SALVIAMO IL CASELLI

L'ex Ospdeale Caselli di Quarrata
L’ex Ospdeale Caselli di Quarrata

QUARRATA. Anche il Movimento Cinque Stelle di Quarrata interviene sulla questione del trasferimento del servizio della Guardia Medica di Quarrata ampliando il discorso alle sorti dell’edificio di via Larga 22, sede fino a qualche anno fa della Rsa Caselli. Il Movimento ha elaborato l’ampio comunicato che segue:

Piano, piano un altro pezzo di Quarrata se ne va, chissà se e come riusciremo a ottenerlo indietro.

Qualche anno fa il servizio di guardia medica è stato spostato temporaneamente dall’ormai ex ospedale Caselli ai locali della Croce Rossa, “giusto il tempo di qualche lavoro di ristrutturazione” precisavano il Sindaco Sabrina Sergio Gori e il direttore dell’Azienda U.S.L. per calmare il dissenso della popolazione.

Ultimamente un nuovo trasloco porta la guardia medica dai locali della Croce Rossa di Quarrata ad Agliana: “temporaneamente giusto il tempo di qualche lavoro di ristrutturazione” spiega il Sindaco Marco Mazzanti e il direttore dell’Azienda U.S.L.. Da brivido queste rassicurazioni!

Nel frattempo alternative valide per ubicare la guardia medica in modo permanente a Quarrata non ce ne sono o forse non le vogliono trovare.

La Croce Rossa ha messo i suoi locali a disposizione a titolo gratuito, ora non vanno più bene per ospitare il servizio medico, non sono idonei neanche quelli, infatti sembra proprio che l’Azienda U.S.L. prenda assai seriamente il rispetto dell’ ordinanza P.C.M. n. 3274/2003 (classificazione sismica del territorio e normative per le costruzioni in zona sismica) e il Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 36/R del 2009 (vigilanza e verifica delle opere e delle costruzioni in zone soggette a rischio sismico), vuole proprio spaccare il capello in quattro e a pensare al Distretto di via M. Polo ci sfugge un sorriso, per le lacrime c’è ancora tempo.

A Quarrata abbiamo una struttura storica, il “Caselli”, abbandonata a se stessa, nonostante le rassicurazioni di pieno recupero, prima della Sergio Gori e poi del sindaco Mazzanti e della stessa U.S.L.. Si parlava già nel 2007 di un investimento di 2 milioni di euro che prevedeva la completa ristrutturazione dell’ospedale, ristrutturazione che prevedeva anche un ampliamento dell’area sul retro dov’è il parco e un adattamento del piano seminterrato per renderlo adatto ad un utilizzo ambulatoriale.

Un Caselli profondamente modificato, risanato ed alla fine utile alla cittadinanza come era nell’intento dei benefattori che lo donarono alla cittadinanza nel 1890.

Un'antica cartolina del Caselli
Un’antica cartolina del Caselli

Troppi soldi per qualcuno, considerati i tempi odierni, sia per l’asfittica situazione delle risorse finanziarie pubbliche che dalla crisi edile generale che porterebbe a pensare ad una decisione oculata da parte della U.S.L., visti i momenti, decisione volta ad attuare il metodo che appare più logico, ossia valorizzare il patrimonio pubblico esistente: niente da fare.

Chi ha più lunga memoria, ricorderà l’incendio occorso alla struttura nell’ottobre del 2003, incendio che comportò necessariamente l’adeguamento dell’impiantistica di prevenzione, per garantire i requisiti di sicurezza previsti dalla legge. A questi lavori basterebbe far seguire alcuni interventi, stimati intorno ai 500/600 mila euro dalla stessa U.S.L., volti all’adeguamento del piano terra e del primo piano che basterebbero a creare questa tanto attesa “Casa della Salute”.

