RITORNANO, COME ROBERT PLANT

Robert Plant
Robert Plant

PISTOIA. È vero, la voce non è più quella con la quale dette vita e leggenda ai Led Zeppelin, ma Robert Plant resta comunque un monumento, probabilmente incrollabile, e tutti i rockettari, a tinte hard, avranno il dovere, il prossimo 11 luglio, di non perdersi la sua esibizione in piazza del Duomo, appuntamento già fissato dalla Dinastia Tafuro e che colorirà, non poco, il palinsesto della 35esima edizione del Festival Blues di Pistoia.

È vero, in piazza, dalle nostre parti, c’è già stato uno dei capelloni più noti del rock and roll, addirittura in compagnia dell’altro elemento organico, dei Led, il chitarrista, Jimmy Page, precisamente otto anni fa, nell’edizione del 2006. E se è vero che, con ogni ragionevole previsione, si può forse immaginare che il sound dei The Sensational Space Shifter, la nuova formazione di Plant, poco o nulla aggiunga all’inflazionatissimo panorama musicale, ci pare doveroso avvisare gli utenti in largo anticipo e invitarli a non mancare.

La produzione del 66enne di West Bromwich dice che la musica del suo illustre sopravvissuto ad ogni tipo di esagerazione sia una mescola tra i ricordi dei Led, il blues del Delta e un po’ di psichedelica, un tentativo che gli auguriamo e speriamo non sia un goffo escamotage per come ricevere ancora il pass per salire su palcoscenici dorati come lo è, dal 1980, quello di Piazza del Duomo.

Proprio in quell’anno, coincidenze, nasceva il Blues’In e poco più ad ovest moriva John Bonham, il batterista dei Led Zeppelin, una scomparsa, prematura ma preventivabile, che sancì la fine del gruppo.

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