RIPARTE “LETTERAPPENNINICA” SULLA MONTAGNA PISTOIESE

Una prima anticipazione della rassegna di cultura sull’universo degli Appennini sarà data sabato 13 febbraio a Palazzo dei Capitani

logo-letterappenninica-trasp copiaCUTIGLIANO. Si terrà dal 5 al 7 agosto la prima edizione di “LetterAppenninica” con un tema (“Il valore del cammino”) declinato in piazze e boschi, palazzi e foreste dell’intera Montagna Pistoiese: presentazione di libri, incontri con giornalisti, spettacoli e riflessioni su usi, tradizioni e costumi della cultura appenninica e montana.

Lo ha deciso l’associazione omonima, costituita ai primi di gennaio e presieduta dallo scrittore e giornalista Federico Pagliai, anche valutato il successo dell’edizione 2015 che (“con un budget economico limitatissimo – ricorda Pagliai – ma con tanto entusiasmo e con tanta voglia di costruire, tutti insieme, qualcosa di positivo per evitare di limitarci solo alla sterilità delle lamentazioni”) mise in piedi una sorta di “numero zero” proponendo 30 incontri con un complesso di 1.200 partecipanti.

Il significato di “LetterAppenninica”, gli scopi della associazione (“aperta a chiunque ne voglia far parte”, precisa Pagliai) e qualche prima anticipazione sui contenuti della edizione 2016 saranno illustrati a Cutigliano, nel Palazzo dei Capitani della Montagna, sede del Comune, sabato 13 febbraio partendo dalle 17. A conclusione è annunciato un brindisi augurale.

Anche quest’anno la rassegna di cultura sull’universo degli Appennini si declinerà attorno a quattro tipi di frontiere: la letteratura di crinale (libri e scritti che raccontano ambienti e personaggi delle “terre alte”), gli “altri stili” (riflessioni su come l’ambiente montano, troppo spesso considerato periferico, possa al contrario diventare centrale nella ricerca di nuovi modi per abitare un mondo sempre più bisognoso di rifare i conti con la natura), il cibo (in collaborazione con Slow Food per non dimenticare, dopo l’ubriacatura di Expo, l’importanza del rapporto fra l’uomo e ciò che l’uomo mangia), il giallo (in sinergia con l’associazione pistoiese “Amici del giallo”).

All’edizione 2016 ha già dato conferma della sua presenza Mauro Corona che sulla montagna pistoiese è di casa e che anche nell’agosto 2015 anno contribuì al successo della manifestazione. Confermata anche, a San Marcello, la seconda edizione del premio giornalistico “Paolo Bellucci” per ricordare il giornalista Rai e per riflettere sull’importanza di una corretta informazione dalle zone interne e montane, troppo spesso trascurate dai media. Per il premio “Bellucci”, lo scorso anno assegnato al giornalista Rai Marco Hagge, sono confermati i patrocini di Ordine giornalisti e dell’Associazione Stampa Toscana.

Confermati anche, e in corso di deliberazione formale, i patrocini da parte delle amministrazioni comunali montane. Sabato sarà anche presentata l’idea di uno specifico progetto pensato per valorizzare – nel nome di Beatrice, la poetessa pastora che riposa a Pian degli Ontani – il rapporto fra ambiente montano e composizione poetica. Potrebbe infatti nascere, nella foresta, una sorta di “parco della poesia”.

Sullo spopolamento dei territori montani è stato presentato proprio in questi giorni, al Senato della Repubblica, un rapporto (“La montagna perduta”) curato dal Cer (Centro Europa ricerche) e da Tsm (Trentino School of Management). A fronte di una popolazione cresciuta di 12 milioni negli ultimi 60 anni, la montagna italiana ha perso 900 mila abitanti e se nel 1951 la popolazione montana era il 41,8% rispetto a quella di pianura oggi rappresenta solo il 26%.

“Anche sull’Appennino Tosco Emiliano – sottolinea Pagliai – conosciamo bene il dramma dello spopolamento e bene sappiamo come non è certo sufficiente una tre giorni di letteratura e cultura per invertire tendenze così complesse. Ma sappiamo anche che qualcosa deve essere fatto: nel nostro piccolo, e con una condivisione il più possibile larga, cerchiamo di dar vita a una buona pratica. Con l’ambizione di offrire spunti utili a una inversione di tendenza sempre più urgente in tutta questa lunga ossatura, 1.200 chilometri di montagna e di vallate, che per l’Italia intera è l’Appennino”.

[Mauro Banchini]

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