Questa relativamente poco dispendiosa soluzione non è stata pienamente presa in esame, infatti l’area tecnica dell’Azienda U.S.L. 3 ha deciso che il nostro Caselli non va bene: non rispetta le vigenti normative inerenti

  • la prevenzione incendi, nonostante l’impianto recente;
  • gli impianti elettrici;
  • le barriere architettoniche;
  • la protezione antisismica.

Veramente un rudere da come lo descrivono, eppure fino ad un paio di anni fa dimostrava sì la sua età, visto che mai è stato adeguatamente mantenuto, ma non certo un palazzo da buttar via, allora la cloaca di via M. Polo, quella va bene che è lì da vent’anni a rimpinguare le tasche di qualche privato?

Lasciando le sanguigne esternazioni e tornando ai fatti, la deliberazione nr. 181 del 2013 a firma del Direttore Generale Roberto Abati dice che bisogna spendere più di 4 milioni di euro (ma non erano 2?!) affinché il Caselli sia di nuovo a norma. Milioni di euro magicamente raddoppiati nel giro di sei anni, altrimenti come fanno a giustificare la convenienza dell’acquisto di un nuovo immobile!

Il Caselli è stato giudicato sismicamente “non sicuro” in base alle disposizioni di legge statali e regionali, quindi riecco spuntare i 2 milioni di euro dal cilindro belli pronti da essere spesi per un immobile neanche minimamente paragonabile al nostro ex ospedale sia per superficie che per l’ubicazione in zona centrale inoltre, aggiungiamo noi, la normativa prevede che venga fatta “solamente” la verifica degli edifici, mentre per la messa a norma il legislatore non ha ancora deciso niente, se in Italia si dovesse procedere all’adeguamento sismico di tutte le strutture pubbliche dove troveremmo i fondi, andrebbero allora vendute tutte e chi li comprerebbe?

Quindi perché tutta questa improvvisa fretta di acquistare, stiamo pur sempre parlando di 2 milioni di euro che escono dalle tasche nostre.

Ovviamente i dirigenti della U.S.L. hanno già pianificato anche il rientro economico per l’azienda, proveniente dalla vendita del Caselli, alla faccia di chi un secolo fa l’ha donato a Quarrata, e per venderlo facilmente ad una cifra superiore al prezzo del fabbricato da acquistare, il Comune di Quarrata ha previsto una variante con cambio di destinazione d’uso.

Ci auguriamo che il Sindaco Mazzanti abbia l’accortezza di chiedere assicurazioni ed una contropartita valida per la cittadinanza che non lasci Quarrata in un colpo solo senza Guardia Medica, senza Caselli e senza Casa della Salute, poiché ricordiamo che al momento è ancora in essere la procedura pubblica d’acquisto e non si sa ancora se sarà un edificio nuovo, che rispetti le caratteristiche sismiche previste dalla normativa (sennò non avrebbe senso vendere il Caselli), oppure già costruito e quindi bisognerà attendere il tempo per l’adeguamento ed il collaudo. Oltretutto se il Caselli non venisse venduto in tempi brevi, si degraderebbe fino ad un deprezzamento consistente come succede per tutti gli edifici “abbandonati” quindi sfumerebbe la voce attiva in bilancio per l’U.S.L..

Insomma alla fine si legge dai giornali che il sindaco è contrariato, il consigliere Giacomelli è contrariato, persino i consiglieri Gori e Ciervo sono contrariati….

Noi di più!

Movimento Cinque Stelle Quarrata

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2 thoughts on “SALVIAMO IL CASELLI

  1. Alcune domande alla quale spero qualcuno dia risposta: di chi è la proprietà del Caselli? E se è, come sembrerebbe, dell’ASL, con quali modalità e a che costo è stata acquisita dai precedenti proprietari che mi risulta fossero i cittadini di Quarrata. E infine fu chiesto ai cittadini se erano d’accordo a cedere il Caselli all’ASL?

    Roberto Trinci (da facebook)

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