riconoscimento benefici amianto. SE CI SARÀ UNA VITTORIA QUELLA SARÀ SOLO ED ESCLUSIVAMENTE DEI LAVORATORI

Tiziano Fabbri (segretario provinciale Ugl Metalmeccanici Pistoia) ricostruisce la “vera storia di come è andata la vicenda del riconoscimento dei benefici amianto”.
Benefici per gli esposti all’amianto

PISTOIA. Riconoscimento dei benefici per quanti dall’ottobre 1987 in poi hanno lavorato negli stabilimenti Breda di Pistoia respirando a pieni polmoni le polveri.

Nelle prossime settimane l’Inail invierà come già noto le prime 94 domande all’Inps per riconoscere finalmente ai lavoratori esposti i benefici previsti dalla legge. Da venerdì 15 febbraio sulla stampa (eccetto la nostra testata) è stato un susseguirsi di dichiarazioni da parte di sindacati e partiti. Tra le voci mancanti quella di Ugl Metalmeccanici di Pistoia che ci ha inviato una lunga nota (che pubblichiamo integralmente) dove si ricostruisce la “vera storia di come è andata la vicenda del riconoscimento dei benefici amianto”.

La corsa al primato

Dalle molteplici dichiarazioni ultimamente pubblicate su i giornali locali, in merito al “grande risultato” conseguito, per i lavoratori della Breda Costruzioni Ferroviarie poi AnsaldoBreda ed infine Hitachi, riguardante il riconoscimento dei “benefici” derivanti dall’esposizione all’amianto, si comprende chiaramente quanto, alcuni esponenti sindacali e politici, abbiano come unico scopo quello di appropriarsi del merito su una triste storia dove, sinceramente, non credo ci sia molto di cui vantarsi.

Rimango sbalordito nell’osservare questa “corsa al primato”, una staffetta di dichiarazioni così sfrenata mossa alla ricerca di una visibilità mediatica che sinceramente, a mio parere, rivela un atteggiamento davvero superficiale.

Ci vuole del coraggio nel dire: “ce l’abbiamo fatta, abbiamo vinto!” anche perché, sinceramente, non riesco bene a capire cosa abbiamo vinto.

Vecchia immagine dall’Unità

Io penso si debba, al contrario, doverosamente affermare che, l’onesto riconoscimento “al merito” per questa storia, appartiene solo ed unicamente ai lavoratori che, con il loro naso, sono quelli che negli ultimi 30 anni hanno portato a termine la vera “bonifica” dello stabilimento.

Questa storia è e verrà ricordata per sempre come una delle “porcate” più gravi operate ai danni della classe operaia.

Smantellati 135.000 mq di Eternit sulla testa dei lavoratori

La complicità, la collaborazione e il legame tra l’Azienda Breda, la Politica locale, le Istituzioni e i Sindacati di quell’epoca, ha permesso lo smantellamento di 135.000 mq di Eternit sulla testa dei lavoratori.

Questo atto è stato compiuto con una “malvagità inaudita”, nella totale indifferenza per quello che sarebbe stato il destino degli ignari lavoratori obbligati a rimanere sul proprio posto di lavoro per non interrompere la produzione e continuare a generare profitto, come se nulla stesse accadendo.

Oggi grazie a questi “personaggi”, ci troviamo di fronte una comunità lavorativa pistoiese decimata, una grande collettività di persone malate fisicamente ma anche psicologicamente.

Ci sono persone con le quali faccio fatica a parlare senza commuovermi quando affermano di aver addirittura rinunciato a procreare a causa della disperazione e la paura che, questa “bomba ad orologeria”, questa fibra killer così subdola e insidiosa possa iniziare a lavorare dentro di loro arrivando a distruggere la loro esistenza e quella delle loro famiglie.

Come si fa ad esultare di fronte a questo risultato ???

Avrei taciuto ma di fronte alla “bagarre” mediatica ho sentito il forte dovere di parlare

L’ingresso della Breda

Personalmente avrei taciuto ma di fronte alla “bagarre” mediatica ho sentito il forte dovere di parlare, come memoria storica di questa triste compagine pistoiese, come lavoratore ancora presente in azienda, per rispetto verso le tante persone amiche purtroppo decedute.

Ci sono stati grandi Uomini che, prima di me, hanno saputo lottare e scontrarsi contro tutti per il giusto e sacrosanto diritto di salvaguardare la salute delle persone nei luoghi di lavoro.

Questi Uomini hanno contribuito nel trasferire alle generazioni future, come anche a me, quella passione, quel senso di missione necessari per continuare sempre e comunque a combattere.

La salute è un diritto umano imprescindibile come peraltro lo è la verità per chi passivamente ha subito un grave danno in maniera così subdola, tragica e infame.

Il famoso, direi tragico Consiglio Comunale del 2002

Per comprendere ciò che è realmente accaduto, occorre ripercorrere il passato, partendo da quel “famoso”, oserei dire tragico, Consiglio Comunale del 2002.

