rom e degrado. PIAZZA OPLÀ È PROVA DELL’INCONCRETEZZA DI BERTINELLI

La discarica di rifiuti del campo rom dietro l’ospedale San Jacopo

PISTOIA. All’indomani del blitz dei carabinieri in Piazza della Resistenza per ripulire la zona dagli spacciatori accolti in veste di migranti poveri e affamati, e dell’indecoroso maldestro tentativo del sindaco Bertinelli di accaparrarsi il successo di tale operazione, la situazione di in Piazza Oplà e nel parcheggio lì davanti è divenuta paradossale.

I rom spadroneggiano occupando l’intera zona, e la stanno trasformando in una discarica a cielo aperto, proprio come hanno fatto con gli altri due campi dove, evidentemente, l’aria era divenuta troppo fetida persino per loro.

Al tutto si aggiunge la notizia dell’arresto della signora rom residente nel campo di Sant’Agostino, la quale, poveretta, è sicuramente vittima di un elaborato piano ordito dalle forze xenofobe e razziste per reprimere la libertà delle altre fantastiche culture da cui dobbiamo imparare molto. Lady Boldrini, oggi su tutte le furie per una lista neofascista che in provincia di Mantova ha raggiungo quota 10%, vorrebbe addirittura essere governata da uno di questi galantuomini.

E la situazione è letteralmente paradossale perché il sindaco che, a detta sua, sa mostrare i muscoli contro il degrado e la criminalità, in realtà non sa minimamente come affrontare situazioni delicate come la sopracitata sia per incapacità personale e sia perché glielo impedisce la fazione politica cui fa parte. Una fazione, è bene ricordarlo, che si prodiga nell’aiuto degli oppressi solo se questi ultimi non sono italiani.

Samuele Bertinelli

I rom (sebbene vorremmo usare un liberatorio zingari) non creano neanche problemi per quanto riguarda la loro accoglienza: possono muoversi liberamente sul territorio europeo, ma, come tutti, non dovrebbero rompere le scatole oltre misura. C’è qualcuno che possa serenamente affermare che tale misura non sia oramai colma?

Insomma, il problema a loro legato è ben più semplice rispetto a quello riguardante i clandestini accolti in città. Si tratterebbe di ristabilire l’ordine dove vige l’anarchia più assoluta, senza dover affrontare l’ostica questione della “accoglienza sì o no”.

Dunque se ciò non avviene, e da mesi il problema si incancrenisce, possiamo dedurre che quel sindaco che si presentava giorni or sono come uno valoroso pistolero, in realtà è il classico sceriffo che in caso di guai seri si chiude in ufficio facendo orecchie da mercante.

[Lorenzo Zuppini]

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