«RINEGOZATE, FRATRES!». MA SONO DEBITI FINO AL 2044

Ancora quasi a metà secolo i nipoti dei pistoiesi (anche Pd) dovranno spellarsi le mani a spaccar sassi per onorare le richieste della Cassa Depositi e Prestiti. La conferenza stampa di “Pistoia Domani”. Lotta dura in Consiglio Comunale
Il gruppo “Pistoia Domani”: Capecchi, Semplici, Tomasi, Gallacci
Pistoia Domani: Capecchi, Semplici, Tomasi, Gallacci

PISTOIA. “Pistoiesi, levatevi dalla testa di potervela cavare: non avete speranza. Tantomeno con la Giunta Bertinelli”: è questo il messaggio che Margherita Semplici di Pistoia Domani ha fatto passare in conferenza-stampa stamattina, 10 giugno, alle 12:30. Ed è probabile che se in quel momento i pistoiesi avessero avuto davvero il senso e la percezione di ciò che sta per accadere, non solo non avrebbero messo niente sotto i denti, ma si sarebbero giustamente incazzati.

Si parlava – tanto per far capire il tema – della rinegoziazione dei mutui che il Comune di Pistoia ha da rimborsare alla Cassa Depositi e Prestiti: con la manovra di oggi pomeriggio (10 giugno) in Consiglio, e con l’avallo di un governo che non solo non è un Governo legittimamente eletto, ma è addirittura aperto violatore del principio di legalità («rinegoziate, Comuni: poi vi forniremo il supporto giuridico» – l’avesse fatto chiunque altro il Pd avrebbe sparato sull’Hermitage!), la maggioranza Pd getterà le basi per la sepoltura delle generazioni future di festanti elettori di sinistra.

È vero che con la manovra fortemente voluta dal duo Bertinelli/Belliti, il Comune di Pistoia avrà un pugno di dollari in più da spendere – guarda-caso, però, nelle spese correnti: cioè ci pagherà gli stipendi dei dipendenti –, ma a quale costo per la gente che già muore di lavoro e di crisi? Si passerà perfino alla spellagione del pidocchio?

Tomasi, Gallacci, Capecchi altro non hanno fatto che sottolineare l’operazione “ultima spiaggia”: Bertinelli (e collegàti) tirano il collo ai Pistoiesi non ancor nati allungando il rientro fino al 2044, vale a dire da qui a trent’anni.

Ma soprattutto quanto costerà, questa apparente diluizione dei debiti? Il conto è presto fatto perché è aritmetico. Non ci vuole il computer, basta il semplice pallottoliere: nel 2044, quando tutti noi non ci saremo più o meno più, e ci saranno solo i nipoti (per chi ne avrà, s’intende) se oggi dobbiamo rimettere interessi per 28 milioni di €, altri 12 milioni ne saranno maturati nel frattempo e si andrà a dover pagare circa 40 mlioni in più. In alcuni casi un aggravio – a mutuo – del 40%; in altri perfino dell’80-85%. Vi sembra una cosa assennata?

È questa la domanda che ai pistoiesi felici che votano Pd rivolgono, da stamattina, quelli del gruppo Pistoia Domani, una Pistoia che comunque sarà spennata a dovere, e – come le oche che ci danno le loro piume – indegnamente dal vivo, con ipoteca anche sui nascituri.

Tutto il resto che si può dire, tutti i calcoli che si possono fare (e sicuramente la maggioranza, oggi pomeriggio, in consiglio, farà vedere quant’è brava a spippolare con le calcolatrici), lasciano il tempo che trovano.

È per questo – hanno sottolineato i consiglieri del gruppo di opposizione – che noi faremo comunque ostruzionismo. Anche se non si nascondono che le speranze sono davvero poche e fragili dinanzi a uno schieramento che, fin qui, com’era del resto prevedibile per ascendenza ideologica, vota in un sol modo: Compatto Danone.

Povera Pistoia, allora! Lo abbiamo detto spesso e qui lo ripetiamo: i filosofi andrebbero mandati a filosofare – come in una famosa commedia di Aristofane – in cielo, sistemati a sedere comodi dentro un corbello.

Pistoia Domani, conferenza stampa 10 giugno 2015
Pistoia Domani, conferenza stampa 10 giugno 2015

L’amministrazione di una città – fatta di spese, entrate e uscite –, come speso dice inconcludentemente il Pd (quello della Serracchiani e della Moretti), dovrebbe essere lasciata in mano alle donne.

E qui, stranamente, sono d’accordo: a condizione che siano rigorosamente delle massaie. Di quelle vere che devono fare i conti, fra spazzatura, acqua e gas, coi peperoni della Coop e le melanzane, i pannolini del bimbo e quelli della nonna ultranovantenne che se la fa addosso: non quelle che vivono filosofando. Primum vivere, diceva infatti Cacciari, deinde philosophari. Non so se mi spiego.

In cauda venenum, prima di chiudere (ma c’è chi dice che io sono una m…a).

Alla conferenza-stampa mancava Tvl. Meraviglia? Niente di strano se – e dovreste ricordarlo che Bardelli, a Giunta-Bertinelli fatta, dichiarò in onda che “loro erano lì per servire l’amministrazione” (non muovetevi perché abbiamo la registrazione e se dite che non è vero, vi smentiremmo sùbito) – l’emittente la pensava così già due anni fa.

Tantomeno è il caso che vi stupiate oggi se è vera la voce secondo la quale la nascita del nuovo «colosso Tvl-&-C» (vedi) sarebbe avvenuta, piano piano, in sere e sere di cene e cene – così dicono – proprio in domo Bertinellorum

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