Fu proprio lì, grazie al­l’astensione del Sindaco Scarpetti insieme ai consiglieri Grattacaso e Balli, oltre a Bindini, Mazzocchi e Giudice (all’epoca lavoratori di Breda), che fu compiuto un grave atto di mancanza nei confronti dei lavoratori.

Una manifestazione di fronte all’ingresso degli stabilimenti pistoiesi

La richiesta di costituzione di parte civile fatta al Comune, voluta fortemente dal gruppo dei Comunisti Italiani Frosetti e Grassini, fu ignobilmente respinta e i lavoratori lasciati soli, deboli, quasi come fossero loro stessi i colpevoli, colpevoli di essersi messi contro l’intera “macchina politica” del tempo.

Questi uomini, oltre al gravissimo danno subito, si trovarono isolati nell’affrontare una lotta impari, ovvero, quel processo contro dirigenti Breda che furono assolti proprio anche grazie a scelte scellerate di quello che fu un massiccio fronte politico e, lo diciamo a malincuore, anche sindacale.

 La vita dei lavoratori contava meno degli interessi industriali, politici e sindacali forse?

Se la storia fosse stata un’altra, se gli amministratori comunali e, cosa ancor più grave il Sindaco, il primo rappresentante dei cittadini, avessero deciso di stare al fianco dei lavoratori, è certo che i fatti conseguenti avrebbero sicuramente permesso di ottenere un risultato positivo e concreto già a quel tempo.

Si è aspettato ulteriori 12 anni lasciando i lavoratori immersi in un terribile quanto lecito dubbio

Ci sarebbe stata già da allora la bonifica totale dello stabilimento, si sarebbe evitato di dover aspettare ulteriori 12 anni lasciando i lavoratori immersi in un terribile quanto lecito dubbio, quello di essere stati ulteriormente esposti, visto che l’ultimo ritrovamento di amianto risale al 2014 e solo allora si è proceduto ad una pulizia tecnico specifica dell’impianto di Pistoia.

Ricordo benissimo, visto il ruolo che ricoprivo all’epoca come coordinatore della RSU e RLS aziendale (rappresentante dei lavoratori per la sicurezza), quando nel 2014 nel magazzino centrale, furono ritrovate a distanza di oltre 25 anni dalla scoibentazione del tetto, consistenti fibre di amianto.

Lì cominciammo con le lotte, mobilitando tutti i lavoratori compreso anche il nostro indotto, paralizzando completamente l’azienda.

La creazione della “Commissione Amianto” e i contatti con il Pd

No all’amianto

Decidemmo poi di creare la “Commissione Amianto” dove, l’amico e collega recentemente scomparso, Giuseppe Grasso, all’epoca mio iscritto UGL, prese parte per nostro conto ai lavori di quella stessa commissione.

Fu sempre lui, successivamente, a parlarmi dell’amicizia con Massimo Baldi del PD.

Fu sempre grazie alla vera amicizia tra me e Giuseppe, il termine “amicizia” ha per me un valore inestimabile, che una sera parlammo proprio della possibilità di intraprendere un percorso politico con esponenti del Pd.

Lui ebbe l’accortezza di chiedermi, cortesemente, non avendo lui partecipato alla causa intentata da me con altri lavoratori assieme al Professore Avvocato Ruffolo, di farmi promotore nell’avere l’autorizzazione dal resto della compagnia per recuperare tutti i documenti utili, significativi, da presentare ai responsabili locali del PD.

Mi consultai con gli altri e ricevetti il loro consenso, per noi fu da subito importante l’obiettivo, non ne facemmo mai una questione di bandiera politica o sindacale.

Questa è la verità e per questo non permetterò a nessuno, né ora nè mai, di dire cose non vere!

Se siamo arrivati a questo punto della storia lo dobbiamo a tutti i soggetti che si sono impegnati in questi anni

Se siamo arrivati a questo punto della storia lo dobbiamo a TUTTI i soggetti che si sono impegnati nel corso di questi anni. Non è giusto fare, come spesso è abitudine di alcuni, le “prime donne”, i “voli in solitaria”, negando la realtà delle cose e trasformando il lavoro di squadra, quello che è stato fra l’altro, né più e né meno un atto dovuto verso i lavoratori, in meriti propri.

D’altro canto non possiamo però dimenticare quanto questa battaglia sia servita a qualcuno per tutt’­altre ragioni che non fossero quelle legate all’interesse dei cittadini e dei lavoratori.

E’ stato veramente disgustoso, scorretto e opportunista il “modus operandi”, utilizzato dalla politica locale PD assieme alla O.S. di suo primario riferimento la FIM/Cisl, adottato nei confronti della sigla sindacale, la UGL dei metalmeccanici, che rappresento.

Ugl allora e ancora oggi equivale al termine NEMICO

Un modo costantemente discri­minatorio, a tratti settario, perché UGL allora e ancora oggi equivale al termine NEMICO politico e sindacale.

UGL, che tanto si era prodigata per questa battaglia facendola arrivare persino sui tavoli europei, è stata molte volte esclusa dagli incontri politici locali, ovvero, in quelle occasioni in cui venivano comunicati gli ultimi aggiornamenti e lo stato di avanzamento su questo tema.

