RSU E PUBBLICO IMPIEGO, VIS-À-VIS COI CANDIDATI

Paolo Tosi, parlando della latitanza di un sistema di integrazione territoriale, ha arricchito l’analisi ponendo questioni e sfide del presente: «Si vuole prendere atto che la società è cambiata?»
Da destra: Silvia Biagini e i due candidati Vito Tommaso e Paolo Tosi
Da destra: Biagini e i candidati Vito Tommaso e Paolo Tosi

PISTOIA. “Siamo un’altra storia”: è questa l’espressione che riassume l’impegno dei candidati alle elezioni nazionali (3-4-5 marzo) per il rinnovo delle Rsu nel pubblico impiego, presentati ieri mattina, sabato 28 febbraio, presso la Camera del Lavoro di Pistoia.

Silvia Biagini, funzione pubblica Cgil Pistoia, ha infatti spiegato che esiste un’altra via per le riforme, diversa dai tagli lineari portati avanti dall’attuale Governo. Il cambiamento parte dal basso, dalla condivisione con gli operatori, quelli che in definitiva sanno di cosa si parla.

«Tema centrale per le prossime Rsu saranno i 20mila esuberi delle province italiane: solo a Pistoia il problema si pone per circa 180 dipendenti.

La rappresentanza sindacale si trova sotto un attacco di portata storica, ma noi ci presentiamo con 116 candidati per l’istruzione, 44 per la sanità e 47 per le funzioni centrali» per riattivare quello spirito costruttivo e responsabile che serve alle riforme autentiche.

Relativamente alle funzioni centrali (Questura, Prefettura, Inail, Inps, Agenzia delle Entrate) Vito Tommaso, candidato di riferimento, ha indicato come l’attuale proposta di legge che prevede un’unica agenzia ispettiva al posto dei tre organismi a ciò preposti sia totalmente senza linee guida, e, in linea con quasi tutti i provvedimenti del Bomba: «si naviga a vista».

Paolo Tosi, candidato nelle liste dell’Asl, ha spiegato l’insostenibile situazione della sanità pistoiese: degli 8 milioni di tagli all’Asl3 annunciati recentemente in palazzo di Giano ai sindaci pistoiesi dall’Assessore Marroni (l’uomo che sussurrava ai trattorin.d.r.), 1,5 sono i tagli al personale. Gli operatori solo per responsabilità si trovano molte volte a fare più ore di quelle contrattuali e comunque il deficit di personale non è indolore.

Iolanda Cosentino, all’angolo del tavolo, e alla sua sinistra Regina Alberta Bresci
Iolanda Cosentino, all’angolo del tavolo, e alla sua sinistra Regina Alberta Bresci

«Ben vengano riforme e ristrutturazioni ma bisogna tornare a investire: non si può far sì che la gente vada a Firenze per farsi curare». Tosi, parlando della latitanza di un sistema di integrazione territoriale, che dovrebbe farsi carico dei casi non urgenti ma in cui comunque serve una certa assistenza – pensiamo solo a certi casi di malattie oncologiche – ha anche arricchito l’analisi ponendo questioni e sfide del presente: «Si vuole prendere atto che la società è cambiata?» in riferimento all’atomizzazione dei nuclei sociali e alla frammentazione della famiglia tradizionale, in cui comunque c’era sempre qualcuno che si prendeva cura dei malati.

«Ho incontrato un signore di 73 anni, con un problema tutt’altro che semplice: mi ha detto che a casa si deve occupare di un genitore di 101 anni».

Marta Grassi, candidata nei servizi educativi ha ribadito lo spirito per cui il diritto del personale sia in armonia col diritto dei bambini a ricevere un servizio di qualità, qualità che a Pistoia è quarantennale. Un diritto, in generale all’educazione e allo studio – ha rilanciato Regina Alberta Bresci, federazione lavoratori della conoscenza Cgil – previsto e non attuato dalla stessa Costituzione. «Sostegno, inserimento degli stranieri, personale Ata ed edilizia scolastica fanno ingiustamente le spese» dei tagli dissennati. «Faremo sentire la nostra presenza nei 24 istituti comprensivi e nei 14 istituti superiori».

La buona scuola di Renzi, vignetta Mauro Biani
La buona scuola di Renzi, vignetta Mauro Biani

Iolanda Cosentino, candidata per gli istituti superiori, ha parlato di darwinismo sociale, a proposito delle prevedibili dinamiche che saranno innescate dagli scatti di merito introdotti al posto di quelli di anzianità.

«Si sminuisce e si ignora il nostro lavoro di educazione alla cittadinanza, proprio quando il paese necessiterebbe di partecipazione attiva e democratica per uscire dalla deriva autocratica dell’uomo solo al comando» – con evidente riferimento al Mister Bean di Rignano e, soprattutto agli slogan così apprezzati dai tanti italiani che si fanno convincere con 80 € – una deriva «che deresponsabilizza la cittadinanza dall’affrontare la questione morale, legale e sociale » e tutti i problemi associati.

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One thought on “RSU E PUBBLICO IMPIEGO, VIS-À-VIS COI CANDIDATI

  1. La CGIL è la prima a non rendersi conto che la società è cambiata. E continuando ad avallare scelte politiche miopi, dichiarando “Ben vengano riforme e ristrutturazioni” dopo i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, non so davvero con quale coraggio si presenti a chiedere fiducia ai cittadini. Forse riceverà consenso, ma non sarà certamente informato.

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