rompicorbelli. SE ANCHE GILETTI “IMPORTUNA” NON VENGA A PISTOIA A INTERVISTARE LA GENTE

Giletti alle 23:41 di domenica 28 febbraio ha ribadito che «… alle domande che sono fatte all’interno delle inchieste si risponde, senza fare querele: è proprio facendo querele e non rispondendo che si è portato il paese nelle condizioni che tutti vediamo…». Si capisce o no che anche Pistoia – città di sepolcri imbiancati – è in Italia, ovvero che anche da noi il principio sancito dall’articolo 21 della Costituzione deve essere rispettato e in primo luogo dai magistrati?

 

Giletti, sta’ lontano da Pistoia: le interviste possono portare seri guai, se non sei schierato dalla parte dello status quo!

 

di Alessandro Romiti
[con interpolazioni, segnalate, di E.B.]

 


 

PISTOIA-POLIZZI GENEROSA. L’inchiesta giornalistica di Massimo Giletti era dedicata alla vicenda di alcuni politici che hanno fatto la vaccinazione anti-Covid 19 saltando le attese richieste ai comuni cittadini.

La replica del format è bene visibile nel link sopra evidenziato, ma non ci interessa la vicenda giornalistica, bensì un’analisi dei comportamenti arroganti di tali personaggi che hanno una funzione di “pubblica rilevanza” come amministratori pubblici o proprietari di aree soggette da sempre a pubbliche servitù, e quindi tenuti alla trasparenza più incondizionata e al rispetto di norme, regole e consietudini.

Quello che ci ha colpito è che anche l’inviato di “Non è l’arena” è stato accusato di fare “giornalismo da strada”: lo ha definito così la vicensindaca, il già medico Angela Madonia, e ha ricevuto attacchi fisici e urlacci per avere fatto domande e così averla “importunata”. Uno stalker anche lui come il direttore Bianchini che da mesi pubblica documenti che nessuno – e si sottolinea nessuno – legge o vuole leggere?

La vicesindaca Angela Madonia perde le staffe e tenta di colpire cameraman e collega intervistatore: due veri impertinenti, anzi “stalker” che disturbano una donna sola!

Per due volte, l’intervistata ha infatti detto che il collega giornalista di La7 ha la “faccia tosta e torbida… importuna le persone” (ma se era da sola?).

La morale eccola: attenti colleghi della redazione di Non è l’Arena a venire a Pistoia a fare inchieste e domande che “importunano”. E non fate mai fare foto all’aperto perché è molto pericoloso.

La procura pistoiese, infatti, ha il “rinvio a giudizio facile” come il grilletto della Colt nel Far West; e non perdona, soprattutto se vengono toccati certi personaggi di “rilevanza pubblica”, tutti comparenti nella lista degli offesi di un maxiprocesso per stalking, calunnie, violenze privante, estorsioni e minacce come tali individuate da solerti Pm che non hanno svolto nessuna indagine violando il precetto dell’art. 358 cpp (il neretto lo ha aggiunto il direttore: per cui non querelate il Romiti che è innocente).

Questa immagine, tratta dalla sede stradale, è l’oggetto del “disegno criminoso” contestato a Romiti. Eppure questa strada incarcerata è una vicinale-interpoderale storica che per legge, consudetudine e regolamento deve restare aperta. Peccato che la Procura pistoiese non sappia, non di rado, né leggere né scrivere. E neppure fare indagini come dio comanda…

Anche chi scrive è stato querelato per il “disegno criminoso” di avere fatto una fotografia, in area pubblica e nel contesto scenografico del paesaggio circostante, a seguito di un’intervista raccolta nello stesso momento sulla collina di Quarrata a un esponente ambientalista.

Era lo scorso 28 ottobre: una querela raccolta e lavorata con apprezzata sollecitudine (forse troppa?) e molto tempestivamente notificata dai Carabinieri di Agliana, davvero efficienti.

La foto “criminale è quella che vi proponiamo a lato, ripresa dalla strada pubblica: qualche pubblico ministero certamente creativo, o troppo incline alla reprensione, ha ritenuto che le doglianze del  ragionier Romolo Perrozzi fossero giustificate e ci ha indagati per l’ennesima volta: chi scrive e  il direttore Bianchini. È stata questa la chiarissima  “condotta criminosa”? Giudicate voi.

Non è facile capire quale misura di riservatezza sia stata violata con una foto di spazi aperti reperibili anche su Google, e da una pubblica strada:  sarà stato citato anche il colosso americano per lo stesso “disegno criminoso”?

Anche Google Maps sarà stato querelato dal Perrozzi  per queste immagini?

Ci preme, perciò, raccomandare caldamente a Massimo Giletti e al suo staff di non entrare con telecamere e microfono nei confini della provincia di Pistoia, per evitarsi fastidiose – quanto ridicole e kafkiane – difese con il proprio penalista nelle aule di giustizia della “degna tana” di Vanni Fucci.

Giletti alle 23:41 di domenica 28 febbraio scorso ha ribadito che “… alle domande che sono fatte all’interno delle inchieste si risponde, senza fare querele: è proprio facendo querele e non rispondendo che si è portato il paese nelle condizioni che tutti vediamo…”.

Si capisce o no che anche Pistoia – città di sepolcri imbiancati è in Italia, ovvero che anche da noi il principio sancito dall’articolo 21 della Costituzione deve essere rispettato?

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibera.info]


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