ritagli. E RINO, COSA DICE?

Sul ristoro che Ato andrà a consegnare a Montale, parte una comprensibile polemica, sulla distribuzione. Colpisce il silenzio assoluto del commissario aglianese Rino Fragai, al tempo estensore del Pir e grande esperto di inceneritori
Ferdinando Betti

PIANA. Va innanzi tutto evidenziata la ridicola circostanza, per la quale il Comune di Montale, sarebbe andato a chiedere in Ato, se il malloppo dei 350.000 euro di “ristoro danni dell’inceneritore” sono solo del Comune di Montale o si possono anche dividere, con gli altri Comuni, compagni delle medesime sventure.

Che tenerezza e sensibilità!

L’Ato, avrebbe determinato l’ovvio e il pacifico.

Cioè se vogliono dividerli (che scoperta!) li potranno anche dividere con gli altri Comuni esposti (e perché non donarli tutti alle Suore di Madre Teresa, per contrastare la piaga della povertà nel mondo?!): una determinazione ermeneutica, complicatissima e originale, che però servirà a Ferdinando Betti, per dirimere l’arcano in modo ufficiale (ufficialità de nojantri) e dunque blindato.

Intanto, sembra pacifico che la torta sarà sicuramente riservata a Montale e ad Agliana (con la contrarietà delle forze di opposizione di Montale) per una somma forfettaria che Betti avrebbe individuato in 100.000 euro.

Rino Fragai

In Comune ad Agliana, l’opposizione ha già iniziato le manovre per le più sentite proteste sulla resistenza del Centro destra montale: pecunia non olet e dunque, da di quà di Bure, si rivendica il pieno diritto di avere un fetta della torta, giusto per il risarcimento dei danni indotti dalla presenza dell’impianto, posto sull’argine del torrente, limite di Confine dei due Comuni.

Su questa rocambolesca polemica, manca però il pensiero del vero magister in materia di inceneritore di Montale, il già Assessore provinciale all’Ambiente Rino Fragai, estensore del Pirg (Piano Interprovinciale Rifiuti), convinto inceneritorista, oggi applicato in qualità di commissario plenipotenziario a fianco di Giacomo Mangoni.

Ai tempi dell’approvazione del Pirg (era il 2012, il Pd era integro con Bersani e Rossi, non aveva abiurato l’impianto di Case Passerini), l’Assessore provinciale Fragai, si recava nelle circoscrizioni di partito per ammansire i più riottosi – c’era ancora il Sel – che si traduce in Sinistra Ecologia e Libertà (poi evaporato come nebbia al sole).

Mauro Lorenzini, Sindaco di Montemurlo

Dunque, ci starebbe bene oggi una qualche esternazione dedicata alla questione di un sì tanto autorevole esperto in politica ambientale, specificamente riferita alla piana di Montale e Agliana?

Come si dovrebbero spartire i 352.000 del capitale posto a ristoro dei danni ambientali?

Rino, prudentemente non parla: la consiliatura è in limine e a dicembre partirà una campagna elettorale senza sconti a nessuno.

Rino parla solo se interrogato in Consiglio comunale che presto sembra sarà convocato dal Nerozzi.

Ci sarà qualche richiesta di chiarimento o interrogazione?

E a Montemurlo che cosa dicono? Il Comune pratese, confinante diretto con l’impianto del Cis è un territorio di massima ricaduta delle polveri fini e delle diossine, ma ciò nonostante, il silenzio di Mauro Lorenzini è forte.

Cosa racconterà ai suoi cittadini che, dopo 40 anni di esposizione, sono rimasti a “bocca asciutta” da ogni ristoro?

[Alessandro Romiti]

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