ritagli. I DUBBI DI PAOLO

Incredibili le domande che Magnanensi propone all’assemblea del Pd aglianese sul futuro dell’inceneritore di Montale e sui ristori dei danni (non ditelo al Mauro Lorenzini): ci è o (gli) fa?
estratto de La Nazione del 25.11.18

AGLIANA. Non possiamo che sottoscrivere l’appello dell’On. Bonafè: le primarie sono il sale della democrazie, purché siano libere.

Se è vero che “sono nel dna del Pd”, si eviti almeno il ridicolo ripetersi di precedenti storici imbarazzanti: vogliamo sperare che a questa tornata non vengano fatte le spedizioni di pullman con anziani e migranti cooptati alla preferenza – ma anche squadre intere di atleti (partite da Spedalino all’ultima edizione) – accompagnati dal direttore sportivo, con l’invito a votare un candidato preferito a qualche capobastone.

Del ritaglio de La Nazione ci ha colpito la dichiarazione dello storico Sindaco Paolo Magnanensi e primo fautore dell’ampliamento dell’inceneritore di Montale.

Ancora una volta ritornano (gli inceneritoristi), applicati però nella più devastante polemica contro il Presidente Rossi su l’inceneritore di Sesto, che si riflette – e questo è il succo – sull’impianto di Montale.

Il governatore Rossi (già Pd) ha avuto, a metà mandato, un colpo di resipiscenza e ha sancito che l’impianto di Case Passerini – così come il matrimonio di Renzo e Lucia – non s’ha da fare.

Magnanensi propone due considerazioni: la prima sull’ipotesi (ma non era deciso di no!) della “costruzione dell’impianto” di Sesto Fiorentino e la seconda sulla concessione dei “ristori ambientali” al Comune di Agliana.

Una caso di manifesta incoerenza tra la realpolitik regionale e provinciale, storicamente inceneritorista (e così qualificata nel Pd Pistoiese, oggi rappresentato da Massimo Baldi) e le contraddizioni tra le politiche dei risultati definitivi del Pd di Montale e di Agliana.

Nei due Comuni, nonostante la presenza dell’autorevole Rinocommisario Fragai, i due Sindaci dem, sembrano oggi accoltellarsi sulla divisione (negata) dei ristori.

Le ricadute dei microinquinanti, investono Montemurlo e Agliana, che non avranno ristori

Viene da chiedersi: Magnanensi ci è o ci fa (ai cittadini aglianesi che tanto lo amano)?

  • È consapevole che il Cda dell’Ato è a maggioranza Pd e che il Comune di Montale (a maggioranza dem) ha sancito l’esclusiva titolarità dei 352.000 euro di ristori ambientali?
  • (Paolo, leggi questo nostro riepilogo e aggiornati);
  • Le domande sull’impianto di Sesto Fiorentino, le faccia al Pd regionale (o forse, non sa più chi è l’interlocutore?);
  • Diversamente, le domande sul destino dell’impianto di Montale, provi a farle ai tre Sindaci proprietari del Cis spa, proprietari formale dell’impianto (almeno sulla carta): sono Betti, Mazzanti e Mangoni (con il commissario ambientale)
  • Le domande sulla distribuzione dei “ristori ambientali”, le porti all’attenzione del Cda dell’Ato, al quale tavolo siedono una quasi totalità di Sindaci dem: sono loro che deliberano.
  • Riguardo alla natura dell’Ato (se ente di competenza “tecnica o politica”), esprimiamo il nostro sbalordimento per le struggenti dichiarazioni di Magnanensi: non sa che l’Ato è sorto per la macrogestione d’area dei rifiuti e che funziona in modo bivalente e alternato a seconda delle questioni da deliberare?
  • Infine, ridicola appare la considerazione dell’ex amato Sindaco di Agliana che osserva che “Agliana è a cento metri dall’inceneritore”: lo scopre oggi? A che rileva la distanza? Non era lui che diceva – quando era Sindaco – che l’impianto non inquina? Non era lui che voleva aumentare l’incenerimento per aumentare il fatturato e il guadagno (lo disse in un consiglio del 2009)?
  • L’Ato ha già deciso: i vaini si daranno a Montale, tutti al Betti: essendo il ristoro per un risarcimento di un danno ambientale è tutt’altro che dimostrato che interessi il Comune di Agliana. E poi, non andiamo a svegliare i cittadini di Montemurlo, che loro sì, sono confinanti a cento metri e sottovento: Mauro Lorenzini non lo sa (non diteglielo!)

[Alessandro Romiti]

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