RIQUALIFICAZIONE DELL’EX CEPPO? L’AYERS ROCK DI PISTOIA

Ex Ceppo: un accordo monolitico...
Ex Ceppo: un accordo monolitico…

PISTOIA. Progetto di riqualificazione dell’area del vecchio ospedale, alla presenza del Sindaco e del direttore generale della Regione dott. Barretta.

Il Sindaco ha definito “intesa storica” l’accordo di programma con cui si ridà vita all’area del Ceppo.

Per far partire il nuovo presidio ospedaliero, il S. Jacopo, dice il Sindaco, uno dei tre vettori di finanziamento previsti dovrà derivare dalla valorizzazione degli immobili dismessi della vecchia struttura ospedaliera.

Nell’accordo di programma 2005 si indicavano almeno 18 milioni di euro alla voce “risorse da alienazione di beni immobiliari” (per Prato, invece, si parlava di 4 milioni).

Il «quartiere europeo» che ci dobbiamo aspettare dalla riqualificazione dell’area suddetta, viene illustrato da Bertinelli con dovizia (pletorica) di particolari; noi, in sintesi, diciamo:

  • emissioni zero
  • diradamento edilizio (abbattimento di molti edifici tra via del Ceppo, Piazza San Lorenzo e altro)
  • verde a sfare
  • traffico zero, cioè il più grande quartiere pedonale della città.

In un’ora e quaranta di esposizione il Sindaco illustra entusiasticamente tutti gli aspetti dell’accordo di programma lasciando ben poco da dire al dott. Barretta, l’alter ego del Presidente Rossi.

Barretta inizia dicendo che nel 2005 c’erano altre prospettive: “I valori di allora sono lontani, un intervento così significativo che tocca i centri nevralgici delle città ha costretto a serie riflessioni”. Parla quasi come scusandosi e finisce dicendo che “in fondo sono stati realizzati quattro ospedali, non si sono acquistati aerei da guerra…”. Scusateci, ma… lasciamo perdere. “Tutta l’operazione è da considerarsi un fatto epocale”: grazie, buana!

Barretta ricorda che le demolizioni saranno tutte a carico della regione Toscana, come anche la completa bonifica dell’area.

Glieli darà a loro...?
Glieli darà a loro…?

Il Sindaco, ottimisticamente, immagina che già dall’impiego di un centinaio di operai in quei cantieri, si determinerà la ripartenza dell’economia cittadina. Solo Renzi potrebbe avere una fiducia economica così stupefacente, ma si sa: lui è quello che risolve i mali d’Italia con 80 euro.

La campagna elettorale è in pieno svolgimento e certi argomenti ne rendono l’immagine plastica e icastica.

Il primo intervento è del consigliere Bartolomei che annuncia una domanda più che sull’accordo di programma, sulla disparità di trattamento tra Pistoia e Prato. La domanda è: “I pistoiesi sono più grulli dei pratesi? A Prato nel 2005 si prevedeva che una certa quota si doveva recuperare ed era di 43 milioni di euro, ma la Regione Toscana mette 23 milioni. A Massa il primo accordo di programma prevedeva 28 milioni di euro, ora a 13,2 milioni di euro, 15 milioni”.

“Ora vediamo Pistoia – dice Bartolomei –. Noi, in controtendenza, dobbiamo pagare le opere di urbanizzazione (saranno 7/8 milioni di euro) e io sono preoccupato: l’accordo prevedeva inoltre che la Regione avrebbe dovuto recuperare almeno18 milioni di euro, di cui due garantiti dal Comune di Pistoia”.

Poi Bartolomei prosegue: “La parte storica (il Ceppo – n.d.r.) ce la regalano? Ci regalano un debito?”.

La risposta di Barretta risulta un po’ piccata. In sintesi dice che nel rapporto tra Prato e Pistoia è la nostra città ad avere la meglio come in una partita di rugby che finisca 37 a 20… (per qualcuno l’esempio potrebbe anche non essere del tutto chiarificatore ma tant’è).

Alla consigliera Semplici, che ha posto la stessa domanda, Barretta ha dato la stessa poco consistente risposta – ma le barrette, solitamente, sono fatte per far dimagrire e non per soddisfare…

Soldi buttati...?
San Jacopo, soldi buttati…?

La commissione va avanti. Interviene il consigliere Tomasi e chiede cosa accadrebbe se la Regione non riuscisse a quagliare nemmeno sedici dei diciotto milioni stimati, cioè se, per esempio, ne realizzasse solo 12 (cioè la stima minima): il Comune di Pistoia ne dovrebbe sempre tirare fuori due; ma gli altri? La risposta dell’alto dirigente – che a un pubblico sensibile ai valori della democrazia suona come quella del ciambellano del re – è che, se dovesse servire, gli altri milioni mancanti ce li metterebbe la Regione. E aggiunge – solenne –: “Io Rossi lo conosco, ce li metterebbe lui senza dubbio”. Allora… «stamappósto», direbbero aRRoma.

E noi? Impotenti e basiti ad aspettare gli eventi. Avevamo un ospedale, che da sette o otto secoli serviva la città, adesso abbiamo un ospedale nuovo di cui i pistoiesi non sentivano il bisogno, di cui da più parti i più si lamentano, per cui paghiamo 19milioni di euro annui per 19 anni mentre, per la riqualificazione dell’area del Ceppo, dobbiamo di sicuro impegnarci a pagare le opere di urbanizzazione (circa 8 milioni) e un conguaglio di 2 milioni alla Regione. Però ci resta la parte storica del Ceppo dal valore inestimabile…

Non serviva a Pistoia l’ospedale nuovo: ma la Regione ce lo ha imposto. Diciamo, allora, che non servono le Regioni, almeno così come sono finite.

Tra l’altro ne parleremo anche noi, domenica prossima, a Villa Cappugi: venite a sentirci… Vi farà bene.

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