RIFONDAZIONE: «COALIZIONI IMPOSTE O INNATURALI NON HANNO FUTURO»

La formazione di Rifondazione al Congresso dell’ottobre 2013
La formazione di Rifondazione al Congresso dell’ottobre 2013

SERRAVALLE. A distanza di due anni e mezzo dalla nascita della coalizione di “Centrosinistra per Serravalle” è doveroso tracciare un bilancio politico della coalizione in cui il Partito della Rifondazione Comunista è parte integrante.

La prima importante considerazione è che a Serravalle Rifondazione Comunista si è dimostrato un alleato affidabile, sfatando l’idea negativa di intransigenza e inaffidabilità. Ciò è stato possibile, oltre alla serietà delle persone, anche perché i soggetti politici, sono tutti politicamente affini, non esistono grosse differenze che possono essere oggetto di scontro o di impossibili mediazioni.

Il giudizio sull’operato della giunta è positivo: nonostante le difficoltà, sono state messe in campo opere che, in alcuni casi, vedranno la luce a fine legislatura. Anche noi abbiamo dato il nostro contributo, con il nostro eletto Daghini.

Abbiamo istituito il Registro delle coppie di fatto e il Codice Etico dei consiglieri dove chiunque da casa può vedere i redditi dei consiglieri di maggioranza a nostro avviso importanti strumenti di civiltà etica.

Roberto Daghini
Roberto Daghini

Non solo, ci sono stati importanti atti amministrativi come la mozione in favore della Palestina, il regolamento d’accesso all’archivio storico, il posizionamento di nuovi cartelli turistici e anche per la memoria storica al monumento di Silvano Fedi e all’ex farmacia Picconi da molti anni dimenticati: hanno trovato la loro giusta visibilità.

In ultimo, ma non meno importante, il riconoscimento politico e la vista nel nostro comune della signora Sol Cittone Mirales, ultima superstite di una famiglia catturata nel 1944 a Serravalle e sterminata a Auschwitz. Speriamo che in futuro l’esperienza Serravallina possa continuare e magari estendersi anche a altri comuni dove esistono possibilità politiche.

La storia recente, anche del nostro comune, insegna che coalizioni imposte o innaturali, o, peggio ancora, dove sono inserite persone poco serie imposte per ragioni politiche, non hanno futuro e presto o tardi sono destinate a naufragare, a tutto svantaggio dei cittadini, che attendono risposte concrete e non vogliono assistere a beghe interne fini a se stesse.

Prc Serravalle Pistoiese

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2 thoughts on “RIFONDAZIONE: «COALIZIONI IMPOSTE O INNATURALI NON HANNO FUTURO»

  1. Ormai il Gruppo Dirigente di Rifondazione Comunista – a tutti i livelli, periferici o centrali – ci ha abituato a tutto sul piano politico. Compreso una lettura alquanto disattenta, superficiale, eufemisticamente parlando, del “pensiero di Carlo Marx” (al quale lo Statuto vigente del PRC, chissà perché, tuttora fa riferimento).

    Tutto questo avviene molto spesso non certo per una poco credibile pigrizia intellettuale, ma per una ragione assai più interessata e cinica. E cioè che, parafrasando Enrico IV, una poltrona, una sedia o uno strapuntino (“Parigi”) valgono bene un ripudio (“una Messa”).

    Le cronache politiche di molte Amministrazioni Locali impropriamente definite rosse ce ne forniscono giornalmente esempi in ogni parte d’Italia. Dunque anche in Toscana e dunque anche a Serravalle Pistoiese.

    Ma appunto a Serravalle il “comunista” Daghini Roberto evidentemente non si sente ancora del tutto legittimato e a suo agio, e va oltre. Quando afferma che:

    « …. La prima importante considerazione è che a Serravalle Rifondazione Comunista si è dimostrato un alleato affidabile, sfatando l’idea negativa di intransigenza e inaffidabilità. Ciò è stato possibile, oltre alla serietà delle persone, anche perché i soggetti politici, sono tutti politicamente affini [sic !!!!], non esistono grosse differenze che possono essere oggetto di scontro o di impossibili mediazioni ….»

    in maniera del tutto evidente rinnega quel marxismo (dal quale il Comunismo non può prescindere) che si fonda sul legame inscindibile fra teoria e prassi. Che si traduce nella
    messa in pratica sempre e comunque di una politica di classe in favore del “proletariato”, e dunque cosa ben diversa, anzi, agli antipodi di quell’interclassismo tipico della politica piccolo-borghese più o meno riformista al quale anche il PRC si è uniformato.
    E perciò il Daghini, auspicando un prolungamento ed un estendersi ad altri Comuni dell’ “esperienza Serravallina”, ci conferma anche in questa occasione e per l’ennesima volta che autodefinirsi comunista non è sufficiente e non significa assolutamente esserlo realmente.

    “La verità è sempre rivoluzionaria”.

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