingegneri hanno permesso sia al sor Perrozzi che all’Agriturismo degli Arancini, al signor Leonardo Bassetti, a chi abita lungo la Vicinale del Rio della Trave, di interrompere strade e di chiuderle dietro a cancellate, a mura e, magari, anche a campi minati!

Ma quando parli, Oliviero, non pensi a ciò che dici? Non rifletti, prima di partire? Fai come la Giulietta Masina in La strada di Fellini, quando si rivolge a Anthony Quinn, il saltimbanco, dicendogli «Zampanò, voi non pensate»?

Io sono in pensione dal 2015 e non sono in grado di rispondere nei dettagli perché francamente non me li ricordo, però sono certo di avere messo in atto tutto ciò che doveva essere fatto sulla base delle mie competenze.

Bella nècca!

 

Mi compiaccio che tu sia in pensione. Se non altro perché non puoi più combinare pasticci e questo è degno e giusto per la gente sulle cui teste volavi.

E tanto per dimostrare che non riesci a pensare in termini logici: come fai a non essere in grado di rispondere nei dettagli perché non ricordi; e, al contempo, essere certo (asserzione assoluta) «di avere messo in atto tutto ciò che doveva essere fatto sulla base delle mie competenze»?

Non noti la palese contraddizione? E se non la noti è, come disse Paolo Grossi – giudice costituzionale – durante una lezione di Diritto Medievale a Firenze, quando una sua studentessa si addormentò in aula e all’improvviso picchiò una terribile nècca in terra: «Signorina, ma se lei mi cade da seduta… la cosa è grave!».

Tutti gli atti relativi giacenti negli archivi comunali possono confermarlo.

E allora è semplice, Oliviero forte e fiero. Invece di girare come una luna intorno al sole della tua compagna, che il primo luglio del 2019 mi minacciò di tagliarmi la gola, prima del consiglio comunale (la risposta fu, se non la ricordi te la rammento io: «Signora, si faccia dire dal su’ marito che a me questi gesti mi fanno un baffo!» e tu, prudentemente, me la allontanasti…); dato che sei pensionato e non hai, in teoria, da fare un cazzo, va’ a Quarrata; fatti aprire l’archivio; passa proficuamente il tuo tempo a rivedere la tua figura e la tua opera negli atti; e poi troviamoci a confrontarci a suon di fogli.

Farai cosa gradita a me e cosa supergradita al sor Perrozzi, che – stando alle segnalazioni – mi accusa di diffondere carte false. Così mi confermi le tue certezze, mi sdubbi e io prendo una conca di cenere e me ne cospargo il capo. Altrimenti, Oliviero, sta’ zitto che è meglio – non per me, per te!

Anche sulla questione del presunto rialzamento del tetto, di cui al telegramma del 1993, pur non ricordando assolutamente niente del problema sollevato, dopo 27 anni credo sia comprensibile, sono più che sicuro che sono state poste in essere tutte le procedure del caso i cui atti, sicuramente giacenti in archivio, possono dimostrarlo in qualsiasi momento.

Quando si parla in questi termini, la cosa più evidente è il tono quasi di sfida che rende immediatamente moralmente colpevole chi parla. Mi sembra di sentire le donnine del Me too e le loro storie di violenze sessuali…

Oliviero col cimiero, la vera chiave di lettura della tua affermazione sta in una parolina che sfugge (e che, sotto il profilo stilistico, si definirebbe parola chiave). Tu parli del «presunto rialzamento» di un tetto.

Quel presunto – che traccia e evidenzia il retropensiero – suggerisce che tu pensi di non dover credere al rialzamento di cui parliamo e al conseguente aumento della volumetria dell’immobile di cui ci stiamo occupando.

Un elefante non può nascondersi dietro un filo d’arba

Tu, caro Oliver (Hardy?), non vedresti nemmeno un liofante drèto uno spàragio, avrebbe detto il mi’ nonno.

Peccato che quel tetto sia ancora lì, intatto in frigorifero, da 27 anni a questa parte – e con tutte le tracce del rialzamento abusivo. E peccato che, di anno in anno, sia prima che dopo la data del mio telegramma, l’istituto geografico militare abbia fatto le foto aeree di cui voi del Comune di Quarrata vi siete sempre serviti per favorire altri (nomi: Meoni-Ferri-Dainelli) che avevano costruito abusivamente una casa in legno senza autorizzazione e senza permesso (me lo hai scritto tu, caro Oliver, in una tua lettera di risposta con tanto di firma – ma ci tornerò sopra anche per i risvolti che riguardano il cognato di Dario Parrini, il famoso senatore Pd).

Allora il termine presunto, caro il mio Billi, è il caso che “tu te lo ponga a giusto loco”! La realtà è quella che è. E che faceste, tra tutti? Sanzionaste qualcuno? Io, veramente, non ne ho mai avuto risposta. Cosa cazzo volete, allora, fra tutti? Chiudermi la bocca? Avanti c’è posto!

E ci sono anche calci a gratis per tutti.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Art. 21 per il silenzio da Fanfulla del Comùn della Fermulla

 

PALLE MASCÈ

Post-Bassanini: trattamento palle di sindaco

 

Bassanini è stato davvero un drago. Ha messo le palle dei sindaci in mano ai dirigenti-funzionari (di partito).

Sono loro che gliele strizzano, ai sindaci; e li fanno muovere come il toro da monta del Morettone (il Mazzanti lo sa dov’era il Morettone: ci passava dinanzi ogni giorno, da piccino).

Così in ogni Comune d’Italia c’è sempre chi ride, scherza e gode e chi deve stare in linea per non farsi “stiacciàre e mantecare le palle”…

Pòeri politici a basso consumo energetico!


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