RISCHIO IDROGEOLOGICO, MA NOI DORMIAMO IN UNA COSCIENZIOSA STUPIDITÀ

A fronte delle innumerevoli tasse che lo Stato si è inventato e che ci costringe a pagare, i cittadini colpiti da calamità sono costretti a fare tutto da soli
Alluvione a Picenza
Alluvione a Picenza

PISTOIA. I fatti del piacentino (un morto e due dispersi, al momento – n.d.r.) sono gli ultimi ma non saranno i soli, purtroppo, visto l’andamento del clima. Ho sostenuto e continuo a farlo che, se il clima ci mette del suo in maniera notevole, l’uomo fa poco per migliorare l’ambiente e tutelare la gente che ci vive. La manutenzione radicale e oculata del territorio è di là da venire e se qualche tentativo si è fatto spesso è stato fatto male, frettolosamente e, quel che è peggio, da incompetenti.

Opere che richiederebbero esperienza ed attenzione vengono troppe volte trattate intempestivamente, con sufficienza e di malavoglia. Quanto asserito potete verificarlo ovunque lungo i margini delle strade, gli argini dei torrenti, i fossi, gli scarpati ferroviari, boschi ecc. Responsabili dei cambiamenti climatici sono le nostre attività e i nostri comportamenti.

Genova: la causa del dissesto idrogeologico, l'uomo
Genova: la causa del dissesto idrogeologico, l’uomo

Ancora noi siamo sul banco degli imputati quando si tratta di provvedere ad arginare se non i fenomeni atmosferici in generale che richiederebbero una operazione globale, almeno quelli locali. Le ultime immagini giunte da Piacenza e zone vicine, mostrano, come sempre, la gente comune a togliere il fango e i detriti dalle case e dalle strade. Gente comune, trattori privati, spalatori di fortuna organizzati alla meglio.

La presenza dello Stato sotto forma di “Protezione Civile” è solo sulla carta. Sul terreno insieme, agli abitanti, gli encomiabili Vigili del Fuoco, onnipresenti e professionali, ma certamente in numero insufficiente, non per colpa loro naturalmente. Altre divise riconoscibili a rappresentare punti di riferimento, non se ne vedono ed anche le visite dei rappresentanti istituzionali sui luoghi dei disastri, sono divenute rarità.

Mauro Biani, l'Italia in macerie
Mauro Biani, l’Italia in macerie

I pompieri sono i nostri veri angeli custodi a cui possiamo rivolgersi 24 ore su 24, certi della loro risposta e della loro fattiva presenza. A fronte delle innumerevoli tasse che lo Stato si è inventato e che ci costringe, con solerzia, a pagare, i cittadini colpiti da calamità più o meno gravi sono costretti a fare tutto da soli come le immagini e le testimonianze mostrano per l’Italia intera, senz’appello.

Dai tempi di Bertolaso mi pare che, dal punto di vista strettamente operativo, grandi passi avanti non se ne siano visti. Eppure non si assiste a proteste popolari degne di questo nome e nessuno sembra notare un vuoto pericoloso che danneggia tutti, senza distinzione. Si sottolinea con enfasi l’intervento degli “angeli del fango”, lodevole quanto si vuole ma sempre fuori dall’aiuto istituzionale organizzato.

Sono persuaso che nonostante non se ne percepiscano gli effetti concreti (salvo eccezioni) la “protezione civile” ci costa come e più di prima. Se qualcuno può mi smentisca e mi renderà meno triste e più consapevole. Ce ne stiamo tutti zitti come ipnotizzati avvolti in una nube di serena acquiescenza con la speranza che le calamità ci evitino senza pretendere quanto, in altri paesi civili, cittadini come noi, pur pagando meno balzelli di noi, ottengono senza dover chiedere o protestare. Quella che può sembrare civica tolleranza ha piuttosto i contorni di una coscienziosa stupidità e tra gli stupidi, si sa gli infelici sono rari.

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[*] – Ospite

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