RIPUBBLICIZZAZIONE ACQUA: PERCHÉ IL PDL SI È ASTENUTO

Elena e Roberto Bardelli
Elena e Roberto Bardelli

SERRAVALLE-CASALGUIDI. Pur non essendo contrari alla ripubblicizzazione del servizio idrico, poiché siamo rispettosi della volontà popolare che si è espressa mediante il referendum del 2011 contro la privatizzazione dell’acqua, il nostro gruppo consiliare si è astenuto dal voto poiché ha riconosciuto nell’Ordine del Giorno presentato dalla maggioranza una strumentalizzazione della questione di stampo chiaramente ideologico e demagogico. Infatti la presentazione del documento all’ultima seduta del Consiglio Comunale, avvenuta immediatamente dopo la nostra interrogazione sui rimborsi dovuti da Publiacqua per il mancato servizio di depurazione delle acque reflue, è semplicemente assurda e paradossale.

L’Amministrazione, appoggiata dalla maggioranza, in quella sede non solo non rispose ad alcune nostre domande che riguardavano dati precisi, come il numero degli utenti del Comune che hanno diritto al rimborso e la somma totale delle quote da restituire da parte di Publiacqua, ma sembrò dare ragione all’azienda in quanto risultò che non aveva mosso un dito per aiutare i cittadini a verificare se abbiano o meno diritto al rimborso (e non lo ha mosso ancora) e che non aveva nessuna intenzione di perorare la loro causa presso il gestore del servizio idrico(come peraltro ha fatto).

Adesso improvvisamente la maggioranza si sveglia e per voce del capogruppo invita il governatore Rossi e il Parlamento ad adeguarsi mediante leggi all’esito del referendum e il sindaco Mungai a farsi promotore presso gli altri sindaci della gestione pubblica dell’acqua. E perché allora è stata spettatrice inerte della nostra interrogazione? Per essere credibili, i consiglieri del centro-sinistra avrebbero dovuto quantomeno condividere la nostra interpellanza e sollecitare con forza da parte dell’Amministrazione le risposte e l’impegno che non abbiamo ottenuto. Ma questa non è l’unica contraddizione.

Il nostro Comune detiene alcune quote di Publiacqua, partecipando anche degli utili, e fino ad ora nessuno della maggioranza si è mai lamentato; anzi, è stata proprio la maggioranza a caldeggiare la presenza dei fontanelli, costruiti dalla società in questione, che non erogano acqua gratuitamente, come forse la gente di Serravalle pensa, ma dietro pagamento del servizio, che va a gravare così sul bilancio del Comune e sulle tasche dei cittadini, anche di quelli che non ne usufruiscono.

Altro paradosso. Il governatore Rossi, appartenente alla stessa area politica del gruppo che ha presentato il documento, è colui che più di ogni altro in Italia si è rivelato sordo alle richieste di ripubblicizzazione; infatti ha centralizzato il sistema idrico della Regione attraverso l’istituzione dell’Autorità Idrica Toscana, ottenendo come unico e deleterio effetto l’allontanamento dei sindaci e dei cittadini dal controllo dell’acqua. Se siamo arrivati a questo punto, dunque , la responsabilità è anche sua e di chi ha sostenuto e condiviso le sue scelte politiche. Con quale faccia adesso queste persone chiedono una gestione pubblica? Altra contraddizione in termini. Anche la nostra Amministrazione, partecipando dell’azienda, con il suo silenzio-assenso ha contribuito a far sì che questa speculasse sull’acqua ai danni dei cittadini, trasformando un bene comune in un bene-profitto per pochi. Infatti non ha mai denunciato la situazione che segue.

Un quarto dell’importo della bolletta non serve a pagare i costi del servizio, ma a garantire gli utili al gestore, che per il 2013 risultano44 milioni di euro a fronte dei circa 182 milioni e 800 mila incassati con le nostre tariffe. Nonostante gli elevatissimi incassi le reti idriche e i sistemi fognari e di depurazione risultano inadeguati e spesso non conformi ai requisiti richiesti per legge; per questo siamo sotto infrazione da parte della Comunità Europea, rischiando una multa che oscilla tra i 12.000 e i 700.000 euro al giorno (quindi gli utenti di Publiacqua si troveranno a pagare in bolletta una sanzione per l’inadempienza dell’azienda, oltre che una delle tariffe più alte di tutta Italia).

Negli anni passati risultano “persi”, ossia non rendicontati, circa 69 milioni di euro di investimenti, presenti però nello sviluppo tariffario, e che gli utenti quindi hanno versato senza il corrispondente riscontro in opere. Dal Piano degli interventi consegnato dal gestore ai sindaci risulta che una delle sue priorità è il funzionamento della struttura: il 20% di ciò che paghiamo per gli investimenti (ossia 99 milioni su 495 milioni) viene invece utilizzato per tenere in vita la ‘macchina” aziendale (acquisto e riparazione software, ristrutturazione e costruzione nuove sedi, acquisto mobili e arredi, ecc.).

A ciò si deve aggiungere che tali scelte, mai contestate dai Comuni soci, incidono notevolmente sul patrimonio da riscattare, facendo aumentare i costi e rendendo di fatto molto onerosa una eventuale ripubblicizzazione. Alla fine del dibattito la maggioranza ha affermato che l’Ordine del Giorno presentato è in consonanza con un punto del proprio programma elettorale; peccato che la Giunta, proveniente dalla stessa lista elettorale, abbia deciso di andare in tutt’altra direzione…

Gruppo consiliare Pdl
Roberto Bardelli (Forza Italia)
Elena Bardelli (Fdi-Alleanza Nazionale)

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