“ROMANZO PISTOIA”, MOSTRA A PALAZZO FABRONI

Palazzo Fabroni
Palazzo Fabroni

PISTOIA. Una nuova generazione di artisti e creativi di Pistoia – capitale italiana della cultura 2017 – espone il meglio della propria recente produzione. La mostra presenta la ricerca di giovani talenti iniziata nel 2015 dal Museo Pecci di Prato con il progetto TU35 – Geografie dell’arte emergente in Toscana. Le sale di Palazzo Fabroni raccontano una città dinamica e creativa, che riesce a guardare fuori da sé e confrontarsi con i panorami creativi internazionali più dinamici, con tutti i linguaggi contemporanei: dalla pittura all’installazione, dal video al visual design.

Con l’opera Roman de Münster, l’artista Dominique Gonzalez-Foerster nel 2007 riprodusse in un giardino pubblico della città tedesca di Münster, le opere realizzate in città dagli artisti delle edizioni precedenti di Skulptur Projekte, in scala 1:4. “Come in un racconto”, dirà l’artista, “i personaggi stanno l’uno accanto all’altro”, riuscendo ad immaginare e a far percepire un nuovo racconto della città tutta. Gli artisti, designer, architetti, della mostra Romanzo Pistoia raccontano una nuova visione attuale della città di Pistoia. Avendo come proprio punto di vista ansie, speranze e desideri della loro generazione, riescono a tratteggiare spazi dell’agire creativo contemporaneo capaci di legare locale e globale, agire artistico, attitudine interdisciplinare e agire etico, in nuove forme inedite.

È possibile pensare forme di azione creativa contemporanea che superi i confini disciplinari e dia risposte innovative ai problemi dell’oggi? È possibile individuare luoghi ibridi di azione, a cavallo tra agire estetico, azione sociale e saperi disciplinari? Zoe Gruni risale ai miti indigeni dell’Amazzonia per cercare un senso contemporaneo allo spaesamento delle metropoli sudamericane: il Boitatà, fatto di gomme di biciclette, si aggira incredulo e indipendente tra le strade di San Paolo. Città anonime, neglette e poi redente, come quelle raccontate negli scatti di Matteo Chiarello: dal mercato di Marrakech ai palazzi delle Fornaci.

Le Fornaci, un tempo quartiere out di Pistoia, esempio di modernismo architettonico socialmente problematico, riscattato dall’attivismo di base e istituzionale, rivive nelle foto di Chiarello una nuova dimensione onirica e monumentale. Geometrie moderniste traducono e riscattano vicende umane complesse e in divenire. Città viste a volo d’uccello creano nuovi improbabili romanzi nei time laps da Los Angeles di Marco Tomaselli, o nelle sue rievocazioni supermoderne di Woodstock sulle colline pistoiesi. Reti urbane e professionali transnazionali, che tengono insieme le ricerche di questa generazione di artisti pistoiesi.

Tempi e luoghi remoti che si cristallizzano nella ricerca d’archivio e fotografica sugli antichi teatri anatomici di Francesca Catastini, ma che riescono anche a raccontare dei “qui ed ora” determinati nelle istallazioni ambientali pittoriche di Andrea Lunardi o nei disegni/racconti ironici di una nuova generazione anagrafica di Linda Bonacchi. Racconti di un sè emotivamente incerto e ambiguo nelle immagini di Mariangela Della Notte, ma anche aperto ad una storia tutta da scrivere, nei luoghi ameni e de-antropizzati dalla natura, negli scatti fotografici della montagna pistoiese di Francesco Marraccini.

