rifiuti & alia. PARTE IL CARROZZONE CON QUALCHE SCOSSONE E RISERVA

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Il Presidente Nerozzi e la Segretaria Generale D’amico

AGLIANA. Concluso il secondo tempo del consiglio comunale “spezzato” a causa delle carenze istruttorie del trio Bellini-D’Amico-Nerozzi nel quale, la vicenda saliente è stata la fusione dei rifiuti nel carrozzone Alia.

Anche Agliana ha seguito la posizione di Pistoia e di Montale e quindi la maggioranza ha approvato con riserva, stralciato il punto 6 della delibera riguardante i contraddittori patti parasociali (vero punctum dolens della questione), per i quali si capisce che l’impianto potrà essere conferito ad Alia pur rimanendo di proprietà dei tre Comuni pistoiesi (così i ricavi vanno a Golia e le spese a David?).

La dirigente della ragioneria del Comune di Agliana, Tiziana Bellini
La dirigente della ragioneria del Comune di Agliana, Tiziana Bellini

Le rassicurazioni delle maggioranze proprietarie del Cis sono state fluenti ma inutili: l’argomento legato all’attuazione dei “Patti parasociali” sarà riportato in consiglio a gennaio. Ma forse solo per sceneggiata napoletana.

Le opposizioni, rappresentate dai capigruppo Benesperi, Guercini e Bartoli hanno votato contro (sia allo stralcio che alla delibera) e così il Sindaco Mangoni ha ribadito l’argomento più discrezionale aleatorio e gratuito: l’impianto chiuderà nel 2023 indipendentemente dalla costruzione di Case Passerini. Tanto a un Sindaco cosa costa una sparata in più o in meno?

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Benesperi, Lafranceschina e Bartoli, contro la fusione di tutto in Alia

Intervento abbastanza critico quello della consigliera Salaris rispetto alla posizione ufficiale del Pd.

Mentre parlava, le facce e le smorfie dei suoi colleghi di maggioranza erano di stupore e imbarazzo, confermando la crisi dell’esperta consigliera chiaramente neo-guerciniana, già bersianiana, pseudo cuperliana e sicuramente deluchiana (che suona bene) che si è scontrata con il consigliere pentastellato Lafranceschina per aver auspicato che l’inceneritore “bruci a pieno regime, permettendo così di ripagare più velocemente il mutuo”. Magari con qualche decina di tumori in più…?

Lafranceschina ha replicato e contestato che “non si può guadagnare sulla salute dei cittadini” e che il progetto di ampliamento dell’impianto è stato una scelta miope delle giunte di sinistra, ovvero della giunta Magnanensi e successive.

Lucia Salaris
Lucia Salaris

Il consigliere di opposizione Luca Benesperi (Obiettivo Agliana) ha detto che delle rassicurazioni sulla chiusura nel 2023 non si fidava: già Marco Giunti nel ’95 garantiva che l’inceneritore sarebbe stato chiuso massimo entro 10 anni e ne sono passati 12 dal 2005 mentre l’impianto procede “a tutto fuoco”, anzi sembra destinato a un incremento d’uso.

Solo il tempo permetterà di giudicare su questa scommessa della vera data della chiusura: osserviamo solo che le variabili relative a questa probabilità sono crescenti e l’ipoteca principale che la condiziona è quella dell’impianto di incenerimento di Firenze.

Alia è certamente solo una holding di servizi che ha una prerogativa principale fondamentale: diluire istanze e rivendicazioni particolari di ogni territorio, con la potenzialità di accrescimento del consenso politico (voto di scambio o “deluca spoilsystem”) assicurata dalla numerosità di poltrone e posti di lavoro.

[Alessandro Romiti]

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PREMIATA DITTA “TRIPPA PER GATTI”

 

Senza parole
Senza parole

PRENDÉTELA sotto questo punto di vista: niente è come il Pd, il P[artito] D[elDecidoIoeZitti], una vera e propria fabbrica di trippa per gatti.

È un partito che o ci arriva (anche se più del 70% degli italiani non sa che farsene e non lo vuole: vedi il no al referendum), oppure ci si fa mettere da chi può: quel brav’uomo di Napolitano, filosofo dei nostri stivali, che ci ha appioppato già quattro governi illeciti in nome della salvezza nazionale.

Ma cominciasse lui a salvare la nazione rinunciando a 900mila euro all’anno di privilegi dopo che si è preso tutti i soldi dei rimborsi volo a Bruxelles! E convincesse i suoi compatrioti (se o non ex fascisti e poi comunisti riformati) a mollare gli ossi delle costole dei lavoratori che costano – a quanto dicono – 9 miliardi di pensioni d’oro all’anno.

Che schifo vedere che i comunisti di ieri, imbastarditi dai resti dei Dc di ieri, si sono trasformati in Marchionni senza scrupoli e mangiano questa repubblica delle banane come si mangia il costolato di maiale, lasciando solo i pezzi ben ripuliti delle costole del suino!

Che schifo vedere lo stato (esse minuscola) che butta i nostri soldi e i soldi dei nostri bisogni in quel cesso di Mps che ha ingoiato già più di dieci miliardi e che ora ne ingollerà altri dieci, portandoseli via solo perché sponsorizzato dal Pd-vampiro.

Che schifo vedere che siamo ostaggi, tutti quanti (primi di tutti quelli che votano il Pd) di un partito che non ha né un’anima né un paio di palle, ma solo un tubo digerente dove fa finire tutto quello che raccatta a forza dalle nostre tasche.

E il tutto mentre tutti i gerarchi vanno in chiesa ogni domenica, pregano e si comunicano, bisbocciando con i soldi delle nostre tasse, mentre creano altre invenzioni tipo Alia dove dar vita ad altre mille prese di culo da Poltrone & Divani in funzione di nuova trippa per gatti affamati e famelici!

Edoardo Bianchini

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