Lo scopo è stato da sempre quello di permettere agli “amici stretti” di farsi forti di notizie, spesso infondate, che però servivano ad farli apparire quali unici veri interlocutori sul tema, tanto da poter condizionare i lavoratori e, di seguito, anche i risultati delle elezioni della Rsu del febbraio 2017 in Hitachi Rail a Pistoia.

Lo schema di gioco politico sindacale e i due episodi distinti

Questo schema “di gioco” politico-sindacale trova conferma in due episodi ben distanti fra loro:

 il primo fu nel 2017, quando l’allora carissimo amico Giuseppe Grasso, fratello del consigliere Giovanbattista Grasso (PD), proprio a ridosso delle elezioni del­la RSU, mi informò di aver deciso di cambiare “casacca”, uscendo così dall’UGL per confluire con altri nella FIM/Cisl.

Il secondo atto, “emblematico”, è avvenuto pochi giorni fa mentre tutti, lavoratori in primis, segreterie territoriali FIM/FIOM/UILM/UGLM e commissione amianto, erano in attesa dell’esito di valutazione delle domande avanzate dai lavoratori per il riconoscimento dei “benefici” amianto.

Anche qui abbiamo assistito, prova ne è stata l’ampia diffusione avvenuta sulle testate e med­a locali, ad un’azione volontaria, scorretta e discriminatoria operata addirittura dalla direttrice INAIL Dott.ssa Tartaglia la quale, per non ben precisati motivi, ha messo al corrente solo sindacalista FIM/Cisl Juri Citera di notizie d’ufficio in quella fase ancora non ufficiali.

Perché, mi chiedo, si abusa con tanta leggerezza del proprio ruolo andando a divulgare notizie considerate delicatissime a questo specifico interlocutore, facendolo addirittura sentire battezzato di un ruolo “preferenziale” ?

Si è pensato, forse, che “un colino” potesse riuscire a trattenere l’acqua? Ma poi è questa la storica professionalità che questo Ente, PUBBLICO, ha da sempre dimostrato?

Chieste spiegazioni ufficiali e di diffida all’INAIL

Per noi questa è una ulteriore prova del fatto che a Pistoia TUTTO debba essere sotto controllo, che si vuole offrire visibilità ad una specifica O.S. la FIM/Cisl perché deve passare un chiaro messaggio ai lavoratori e all’opinione pubblica. Questo è gravissimo !!!

Hitachi Rail Italy di Pistoia

Molto rammaricati, mi preme sottolinearlo, abbiamo già provveduto ad inviare una lettera di richiesta spiegazioni ufficiali e di diffida, sia alla direttrice INAIL di Pistoia Dott.­ssa Tartaglia che al Direttore responsabile INAIL Regionale Dott. Asaro, per affermare che non accettiamo questo comportamento in quanto, lo ribadiamo, fino ad oggi abbiamo condiviso un percorso unitario con tutte le altre OO.SS.

Per concludere

Per concludere … questa è stata una dura battaglia che sembra essere arrivata positivamente ad una prima conclusione.

Per questo noi di UGL vogliamo ringraziare tutti per l’impegno profuso compreso l’­ente tecnico preposto “CONTARP” che ha saputo ben interpretare le nostre istanze prendendosi grande responsabilità nell’­avvallare la positività delle nostre richieste. Ognuno, nel proprio ruolo, ha contribuito fattivamente per dar modo di arrivare a questo “piccolo” riconoscimento valido solo ed esclusivamente per i lavoratori dipendenti attivi di Hitachi Rail e Ansaldobreda Spa.

È fondamentale infatti sottolineare che per noi di UGL ciò non basta perché, lo crediamo e lo chiediamo con forza, questo riconoscimento deve essere esteso anche a tutti gli altri lavoratori delle ditte dell’indotto compresi gli ex lavoratori che, come noi, hanno subito questa disgrazia per essersi trovati sotto a quel “maledetto” tetto.

I prossimi obiettivi

Questo è solo l’inizio di una nuova partita da giocare.

Dobbiamo riuscire a far realizzare l’Osservatorio Sanitario Pubblico partecipato. Quello è il prossimo obiettivo, un luogo adatto a monitorare e indirizzare TUTTI, cittadini e lavoratori, gli esposti all’amianto guidandoli verso controlli sanitari adeguati, programmati presso le strutture qualificate e all’avanguardia.

Chiediamo anche che, le istituzioni locali ma anche l’azienda Hitachi con la sua riconosciuta “attenzione nel campo sociale”, facciano la loro parte contribuendo in maniera consistente alla realizzazione e al supporto di questo progetto fondamentale per la salute di tutti.

Non disperdiamoci, stiamo tutti uniti verso lo stesso obiettivo, perché la salute è un bene comune, un diritto imprescindibile e che tutti i soggetti, cittadini e lavoratori, hanno ragione di vedere rispettati i propri diritti.

Fabbri Tiziano – Segretario Provincia­le Ugl Metalmeccanici di Pistoia

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