RIMBORSI PUBLIACQUA PER MANCATA DEPURAZIONE: RISPOSTE INSODDISFACENTI

Richiedere indietro il non dovuto e illecitamente incassato
Richiedere indietro il non dovuto e illecitamente incassato

SERRAVALLE PISTOIESE. Riceviamo:

Nella seduta del Consiglio Comunale del 21 marzo abbiamo presentato una interrogazione sui rimborsi di Publiacqua per mancato servizio di depurazione delle acque reflue. Con una sentenza del 15/10/2008 la Corte Costituzionale ha stabilito l’incostituzionalità del pagamento relativo al servizio di depurazione delle acque reflue nel caso in cui gli utenti non abbiano usufruito del servizio, imponendo l’obbligo per i gestori (per il Comune di Serravalle Pistoiese l’azienda Publiacqua), di rimborsare la quota di tariffa non dovuta per i cinque anni antecedenti la sentenza, e cioè dal 16/10/2003 al 15/10/2008.

Purtroppo molti cittadini, a causa di una insufficiente pubblicizzazione, non sono a conoscenza del loro diritto a richiedere il rimborso e non sanno nemmeno che in questi casi, per ottenere la restituzione, occorre fare esplicita richiesta scritta, poiché il rimborso non è automatico sulla bolletta. Attraverso il sito di Publiacqua è possibile, inserendo il proprio codice cliente, conoscere se si abbia diritto alla restituzione e in caso affermativo anche l’importo esatto.

Ma non tutti gli utenti sono in grado di fare questa operazione, poiché alcuni non sono dotati di pc e altri non sono capaci di navigare su Internet per compilare il modulo di richiesta on-line. Nello stato di diritto a ottenere il rimborso potrebbero trovarsi anche le utenze pubbliche dell’Ente Comunale (scuole, uffici, impianti sportivi, ecc.); in questo caso l’Amministrazione avrebbe quanto meno l’obbligo di fare richiesta di restituzione, altrimenti si profilerebbe il danno erariale, poiché le somme versate dal Comune senza aver ricevuto il servizio previsto, sarebbero somme prelevate ingiustificatamente a un ente pubblico, e quindi allo Stato.

Abbiamo interrogato il Sindaco e l’Assessore anche per conoscere dei dati precisi: il numero degli utenti del nostro Comune che hanno diritto al rimborso; il numero degli utenti che ad oggi ha fatto richiesta; la cifra complessiva della restituzione. Abbiamo inoltre chiesto se il Comune abbia intenzione di mettersi a disposizione dei cittadini per la pubblicizzazione di questo diritto e per offrire assistenza nella compilazione delle domande e se l’Amministrazione, nel caso in cui abbia diritto al rimborso, si impegni a chiedere la restituzione per le utenze pubbliche.

La risposta dell’Assessore e del Sindaco è stata alquanto approssimativa e del tutto insoddisfacente: non solo, dopo aver avuto più di un mese a disposizione, non ci hanno fornito i dati richiesti, ma hanno affermato che i cittadini, in quanto il Comune ha affidato il servizio idrico a Publiacqua, per ogni tipo di informazione devono rivolgersi a quest’ultima!

Hanno anche aggiunto che l’informativa dell’azienda fatta pervenire agli utenti con l’ultima bolletta è chiara e sufficiente a dare tutte le indicazioni del caso. Ricordiamo all’Amministrazione che quando si affida ad una società un servizio pubblico occorre anche pretendere e controllare che venga svolto nel miglior modo possibile. Se c’è una mancanza da parte dell’azienda occorre chiedere ragione e un conseguente responsabile comportamento, soprattutto in questo caso, in cui è una Sentenza che obbliga il gestore! Inaccettabile infine la risposta del Sindaco, secondo il quale non si profila per il Comune nessun danno erariale, poiché le somme versate in più dagli utenti verranno utilizzate dall’azienda come nuovi investimenti.

Con queste affermazioni il Sindaco sembra preoccuparsi di più dell’interesse del gestore che del bene dei cittadini, sostenendo che più rimborsi verranno effettuati meno risorse rimarranno a Publiacqua per gli investimenti; dà l’impressione che abbia premura a non pubblicizzare la questione a tutela del bilancio dell’azienda.

Il gruppo consiliare Pdl
Roberto Bardelli (Forza Italia)
Elena Bardelli (Fdi-Alleanza Nazionale)

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