salute pubblica. L’INDAGINE EPIDEMIOLOGICA È MORTA?

Nel Consiglio comunale di Montale, sono richiesti chiarimenti sulla indagine epidemiologica con apposita mozione il risultato è chiaro: l’indagine sarà un buco nell’acqua, depotenziata con ritardi e omissioni per renderla inapplicabile alla esigenza di chiarezza ricercata
Foto aerea dell’inceneritore di Montale

AGLIANA — MONTALE. A noi non ci sorprende più niente: abbiamo da tempo denunciato che l’indagine epidemiologica a suo tempo avviata, era il 2010, quando venne proposta (e la determina di Usl 3 è la 62 del 2013), giaceva nel dimenticatoio e che anche l’Usl rinviava, abbandonando i cittadini alla loro sorte, ormai rassegnati grazie alla tecnica della rana bollita.

Oggi, possiamo amaramente constatare: qualcuno può rettificare o smentirci dopo 10 anni dall’avvio dello studio che investiva ben quattro Comuni, dimenticandosi di quello di Montemurlo?

L’interpellanza presentata dall’opposizione del Comune di Montale aveva per titolo: Informazione sullo stato di avanzamento del modello di ricaduta degli inquinanti dell’inceneritore di Montale, ovvero lo studio della georeferenziazione della distribuzione degli inquinanti, ritenuto tanto importante anche dalla Regione Toscana che, nel 2015, vide l’assessore Federica Fratoni, promettere un finanziamento di oltre 10.000 euro per finanziare Arpat.

Egisto Bagnoni

Tutto inutile, o meglio utile solo per allungare il brodo, come aveva denunciato l’allora Presidente dell’Ordine dei Medici Egisto Bagnoni, protestando indignato contro le Amministrazioni rosse per la loro arroganza e insensibilità.

La pratica è lì, insabbiata sulla scrivania dell’Ispro (Istituto Studi e Prevenzione Ricerca Oncologica) ed esattamente della epidemiologa Elisabetta Chellini.

La studiosa, aveva già espresso il suo genuino e non politicamente mediato parere tecnico-scientifico in una importante perizia giudiziaria, disposta nel Maggio 2010 dalla Procura della Repubblica di Pistoia.

Giacomo De Lucia presenta il documento di Arpat sulle ricadute dell’inceneritore allo staff del Dip. Prevenzione di Asl 4, Prato.

Rivediamolo meglio e nuovamente. In tale elaborato di oltre 100 pagine e altrettante di allegati, la studiosa specificò che i cittadini del territorio non avevano nulla da temere dall’inceneritore: le ordinanze dei Sindaci dei Comuni di Montale, Agliana, Montemurlo e Quarrata avevano escluso la consumazione in auto-consumo di animali da cortile (esposti alla catena alimentare) e verdure a foglia larga, caricate dalle dispersioni dei microinquinanti organici.

Non sarà difficile cercare di capire, quale sia lo stato dell’arte sull’indagine in questione: siamo all’Aprile del 2019 a quasi due lustri dalla prima impegnativa politica per lo svolgimento dell’incarico, affidato proprio a Ispro, per una maggiore e definitiva competenza in materia.

Il Direttore di Ispro, Gianni Amunni

Il Direttore di Ispro Gianni Amunni, ebbe a ripetere a chi scrive (era il 1 giugno del 2016), che la raccomandazione della Chellini nell’atto disposto a uso della Procura è vera, scientificamente motivata e confermata.

Peccato che nel periodo di esercizio dell’impianto (inaugurato nel 1978) nessun Sindaco abbia mai emanato alcuna ordinanza atta a interdire la pericolosa consumazione di animali e verdure e che, nemmeno l’Azienda Sanitaria abbia mai sollecitato o disposto in tale senso con qualche parere o ordinanza, procedendo al grido rassicurante del tutto va ben, madama la Marchesa.

Questa è, purtroppo, la vera storia dell’indagine, destinata finire in una bolla di sapone e peraltro costata ai contribuenti svariate decine di migliaia di euro: un’esercitazione di facciata, per ricoprire i vari tavoli e tavolini” di scartoffie, appositamente sabotata con ritardi e rinvii strumentali per procrastinare qualunque decisione di merito che – provate a smentirci, oggidì – sarebbe stata molto impegnativa per il mantenimento dell’impianto in funzione, detestato e famigerato, ma però assicurato a una lunga vita dalla scellerata politica inceneritorista del Pd e dai numerosi yes-man alternati alle diverse amministrazioni di enti locali e uffici della Pubblica amministrazione.

Questo è se vi pare.

[alessandroromiti@linealibera.info]

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

One thought on “salute pubblica. L’INDAGINE EPIDEMIOLOGICA È MORTA?

Comments are closed.