Un manto bianco intonso, in procinto di essere scritto che rievoca la transitorietà dell’esistenza, fermata con una leggerezza inaspettata nelle immagini di Martina Bruni. Una transitorietà che si traduce in un’azione vitale e creativa, libera e inaspettata, nelle opere di Jonathan Calugi. Gesti e luoghi che ti costringono a prendere una posizione e costruiscono un’opera, non tanto per ciò che affermi, quanto per la posizione che vai ad occupare nella rete di gesti, azioni, persone, luoghi. Cristiano Coppi ripensa le istruzioni di montaggio Ikea per rendere evidenti contenuti e posizioni che il consumo standardizzato tende a celare. Emilio Baria ripensa lo spazio attraverso il design, [u]aS ne struttura i legami facendo delle piante in vaso un luogo di incontro. Nuovi legami, che superano e tengono le cose, le persone, le discipline.

L’opera di [u]as è realizzata grazie a Associazione Vivaisti Italiani.

TU35 – Geografie dell’arte emergente in Toscana

Con un fitto programma di mostre, da maggio a dicembre 2015, TU35 – Geografie dell’arte emergente in Toscana, progetto organizzato dal Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci con Officina Giovani di Prato, ha indagato le energie creative di tutte le province Toscane (Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Pisa, Pistoia, Prato e Siena), dando spazio a sperimentazione, trasversalità e commistione di discipline artistiche e linguaggi creativi. La prima tappa del progetto è stata l’apertura di una open call pubblica per curatori toscani sotto i 35 anni, ma anche italiani e stranieri per i quali la Toscana è luogo di produzione e lavoro.

Il Centro Pecci ha ricevuto 45 candidature e sono stati selezionati 20 curatori e 2 collettivi: Francesca Biagini, Filippo Bigagli, Niccolò Bonechi, Laura Capuozzo, Antonella Catarsi, Annalisa Foglia, Federica Forti, Alessandro Gallicchio, Claudia Gennari, Alessia Lumini, Stefania Margiacchi, Margherita Nuti, Gabriele Pantaleo, Gino Pisapia, Stefania Rinaldi, Chiara Ruberti, Matteo Teodori, Serena Trinchero, Saverio Verini, Špela Zidar e i collettivi ones. office – a non exhibition space e Trial Version.

I curatori sono stati affiancati da 5 tutor: Giacomo Bazzani, Lorenzo Bruni, Pietro Gaglianò, Matteo Innocenti e Alessandra Poggianti. Grazie alla costruzione di questa rete sono stati selezionati 119 giovani artisti sotto i 35 anni che hanno “fotografato” la realtà toscana dal suo interno, attraverso 13 mostre e 180 opere. Tutte le mostre si sono tenute a Officina Giovani, ex-Macelli Pubblici di Prato. In occasione della ricognizione TU35 – Geografie dell’arte emergente in Toscana è stato creato un blog sempre aggiornato e consultabile all’indirizzo http://tu-35.tumblr.com/. Una piattaforma online di ricerca, dove ogni singolo progetto espositivo è stato raccontato nella sua preparazione, attraverso immagini, video, documenti, riflessioni, citazioni, ispirazioni. Un work in progress, sorta di diario di bordo, che ha coinvolto, per tutta la durata del progetto, i giovani curatori selezionati.

Sede della mostra
Palazzo Fabroni
via Sant’Andrea 18 – Pistoia

Periodo e orari della mostra

  • 20 febbraio / 28 marzo 2016
  • venerdì, sabato e domenica
  • Pasqua e Lunedì dell’Angelo
  • ore 10.00/13.00 – 15.00/18.00

Inaugurazione

  • venerdì 19 febbraio 2016 alle 18

Biglietti d’ingresso (comprensivi anche della visita alla collezione permanente di Palazzo Fabroni e della mostra dedicata a Fernando Melani)

  • – Intero € 3.50
  • – Ridotto € 2.00
  • – Possibilità di biglietto cumulativo con il Museo Civico e il Museo Marino Marini: due sedi museali a scelta € 6.00 (intero) € 3.00 (ridotto); tre sedi museali a scelta € 9.00 (intero) € 5.00 (ridotto)

Per informazioni www.palazzofabroni/romanzopistoia – Facebook palazzofabroni – Twitter @palazzofabroni – PistoiaInforma tel. 800 012146.

[puggelli – comune pistoia]

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